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Università, la risposta degli studenti all'assessora Ferrari. Varponi: "Si assuma le sue responsabilità e si dimetta"

Sulla riforma del diritto allo studio un duro comunicato di Udu e Unitin: "Ma la Provincia che visione ha dell'università trentina?"

Di Donatello Baldo - 23 settembre 2016 - 15:11

TRENTO. Le parole di Sara Ferrari non sono piaciute agli studenti dell'ateneo trentino. “Non esiste che l'Università passi per quella che fa le scelte giuste e la Provincia per cattiva – ha dichiarato l'assessora al quotidiano Trentino – se l'università di Trento potrà ridurre le tasse sarà grazie alla Provincia”.

 

“Tutto falso”, replica Lorenzo Varponi, esponente dell'Udu e presidente del Consiglio degli studenti dell'università trentina. “Si ripassi il concetto di autonomia universitaria – afferma piccato – se siamo stati in grado di offrire un servizio in più a tutti gli studenti, completamente finanziato con i loro soldi (la Provincia non mette un euro per i trasporti) è solo merito della rappresentanza studentesca e della lungimiranza dell'amministrazione dell'Ateneo”.

 

In un post su Facebook il rappresentante degli universitari scrive che se Sara Ferrari “non ha nessuna voce in capitolo nella sua giunta, e non riesce a portare a casa nessun risultato, il problema è suo”. Anche sulla questione delle Borse di studio Lorenzo Varponi replica all'assessora: “La decisione definitiva sulle soglie ISEE non è stata presa perché abbiamo impedito che la Provincia coprisse il dimezzamento dei beneficiari di borsa con la nostra riforma delle tasse”.

 

La chiusura del post è decisamente dura: “L'assessora Ferrari la smetta di prendersi i meriti degli altri, si assuma le sue responsabilità e si dimetta!

 

Udu e Unitin, in una nota congiunta diffusa nel pomeriggio, contestano punto su punto le affermazioni dell'assessora (LEGGI il Fact Checking) e aggiungono: “Una riforma del Diritto allo Studio come quella proposta indica una via che a noi non piace: guarda indietro invece che accettare le sfide del mondo. Ci auguriamo – scrivono le associazioni studentesche – che la giunta provinciale abbia la consapevolezza politica di quello che sta accadendo e la capacità di guardare lungo”.

 

Ricordano anche che gli studenti che gravitano sull'ateneo portano nelle tasche dei trentini 21 milioni di euro (Zaninotto, 2013): “Ci chiediamo quale sia la visione di Università che in questo momento ha la Provincia. Un'università europea aperta al resto d’Italia e al mondo oppure un'università di provincia, più legata al territorio ma preclusa alle eccellenze?”

 

Gli studenti svelano anche un retroscena. Nella riunione di giunta di oggi era all'ordine del giorno la “Revisione del sistema di diritto allo studio universitario”, relatrice Sara Ferrari. Doveva persino esserci, nella conferenza stampa del dopo giunta, l'illustrazione del provvedimento congiuntamente ai vertici dell'università trentina. Ma la presentazione è saltata, come sembra sia saltata anche la discussione della delibera. 

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