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Una popolazione di meduse originarie della Cina nel lago di Monticolo Grande. ''La specie potrebbe essere più diffusa in Italia di quanto si pensasse''

Si chiama Craspedacusta sowerbii ed è una piccola medusa – si parla di qualche centimetro di diametro per gli esemplari adulti – originaria della Cina. E' emerso che tutti i membri della popolazione rinvenuti nelle acque di Monticolo sono maschi e che il loro meccanismo di riproduzione prevede due differenti cicli biologici. Lo studio pubblicato sul Journal of Limnology

Di Filippo Schwachtje - 23 marzo 2021 - 16:42

BOLZANO. Una popolazione di meduse originarie della Cina si è insediata al lago di Monticolo Grande: risalgono al 2015 i primi avvistamenti subacquei ed il successivo interessamento del Museo di scienze naturali di Bolzano, che ha portato alla pubblicazione di una ricerca su Journal of Limnology, rivista scientifica internazionale incentrata sullo studio delle acque interne. Si chiama Craspedacusta sowerbii ed è una piccola medusa – si parla di qualche centimetro di diametro per gli esemplari adulti – originaria della Cina ed assolutamente innocua per l'uomo l'inaspettato ospite del bacino montano a circa 16 chilometri da Bolzano. Lo studio è stato condotto da Massimo Morpurgo, biologo del Museo di scienze naturali altoatesino, Samuel Vorhauser e Renate Alber, entrambi esperti di limnologia del Laboratorio biologico dell'Agenzia provinciale per l'ambiente e la tutela del clima, e Peter Schuchert, ricercatore del Museo di storia naturale di Ginevra.

 

“A mio avviso le meduse sono un arricchimento per il lago – spiega Morpurgo – si tratta di una specie completamente innocua la cui presenza in Italia risale almeno al 1946. Ci sono diverse teorie che tentano di spiegare il meccanismo che ha permesso l'arrivo della Craspedacusta in Europa, la più accredita è che sia stata trasportata insieme a piante acquatiche come le ninfee”. Il team ha portato avanti la ricerca partendo dall’agosto del 2015 – quando le meduse sono state osservate per la prima volta – fino a settembre 2020, raccogliendo ben 63 esemplari in oltre 30 immersioni. Curiosamente, è emerso che tutti i membri della popolazione di Craspedacusta rinvenuti nelle acque di Monticolo sono maschi e che il loro meccanismo di riproduzione prevede due differenti cicli biologici. All'interno della specie infatti, la forma asessuata dei vari individui è un polipo molto piccolo e senza tentacoli dal quale, per gemmazione, sono poi prodotte le meduse.

 

“I polipi a loro volta – racconta Morpurgo – si riproducono in via asessuata, clonandosi in poche parole. Pensate che in determinate situazioni questi polipi sono in grado di ‘incistarsi’, di creare quindi una specie di bozzolo che li circondi per sopravvivere in condizioni estreme, per esempio quando il bacino che li ospita si prosciuga. Secondo diversi autori, alcune specie di uccelli acquatici potrebbero così inavvertitamente trasportare i ‘bozzoli’, posandosi sul fondale di laghi in parte essiccati e fungendo da mezzo di trasporto involontario per la Craspedacusta”. Nel lago di Monticolo Grande sono stati rinvenuti sia i polipi – che permettono quindi il mantenimento della popolazione, producendo le meduse quando la temperatura dell'acqua si alza a sufficienza – che le meduse, mentre nel vicino lago di Monticolo Piccolo sono stati osservati solo i polipi.

 

“Anche se gli avvistamenti delle meduse sono rari – concludono i ricercatori all'interno dello studio – la specie potrebbe essere più diffusa in Italia di quanto ritenuto in precedenza, proprio perché i piccoli polipi tendono a passare inosservati”. L'importanza principale della scoperta del team risiede nell'aver portato alla luce la presenza nel nostro paese di un'altra linea genetica della Craspedacusta, oltre quella già osservata in Sicilia. “Visto che al momento sono stati riconosciuti due distinti lignaggi genetici in Italia – scrivono gli studiosi – riteniamo possibile trovare degli ambienti in cui entrambi possano convivere”. “La questione ora – conclude Morpurgo – è capire se si tratta effettivamente di due linee genetiche diverse o se si parla di due specie distinte. Speriamo che il nostro lavoro possa essere uno spunto per approfondimenti futuri”.

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