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L'autunno caldo dell'Università trentina, spunta 1 milione di euro in più per le borse di studio

L'innalzamento della soglia è stato deliberato dopo le proteste di Udu e l'incontro di oggi pomeriggio fra i sindacati e l'Assessora Sara Ferrari. I Sindacati: "Impegno rassicurante. Vigileremo". Gioachin: "Non basta per essere competitivi"

Di Luca Andreazza - 27 settembre 2016 - 19:44

TRENTO. Il Milione. Non si tratta del resoconto del viaggio in Asia di Marco Polo, ma dell'innalzamento della soglia Isee per l'accesso alle borse di studio scaturito dall'incontro fra le sigle sindacali e la Provincia di Trento nella persona dell'assessora Sara Ferrari.

 

“Registriamo un passo avanti sulla revisione dei criteri di accesso alle borse di studio – ammettono Ianeselli (segretario generale di Cgil), Sega (segreteria Cisl) e Alotti (segretario generale Uil) -. Dalla Provincia è arrivato l’impegno a portare la soglia Isee di accessibilità a 20mila euro, rispetto agli attuali 18 mila, stanziando risorse aggiuntive per un milione di euro, rispetto alle cifre presentate in precedenza”.

 

Gli stanziamenti, dunque, per le borse di studio degli studenti che frequentano l’Ateneo trentino arriveranno a 7 milioni di euro, rispetto ai 6 milioni previsti. “Sul terreno delle borse di studio, con il passaggio dall’Icef all’Isee, è emerso che la Provincia di Trento non è nella fascia alta delle regioni italiane – notano i tre segretari -. Dunque per noi è positivo che siano arrivate rassicurazioni sull'impegno dell'amministrazione per migliorare l’intervento delle borse di studio. Siamo comunque pienamente consapevoli che l’attrattività dell’Ateneo trentino è basata, oltre che sulle borse di studio e più in generale sul diritto allo studio (compreso gli alloggi), soprattutto sulla qualità e l’eccellenza della didattica”.

 

La notizia del risultato emerso dall'incontro, anche Udu è intervenuto a margine dell'innalzamento della soglia Isee: “Si tratta per noi – spiega Filippo Gioachin – di una soddisfazione relativa. Dopo il nostro intervento qualcosa si è mosso e questo aumento è un chiaro segnale che la ragione è dalla nostra parte. Tuttavia questa stima tiene l'Ateneo di Trento lontano dalla competizione, non solo sul piano internazionale. L'università resta poco competitiva anche rispetto al resto d'Italia”.

 

La soglia massima di accesso ai benefici era stata fissata in un primo momento ISEE 18.000, fra le soglie più basse d’Italia, al pari di Catanzaro e meglio solo di Campania, Molise e Reggio Calabria.

 

Una critica mossa dal consiglio degli studenti è che l'università trentina si stia chiudendo al suolo provinciale, rinunciando nel sua missione di accogliere fra i propri banchi le eccellenze che vogliono investire e sviluppare il proprio talento in Trentino. “Sembra che la scelta della Provincia sia quella di favorire esclusivamente gli studenti trentini – spiega Gioachin - senza considerare che i 'fuori sede' contribuiscono oltretutto all'indotto cittadino e rappresentano una risorsa in termini di gettito su affitti, sugli esercenti e sull'università stessa”.

 

Sempre secondo il prospetto Udu, attualmente le risorse destinate al diritto dello studio in Veneto oppure Lombardia, senza scomodare Puglia oppure Basilicata, prevederebbe che a parità di condizione economica lo studente percepirebbe una borsa di 4.228 euro contro la media di Trento pari a circa 1.837 euro, al di sotto anche della media nazionale di 3.422 euro. Il rischio sarebbe inoltre quello di non riuscire ad accontentare i beneficiari:“Una mia considerazione personale – conclude Gioachin - è che a pieno regime si corra il rischio di avere un finanziamento non sufficiente a coprire tutti gli aventi diritto e si potrebbero avere casi di idonei non beneficiari. Un danno al sistema universitario”.

 

La questione dell’accesso agli studi universitari e dunque del diritto allo studio resta comunque un argomento caldo sia per gli studenti che per il sindacato trentino. “Continueremo a monitorare con attenzione questa partita verificando costantemente se si creeranno spazi di ulteriori miglioramenti”, ribadiscono i sindacati per voce Ianeselli, Sega e Alotti.

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