L'antica arte giapponese di piegare la carta diventa prototipo industriale, nasce Flexgrip: "Dalla logistica alle auto, diverse le applicazioni"
L’obiettivo è quello di sviluppare una nuova tipologia di pinze robotiche ispirate al design origami, capaci di adattarsi automaticamente a oggetti di forme, dimensioni e materiali diversi

TRENTO. Sfruttare le forme e la cinematica degli origami per creare delle pinze robotiche per una tecnologia robotica innovativa: l’Università di Trento conquista un nuovo finanziamento europeo grazie a Diego Misseroni, professore di Costruzioni e strutture aerospaziali al Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam), che si è aggiudicato un European Research Council Proof of Concept (Erc PoC) per il progetto Flexgrip.
L’obiettivo è quello di sviluppare una nuova tipologia di pinze robotiche ispirate al design origami, capaci di adattarsi automaticamente a oggetti di forme, dimensioni e materiali diversi.
Il cuore dell’innovazione sta nel gripper, l’elemento di presa installato all’estremità del braccio meccanico. Grazie alla geometria degli origami e all’uso di materiali e metamateriali con proprietà meccaniche estreme e adattabili, la pinza riesce a combinare robustezza e delicatezza.
"L’intenzione – spiega Diego Misseroni – è utilizzare strutture e materiali più flessibili all’interno delle pieghe dell’origami e più rigidi invece per le facce. Questo per rendere la pinza adattabile alle dimensioni, alle forme e ai materiali dell’oggetto da spostare. Il risultato – prosegue – è un design ibrido leggero, rigido e flessibile, che combina la forza e la capacità di carico delle pinze rigide con la delicatezza e la versatilità di quelle morbide, senza ricorrere a sistemi complessi di controllo, sensori ingombranti, o attuatori ad alto consumo energetico".
Diversi i campi di applicazione di questo tipo di meccanismo. Nella logistica, per esempio, consente il prelievo e lo smistamento affidabile di articoli fragili, deformabili o eterogenei, che rimangono una sfida importante nell’e-commerce e nelle operazioni di magazzino. Nel settore automobilistico, offre una strada per automatizzare attività ancora fortemente dipendenti dal lavoro umano, come la manipolazione di cavi, guarnizioni, schiume o tessuti, componenti difficili da afferrare con le tecnologie esistenti.
"Un’automazione intelligente, sostenibile e flessibile – aggiunge Misseroni – che consentirebbe alle persone di lavorare in condizioni di maggiore sicurezza. Per esempio, ci sarebbero meno rischi di perdere oggetti durante la movimentazione. Oppure, ancora, la presa robotica potrebbe essere integrata in sistemi digitali avanzati, favorendo un’interazione più sicura e collaborativa tra operatori umani e robot, in linea con i principi dell’Industria 5.0".
La selezione degli Erc Proof of Concept è particolarmente competitiva e premia solo progetti giudicate eccellenti dal punto di vista scientifico e che propongono soluzioni innovative e rivoluzionarie. Nel caso di Flexgrip, l’interesse del mondo produttivo è già concreto: due aziende, una italiana specializzata nell’automazione industriale e una svedese specializzata in “origami industriale” per la piegatura di lamiere metalliche con precisione robotica, hanno mostrato attenzione verso il progetto. Un risultato reso possibile anche grazie al supporto della Fondazione Hit – Hub Innovazione Trentino e della Divisione Valorizzazione e Impatto della Ricerca di UniTrento.
Il finanziamento Erc Proof of Concept prevede un contributo di 150 mila euro per 18 mesi, destinato a esplorare il potenziale commerciale o sociale della ricerca. L’Italia si è confermata tra i paesi più competitivi, con 33 progetti finanziati, dietro solo a Germania e Spagna.












