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A Calavino si pensa al forno nel parco per tornare alle tradizione che favorivano coesione e aggregazione

Il progetto è targato da tre giovanissimi della Valle dei Laghi, Riccardo Lunelli, Gianclaudio Santoni e Marco Pizzedaz, accompagnati nel percorso da Alessandro Santoni, e sostenuto dalla Pro Loco di Calavino. Ma per dare il via servono risorse, ecco quindi un crowdfunding. Obiettivo: 4 mila euro

Da sinistra Gianclaudio Santoni, Riccardo Lunelli e Marco Pizzedaz
Di Luca Andreazza - 09 dicembre 2017 - 19:41

CALAVINO. Un ritorno al passato per coinvolgere la comunità. Un forno di comunità, ecco l'idea lanciata da tre giovanissimi della Valle dei Laghi e volontari alla Pro Loco di Calavino, cioè Riccardo Lunelli, Gianclaudio Santoni e Marco Pizzedaz, aiutati e accompagnati nel percorso da Alessandro Santoni.

 

Un tempo, come testimoniano i resti del forno comunitario di Pompei, prima che in ogni casa ci fosse una cucina, si cuoceva il pane nel forno di quartiere. Un modo per promuovere indirettamente lo scambio sociale tra le persone che in quel posto trovavano un punto di riferimento.

 

Il progetto è quello di valorizzare ulteriormente il grande parco Nadac, messo a disposizione della comunità locale e di molte persone provenienti da comunità limitrofe, e poter offrire momenti di aggregazione e coesione sociale. Un'iniziativa, questa del 'forno di comunità' appoggiata anche dalla Pro Loco di Calavino.

 

"E' un bellissimo progetto - spiega Enrico Faes, presidente della Pro Loco - che abbiamo appoggiato fin da subito. Inoltre il parco si presta bene anche dal punto logistico anche per la presenza della Casa della musica. Si parte dal pane e dalla pizza per creare dei momenti di convivialità e aggregazione".

 

Ma per dare il via al forno di comunità servono risorse, ecco quindi un crowdfunding per rendere questo progetto realtà. Obiettivo: 4 mila euro e circa due mesi per raggiungerlo (Qui link per sostenere l'iniziativa).

 

All'interno di un panorama culturale sempre più fluido il forno diventa un metodo di integrazione e ritrovo. "Oltre che un mero strumento per la cottura del pane - aggiunge il presidente - il forno può diventare un luogo di ritrovo sociale che coinvolge tutta la comunità: un modo per sensibilizzare all'educazione alla salute, così come per riscoprire ricette e incentivare il coinvolgimento generativo e attivo della comunità in tutte le sue forme".

 

Il forno sarà gestito dai volontari della Pro Loco, ma sarà aperto a chiunque vorrà usufruirne: famiglie, associazioni che promuovono l’educazione alla salute, corsi di panificazione, valorizzazione usi e costumi, ma anche ricette altrimenti dimenticate.

 

"I principali destinatari - conclude Faes - saranno tutti gli abitanti del comune di Madruzzo e gli utenti del parco Nadac provenienti dalle comunità limitrofe. Si stima un’affluenza annua di circa 500 utilizzatori tra famiglie e gruppi di associazioni".

 

I risultati che gli ideatori cercano di ottenere sono innanzitutto quello di coinvolgere tutte le comunità vicine per unire sempre di più le nostre realtà, mentre un altro obiettivo importante è quello dell’utilizzo del forno per eventi e manifestazioni".

 

L’iniziativa, nata nell'ambito delle 'Vetrine delle idee' della Fondazione Caritro per incentivare i giovani a sviluppare progetti, sarà fatta conoscere prima attraverso i social network e successivamente con manifestazioni gastronomiche ed eventuali corsi sulla panificazione, proiezione di filmati che valorizzano il lavoro agricolo finalizzato alla panificazione e valorizzazione di un’alimentazione sana.

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