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Dalle polveri sahariane nuovi microorganismi sulle Alpi

La scoperta, pubblicata sulla rivista  Microbiome, è stata fatta dai  ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige assieme all'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche e le Università di Firenze, Venezia e Innsbruck

Pubblicato il - 20 marzo 2017 - 11:47

Il cambiamento climatico e l'uso del suolo stanno provocando migrazioni che non si possono fermare, quelle dei microorganismi. A stabilirlo è stato uno studio della carica microbica di uno tra i più intensi eventi di trasporto di polveri sahariane che ha raggiunto le Alpi nel 2014.

 

A scoprirlo è stato un team multidisciplinare di microbiologi, geologi, chimici e bioclimatologi di Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige assieme all'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche e le Università di Firenze, Venezia e Innsbruck.

 

Questa grande tempesta ha depositato enormi quantità di polvere sahariana sulle Alpi dolomitiche che è stata poi sigillata tra strati di neve "pulita". Ciò ha permesso una determinazione precisa di microrganismi associati alla deposizione.

 

Nei campioni di neve raccolti su Marmolada e Latemar, i ricercatori hanno trovato prove che le grandi tempeste di polvere possono muovere non solo frazioni, ma intere comunità di batteri e funghi dalle aree sahariane all'Europa e che questo microbiota contiene molti organismi estremamente resistenti e in grado di sopravvivere in ambienti diversi.

 

“L’idea di studiare un eccezionale evento invernale -spiegano i ricercatori- ha consentito di scoprire quasi intere comunità di microbi Sahariani, trasportate dal vento e congelate in uno strato di neve rosa, isolato sotto lo zero dagli strati precedenti e dai successivi".

 

Quanto scoperto suggerisce che il cambiamento climatico e l’aumentata frequenza di questi eventi possa cambiare in modo significativo le comunità microbiche dei nostri suoli, trasportando intere comunità microbiche molto lontane.

Accettando la sfida lanciata recentemente dalle Nazioni Unite per l'implementazione di azioni di monitoraggio e protezione in materia di tempeste di sabbia e polvere dovute al trasporto di lungo raggio, gli autori indicano metodologie rapide ed efficaci per monitorare i rischi associati alla fusione di neve e ghiacciai contaminati da popolazioni microbiche che arrivano da lontano. Una strada per arrivare a sistemi efficaci di allerta precoce.

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