In una grotta scoperti un gran numero di scheletri di orso delle caverne. ''La portata di questo ritrovamento è sensazionale''
Il sito si trova nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, nei comuni di Marebbe e Badia. L’ingresso della grotta si trova a circa 2800 metri di quota e la grotta, situata in un terreno esposto, si estende per una lunghezza di 170 metri

BADIA. Una scoperta straordinaria in una grotta ancora inesplorata un gran numero di scheletri quasi completi di orso delle caverne. La notizia emerge in queste ore anche se il ritrovamento risale al 3 luglio. La guida alpina di Brunico Kurt Walde si è infilato in un'apertura posta sotto la Cima di Conturines e sopra la già nota Grotta di Conturines, un’altra cavità dove erano stati trovate diverse ossa di orso delle caverne (Ursus spelaeus o Ursus ladinicus). La particolarità di questa nuova scoperta paleontologica è che in questo caso gli scheletri sono quasi completi, il che, spiega la Provincia di Bolzano, arricchirà in modo significativo le ricerche internazionali su questa specie.
"A seguito di questo importante ritrovamento di grande rilevanza scientifica, nell’ottica della tutela dei beni culturali si tratta ora di definire un progetto di ricerca all’altezza della grande responsabilità che questa sensazionale scoperta paleontologica comporta", afferma la soprintendente provinciale ai Beni culturali Karin Dalla Torre. "Siamo consapevoli della portata di questo ritrovamento sensazionale e ne riconosciamo l’importanza per la scienza e la ricerca. Sono convinto che in questo modo potremo ampliare ulteriormente il lavoro già svolto dal Museum Ladin sull’Ursus ladinicus e rendere così la ricerca accessibile anche al pubblico", afferma l’assessore provinciale Philipp Achammer, responsabile, tra l’altro, dei settori Ricerca scientifica, Musei e Beni culturali.
L'Ursus spelaeus è probabilmente l'orso più grande mai comparso sulla terra. Il peso medio per i maschi era di 350-600 chili, ma alcuni esemplari potevano arrivare a 1000 chili e, ritti sulle zampe posteriori, raggiungere 2,5 metri di altezza. Le femmine erano più piccole. Rappresentante tipico della megafauna pleistocenica, si sarebbe estinto durante l’ultimo periodo glaciale.
L’autorità competente in materia di paleontologia è la Soprintendenza provinciale ai Beni culturali con il suo Ufficio Beni archeologici. "In base alle disposizioni dell’Autonomia, i reperti sono di proprietà della Provincia. Dopo il ritrovamento e la segnalazione, la messa in sicurezza del sito ha la massima priorità", informa Dalla Torre. Il referente territoriale competente dell’Ufficio Beni archeologici, Hubert Steiner, si è quindi recato sul posto il 24 luglio insieme al ritrovatore Kurt Walde e a due collaboratori della società di scavi ARC-Team, incaricata dalla Soprintendenza provinciale ai Beni culturali, per sigillare provvisoriamente il sito. La chiusura definitiva avverrà a breve, per garantire che i reperti e i risultati delle indagini non vengano alterati o contaminati da accessi non autorizzati e che i fossili non vengano sottratti. Nei prossimi mesi verrà quindi elaborata una strategia e un progetto di ricerca con partner internazionali specializzati, da attuare nei prossimi anni.
Il sito si trova nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, nei comuni di Marebbe e Badia. L’ingresso della grotta si trova a circa 2800 metri di quota e la grotta, situata in un terreno esposto, si estende per una lunghezza di 170 metri. L’altezza e la larghezza corrispondono all’incirca a quelle della grotta già nota: raggiunge un’altezza compresa tra i sei e gli otto metri e una larghezza di 8-10 metri.
Già il 23 settembre 1987 Willy Costamoling aveva scoperto nella prima grotta di Conturines reperti paleontologici dell’orso delle caverne risalenti a circa 50.000 anni fa. Da allora, i risultati della serie di scavi condotti a partire dal 1988 sotto la direzione del paleontologo viennese Gernot Rabeder, in collaborazione con la Soprintendenza provinciale ai Beni culturali, sono oggetto di studio. Kurt Walde ha segnalato alle autorità provinciali, il 17 luglio, la sua spettacolare scoperta risalente all’inizio di luglio.












