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| 22 apr 2022 | 16:19

Cervi giganti, leoni e lupi vissuti migliaia di anni fa, dal Po in secca riemergono i fossili delle antiche specie che popolavano la pianura Padana

Dal Po continuano a riaffiorare incredibili reperti: in questi giorni sono stati recuperati la testa di un cervo gigante e la mandibola di un lupo, entrambi vissuti decine di migliaia di anni fa. Il museo: “Un nuovo importante tassello dal passato”

di Tiziano Grottolo

CREMONA. Il fiume Po sta vivendo uno dei suoi periodi più complicati, le scarse piogge dei mesi scorsi hanno portato il corso d’acqua a livelli minimi. Se nelle ultime settimane le acque del fiume hanno restituito anche il cadavere di una persona con il Po in secca stanno riaffiorando anche vari reperti fra cui un semicingolato tedesco della Seconda guerra mondiale e i relitti di alcune barche affondate nello stesso periodo.

 

In questi giorni però, sono stati recuperati anche dei preziosi fossili che risalgono a decine di migliaia di anni fa. L’ultimo ritrovamento riguarda la testa di un megalocero, o megacero, si tratta di un cervo gigante vissuto durante Pleistocene e Olocene. Il fossile è stato trovato sulle spiagge riemerse dell’isola fluviale di Serafini che si trova a cavallo delle province di Cremona, Lodi e Piacenza.

 

Non solo, perché come spiega in un post pubblicato sui social Davide Persico, professore all’Università di Parma e sindaco di San Daniele Po, poco tempo prima era stato trovato anche il fossile di un lupo. In questo caso il ritrovamento è avvenuto nella zona della barra fluviale di Zibello.

 

“Il reperto – sottolineano dal Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po (di cui Persico è stato direttore) – in buono stato di conservazione è costituito da una emimandibola sinistra sulla quale sono conservati tutti i denti. L’aspetto è quello classico dei fossili delle alluvioni del Po, caratterizzato da un colore grigio-marrone chiaro, con i denti beige macchiati di arancione dagli ossidi di ferro”.

 

Secondo gli esperti il buono stato di conservazione e le grandi dimensioni lasciano intendere l’appartenenza a un grande esemplare adulto, tra i 40 e i 45 chili, probabilmente un maschio, anche se “al momento non è possibile dire nulla a riguardo della datazione del fossile essendo stato ritrovato in posizione alloctona sulla spiaggia”.

 

Con ogni probabilità nei prossimi mesi si svolgeranno delle analisi, che prevedono pure l’estrazione del dna, per verificare la sottospecie di appartenenza, la possibile provenienza migratoria e la dieta dell’esemplare. “Questo reperto – aggiungono dal museo – rappresenta un nuovo importante tassello nella composizione di un mosaico con il quale si sta delineando la paleofauna della Pianura Padana nel tempo, in relazione alle sue variazioni climatiche tardo Quaternarie. Il fossile rappresenta inoltre una rara testimonianza della presenza del lupo in Pianura Padana nei tempi antichi”. Negli anni passati, sempre lungo il corso del Po, erano stati trovati fossili di altre specie come rinoceronti, iene, bisonti, leopardi, leoni e mammut.

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