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Referendum costituzionale: parte la campagna dell'Udu, “kNOw – conoscere per dire no”.

Filippo Gioachin "promuoveremo degli incontri per informare i cittadini e ci attiveremo per far votare gli studenti fuori sede"

Pubblicato il - 20 settembre 2016 - 15:56

TRENTO. “Questa riforma ha diverse criticità e in molti punti è vaga”. E' partita anche in Trentino la campagna dell'Udu, l'Unione degli Universitari, volta a spiegare le ragioni del “no” per il referendum sulla riforma costituzionale.

 

Il nome della campagna è “kNOw – conoscere per dire no” e si svilupperà sul territorio con una serie di interventi e approfondimenti con i quali si intende coinvolgere gli studenti. “Vogliamo impegnarci - Filippo Gioachin, coordinatore dell'Udu - per informare sui contenuti della riforma senza cadere nel populismo. Ci soffermeremo su diversi temi ma soprattutto su quello che ci sta più caro e cioè il diritto allo studio”.

 

L'Udu si presenterà alla referendum con una posizione unitaria nata da un percorso portato avanti con gli altri coordinamenti territoriali dell'Unione in Italia.

 

“Per capire questa nostra posizione – ha spiegato Gioachin – bisogna capire com'è organizzato in generale l'Udu, un'organizzazione presente in quasi tutti gli atenei italiani. Le decisioni vengono prese da un coordinamento formato da una base di rappresentanti provenienti dal territorio. Ognuno porta una propria opinione e dalla sommatoria di queste arriva la posizione nazionale”.

 

Per quanto riguarda il referendum sulla riforma costituzionale, spiega il rappresentante dell'Udu, “era doveroso occupare uno spazio politico di informazione e non di propaganda. Molti ci hanno criticato per la nostra presa di posizione arrivata in ritardo, a differenza di altre organizzazioni, ma abbiamo voluto tutti assieme approfondire il tema. Solo dopo un lungo coordinamento abbiamo deciso di propendere per il No”.

 

Sul tema del diritto allo studio, ha spiegato Filippo Gioachin, “nessuno riesce a darci una risposta sulla gestione che ne verrà fatta poi tra le Regioni e lo Stato. Senza contare che una riforma del Senato, come quella ora pensata, creerebbe degli stalli invece che superarli”

 

Per quanto riguarda l'Udu presente all'interni dell'Università di Trento, l'obiettivo è informare. “Riteniamo – ha spiegato Filippo Gioachin – che la cosa principale sia quella di informare sul referendum, su come funzionata e quali potrebbero essere le possibili evoluzioni sia dalla parte del No che del Sì. Il 3 ottobre a Giurisprudenza organizzeremo un incontro che vedrà la partecipazione anche del senatore Francesco Palermo, dove cercheremo non di soffermarci a retoriche populiste ma di trattare temi concreti e cercare quelle che sono le motivazioni e i risvolti di questa riforma.

 

Tra gli impegni non solo questo. “Ci attiveremo – ha concluso Gioachin – anche per far votare gli studenti fuori sede a Trento”.  

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