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A Mesiano arriva la Bum, nuova biblioteca universitaria. Oltre 80mila volumi e viste spettacolari della città per gli studenti UniTn

Inaugurato oggi il nuovo tassello del campus di Povo-Mesiano: la Biblioteca universitaria di Mesiano. Il rettore uscente Collini: "Le biblioteche non sono solamente luoghi dove cercare libri, ma anche dove condividere l’esperienza universitaria nella sua massima espressione. Sono convinto che i nostri studenti trasformeranno questa biblioteca in un luogo dove stare"

Foto Pierluigi Cattani Faggio
Di Mattia Sartori - 05 maggio 2021 - 12:27

TRENTO. “O studianti, studiate le matematiche, e non edificate sanza fondamenti”: questa la citazione di Leonardo Da Vinci che accoglierà gli studenti sulla soglia della nuova Biblioteca universitaria di Mesiano (Bum). Il nuovo spazio, inaugurato oggi, mercoledì 5 maggio, offrirà 320 posti di studio su 2 mila metri quadri bagnati dal sole grazie alle grandi vetrate, da cui è possibile godere di una spettacolare vista sulla città di Trento. Città che si conferma sempre più nel suo animo universitario.

 

 

L’edificio, ospitato nel complesso che già ospita il Polo universitario di Mesiano, si sviluppa lungo il viale alberato che porta all’edificio principale, ridisegnando il ciglio della collina con le sue linee sobrie e pulite. L’edificio è ampio quasi 2 mila metri quadri, di cui 1450 calpestabili (tra cui 820 metri quadri di sale lettura, 150 di sale per eventi, 260 per archivio e 150 per servizi). Il luogo ideale per far trovare posto ai grandi volumi di architettura, alle monografie di ingegneria e alle tante riviste: sono oltre 80 mila i volumi (tra cui 33mila monografie e un migliaio di titoli di riviste, oltre all’ampio patrimonio di eBooks e risorse elettroniche consultabile grazie alla connessione wifi di Ateneo) che trovano posto sui 2540 metri lineari di scaffalature. Si tratta della più importante collezione bibliografica pubblica nel settore dell’ingegneria, unica nel campo dell’architettura e della normativa tecnica. Un punto di riferimento non solo per gli studenti e le studentesse del Dipartimento, ma anche per i professionisti della città.

 

Primo sul podio dell’inaugurazione ovviamente il rettore Deflorian, che dichiara: “I libri hanno sempre avuto e sempre avranno un profondo significato simbolico. In particolare l’apertura di questa biblioteca arriva proprio in un momento in cui si tenta di tornare alla normalità ed eventi come questo assumono un significato ancora maggiore. Non mi prendo il merito per la creazione di questo edificio, che è la conclusione di un percorso lunghissimo portato avanti dal mio predecessore, ma ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per portarci fino a questo punto”.

 

 

Anche il rettore uscente Collini ha avuto l’occasione di dire due parole: “Nonostante l’avanzare della digitalizzazione rimane in noi la convinzione che le biblioteche continueranno ad esistere. Esse infatti non sono solamente luoghi dove cercare libri, ma anche dove condividere l’esperienza universitaria nella sua massima espressione. Qui la bellezza la fa da padrona e sono convinto che i nostri studenti trasformeranno questa biblioteca in un luogo dove stare. I piani non si fermano certo qui: il progetto è creare un grande campus Povo-Mesiano, collegato alla città tramite ascensore. Un parco verde che i nostri studenti potranno godersi appieno”.

 

Interventi anche da parte del rappresentante degli studenti Edoardo Giudici e del sindaco di Trento Franco Ianeselli. “Questo è un segnale molto importante in tempo di riaperture – afferma Giudici -. Come studenti abbiamo bisogno di questi spazi perché in modalità telematica manca la socialità, manca il contatto, manca il poter alzare lo sguardo e trovarsi immersi nei libri, manca la bellezza del luogo. Come studenti crediamo che questo sia un altro passo sulla strada giusta da parte del nostro Ateneo”.

 

 

Ringraziamo l’Università – aggiunge Ianeselli – per questo meraviglioso regalo fatto alla città di Trento. Come scrisse Marguerite Yourcenar nel suo libro “Memorie di Adriano” costruire biblioteche è un po’ come costruire granai pubblici per ammassare speranza per l’inverno dello spirito. In questo inverno che stiamo attraversando abbiamo sentito la mancanza degli studenti, che sono coloro che rendono Trento una città di mondo. Speriamo che questo sia un primo passo verso un pieno ritorno della comunità accademica in città”.

 

I costi di costruzione della biblioteca ammontano a poco più di 2,3 milioni (pari a circa 1.193 euro al mq), a cui vanno sommati 357mila euro di arredi, quasi 87 mila euro di illuminazione e a oltre 38 mila euro di impianti audio e video.

 

 

Fondamentale anche l’aspetto della sostenibilità ambientale, un punto centrale nello sviluppo del progetto. L’edificio infatti ha nel suo complesso delle elevate prestazioni energetiche, collocandosi nella classe A+. I muri sono stati realizzati con aggregato riciclato e scarto di porfido ed è inoltre prevista la raccolta delle acque meteoriche in modo da ridurre il fabbisogno di acqua non potabile. Tutti gli arredi hanno ottenuto la certificazione Cam (Criteri minimi ambientali) e lo spazio è stato progettato in modo da sfruttare al massimo la luce naturale proveniente dall’esterno, adattando il sistema di illuminazione in modo da compensare in caso di bisogno.

 

In occasione dell’inaugurazione della Bum l’Università ha deciso di procedere ad un gesto simbolico, rinominando anche le biblioteche preesistenti. Oltre alla Buc (Biblioteca universitaria centrale) che già sorge nel quartiere le Albere, cambiano nome la Biblioteca di Scienze, che diventa Bup (Biblioteca universitaria

Povo) e Biblioteca di Scienze cognitive che diventa Bur (Biblioteca universitaria Rovereto). I cambiamenti di denominazione delle varie biblioteche sono accompagnati da una revisione della grafica e delle indicazioni a beneficio di una maggiore coerenza comunicativa.

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