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Il viaggio scolastico in Bosnia, conoscere le tecniche agrarie per superare il pregiudizio

L'Istituto Agrario di San Michele e il Liceo Scientifico Galileo Galilei hanno scelto Prijedor e Sarajevo per il loro viaggio d'istruzione. Bazzanella: “Tanta preparazione preliminare, un'esperienza che segna e insegna”

Di Luca Andreazza - 28 novembre 2016 - 10:41

TRENTO. Il viaggio d'istruzione, il momento più atteso dell'intero anno scolastico. Barcellona? Meglio Madrid? Forse anche Lisbona meriterebbe di essere presa in considerazione. Londra e Berlino sono candidature forti. Praga il tocco esotico. Fermi tutti, decisione presa: Bosnia Erzegovina. Brusio. Scetticismo. Il fronte si divide. Una meta fuori dagli schemi, che rovescia il tavolo. Ma in realtà lo schema è ben preciso.

 

“Il viaggio d'istruzione è il punto di arrivo del percorso scolastico – afferma Davide Bazzanella, docente all'istituto agrario della Fondazione Mach - Esperienze che segnano, ma soprattutto insegnano”.

 

La Bosnia Erzegovina è uno stato dei Balcani occidentali e fino al 1992 parte della Jugoslavia. Un paese associato al massacro di Srebrenica, alle guerre fratricide fra Serbi, Musulmani-Bosniaci e Croato-Bosniaci nel violentissimo conflitto degli anni '90, dove l'immagine è anche l'assedio di Sarajevo, il più lungo nella storia bellica moderna, avvenuto dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996.

 

Oggi la Bosnia ed Erzegovina ha un punteggio di 5,24 su 10 nel Democracy Index, qualificandosi come "regime ibrido". Non proprio un biglietto da visita da far invidia ai compagni d'istituto, che invece manderanno cartoline da qualche capitale europea.

“Il segno della guerra ancora vivo sulle case, ma in particolare nelle menti delle persone. Abbiamo svolto un viaggio d'istruzione oltre il pregiudizio – ci dice Bazzanella - un'esperienza suddivisa fra Prijedor e Sarajevo. Una vera esperienza internazionale per conoscere le vicende storiche dei Balcani e capire l'economia del paese”.

 

L'idea del viaggio in Bosnia Erzegovina non esce dal cilindro per sfizio, in realtà si tratta di un progetto più ampio e un gemellaggio fra gli istituti agrari di San Michele All'Adige e quello di Prijedor. Infatti lo stato nei Balcani vanta aziende agricole, frutticole e di apicoltura.

 

Nulla viene lasciato al caso e il viaggio viene preparato nei minimi dettagli. Oltre all'istituto, la gita scolastica coinvolge infatti l'Associazione Progetto Prijedor, l'Osservatorio dei Balcani e Caucaso e il Liceo Scientifico Galilei con il sostegno delle Politiche Giovanili del Comune di Trento.

 

Una partnership che ha avvicinato le distanze creando una rete in Trentino per crescere giovani generazioni consapevoli del contemporaneo.

 

“L'istituto ha seguito un percorso preciso – continua – Il viaggio era impegnativo e quindi abbiamo preparato il terreno in largo anticipo. Prima di tutto abbiamo stabilito una collaborazione con il Liceo Galilei, ci siamo fatti assistere da enti e istituzioni importanti e abbiamo previsto degli incontri di formazione. Un grande aiuto infine è stato fornito da social network”.

 

Si aggiunge un altro ingrediente al viaggio. Gli studenti infatti sono ospiti delle famiglie, non alloggeranno in hotel, ma l'amicizia virtuale aiuta a trovare le prime similitudini.

“I ragazzi hanno cercato e conosciuto le famiglie grazie a facebook. Si sono presentati e sono riusciti a entrare in confidenza, superando la barriera di lingua e diffidenza. Questo aspetto ha tolto gran parte della pressione”.

 

Le differenze fra i popoli ci sono, ma poi si scoprono radici comuni. Un confronto d'unione.

 

“Una volta in Bosnia, ogni dubbio si è trasformato in certezza. I bosniaci si sono dimostrati molto disponibili e dotati di un'enorme senso dell'ospitalità, senza dimenticare momenti di confronto su tecniche e professionalità in ambito agrario. Uno sguardo fra passato, presente e futuro”. 

 

Un gemellaggio perfettamente riuscito, che è stato riconfermato per portare avanti un progetto per potenziare e intensificare lo scambio di conoscenze tecniche, esperienze didattiche e l'amicizia fra gli istituti trentini e i centri di ricerca. 

 

 

 

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