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Scioglimento dei ghiacciai, a rischio l'esistenza di numerosi organismi. In Trentino due tipi di insetti verso l'estinzione, l'appello di 11 scienziati

La conoscenza della biodiversità che vive sui ghiacciai è ancora limitata e il rischio è che nessuno possa studiarla a causa dei cambiamenti climatici. Mauro Gobbi del Muse – Museo delle Scienze di Trento e Marco Caccianiga dell’Università degli Studi di Milano hanno coordinato, con la collaborazione di altri nove scienziati italiani, la stesura di un appello rivolto alla comunità scientifica e a quella politica 

Di G.Fin - 30 aprile 2021 - 09:32

TRENTO. E' una corsa contro il tempo quella che si sta affrontando per riuscire a conoscere la biodiversità che vive sui ghiacciai. Batteri, alghe, insetti, vere e proprie comunità di organismi che non conosciamo e che, purtroppo, rischiamo di non conoscere perché l'accelerazione nello scioglimento dei ghiacciai, a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, ha messo a rischio estinzione intere specie.

 

“In passato – spiega a ilDolomiti il ricercatore Mauro Gobbi del Muse di Trento – se domandavamo a qualcuno di dirci chi vive sui ghiacciai di sicuro avrebbe risposto nessuno. Invece esiste una biodiversità importante, comunità di organismi di cui conosciamo ancora davvero poco e che variano da zona a zona”.

 

La maggior parte di questi organismi è specializzata a vivere sui ghiacciai e la loro sopravvivenza dipende quindi dalla permanenza del ghiaccio. Ogni ghiacciaio ospita organismi differenti, molte specie sono endemiche, quindi esclusive, e ciascuna specie ha un ruolo chiave nel mantenere l’habitat glaciale, e quelli circostanti, in equilibrio.

Una ricchezza formidabile che ora è a rischio. Mauro Gobbi assieme Marco Caccianiga dell’Università degli Studi di Milano hanno coordinato l'appello di undici scienziati italiani pubblicato il 28 Aprile sulla nota rivista internazionale Biodiversity and Conservation (QUI L'ARTICOLO), che vuole richiamare l’attenzione dell’Unione Europea, degli enti locali deputati alla conservazione della natura e di tutti noi sulla perdita di biodiversità degli ambienti glaciali. “Sui ghiacciai c’è vita! Sono molteplici gli organismi adattati a vivere in condizioni ambientali estreme, abbiamo però una conoscenza ancora troppo frammentaria – introduce Gobbi, primo autore dell’articolo –, ma quando i ghiacciai non ci saranno più cosa avremo perso dal punto di vista biologico, e con che conseguenze?”.

 

La Direttiva Habitat, approvata nel 1992, è lo strumento adottato dall’Unione Europea per preservare e monitorare la biodiversità nel territorio degli Stati membri. Questa direttiva include i ghiacciai tra gli habitat protetti indicandoli come “Ghiacciai Permanenti – Codice 8340”.

 

Dei 123 siti di importanza comunitaria che al loro interno possiedono ghiacciai, il 50% si trova in Italia. Nonostante siano molteplici gli studi che i glaciologi stanno svolgendo sui ghiacciai di tutto il mondo ad oggi rimangono poco considerati gli aspetti relativi la biodiversità che essi ospitano e che stiamo perdendo per sempre. Se da un lato, infatti, c'è l'alta probabilità di presenza di specie nuove per la scienza, dall'altro, purtroppo, si iniziano ad avere evidenze di estinzioni a scala locale di alcune specie di insetti.

 

L'allarme arriva anche dal Trentino. Lo scioglimento rapido dei ghiacciai sta portando a rischio di estinzione alcuni insetti, in particole i chironomidi. Non solo per un restringimento del proprio habitat ma anche e soprattutto per i repentini cambiamenti climatici che non permettono agli organismi di abituarsi a nuovi ambienti. La stessa fine sta avendo coleottero carabide Nebria germarni.

“Quello che preoccupa gli scienziati – ha spiegato Mauro Gobbi - è che senza una accurata conoscenza della biodiversità glaciale, e il suo monitoraggio nel tempo, non potremo capire gli effetti negativi che avrà la scomparsa dei ghiacciai sul funzionamento degli ecosistemi e quindi anche sul nostro stile di vita”. Per questo l’appello fatto dagli undici scienziati che si rivolgono all’Unione Europea, così come agli enti locali deputati alla conservazione della natura, per avviare con urgenza un piano di monitoraggio della biodiversità degli ambienti glaciali. “Questo - concludono i firmatari dell’appello - permetterà di avere strumenti volti a pianificare azioni di tutela e valorizzazione di quello che è un habitat, purtroppo, non rimpiazzabile”.

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