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Enoturismo, anche la Strade del Vino e dei Sapori del Trentino dice sì a una nuova legge del settore

Il comparto si compatta intorno al 'Testo Unico sul Vino' dall’Umbria alla Toscana, dal Trentino al Veneto, dal Piemonte alla Lombardia per non cadere negli errori del passato e difendere le eccellenze del territorio

 

Di Luca Andreazza - 13 agosto 2017 - 17:05

TRENTO. Anche la Strada del vino e dei Sapori del Trentino scende in campo a favore della nuova legge sull'enoturismo. Un dibattito iniziato in questi mesi che riguarda lo stato dell'arte e le prospettive di questo settore legato ai prodotti di eccellenza in Italia.

 

Un comparto che si compatta intorno al 'Testo Unico sul Vino'  dall'Associazione Regionale Strade del Vino e Olio dell’Umbria alla Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana, dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino
alla Strada del Vino Valpolicella, dalla Strada del vino Soave alla Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, dalla Strada del Vino Bardolino alla Strada del Barolo e grandi vini di Langa, dalla Federazione Strade del Vino Lombardia alla Strada del Vino Lison Pramaggiore.

 

Questi attori del settore sono favorevoli a sviluppare una legge quadro sull’enoturismo "per non si ricadere - si legge nella nota - nell'errore di riproporre normative frammentate o funzionali agli interessi di poche realtà. In questo senso le associazioni evidenziamo come nella fase preparatoria delle due proposte di legge depositate alla Camera (n.4052 d’iniziativa dei Deputati Mongiello, Sani e altri) e al Senato (n.2616 d’iniziativa del Senatore Stefanò), le Strade del Vino e dell’Olio non siano state coinvolte, pur svolgendo in molte regioni servizi fondamentali nel comparto enoturistico".

 

 

Le Strade infatti si occupano di accoglienza (e in molti casi gestiscono direttamente uffici turistici) e di segnalazione nel territorio delle aziende associate e dei tematismi, propongono pacchetti e organizzano wine/oil tours, gestiscono eventi, partecipano a fiere di settore, implementano una importante attività di comunicazione e animazione sui social network non legata a singoli eventi ma in maniera continuativa per fornire un contributo fondamentale alla 'governance' dell’enoturismo.

 

"In molti territori il mondo delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori rappresenta la realtà più grande a livello enoturistico con centinaia di associati, ma soprattutto costituisce un 'luogo virtuoso' - prosegue la nota - uno strumento reale di 'rete operativa', in cui si incontrano e si confrontano con le aziende agricole vitivinicole e olivicole, le istituzioni sensibili e le aziende del comparto produttivo e turistico, condividendo e spesso cofinanziando progetti di marketing territoriale e di accoglienza".

 

Per questo le Strade sono convinte che non abbia senso, dopo appena un anno dalla faticosa approvazione del 'Testo Unico sul vino', ridare avvio ad una nuova produzione legislativa incoerente e frammentata: serve invece una riflessione seria capace di coinvolgere e includere gli apripista del 'turismo del vino': la legge del 1999, a quasi venti anni dalla sua approvazione, deve risolvere in maniera intelligente alcune lacune ancora presenti nel quadro normativo per regolamentare in maniera puntuale aspetti fiscali e semplificazioni autorizzative, rafforzare la 'governance' del settore e superare la discontinuità territoriale che spesso si riscontra nelle singole regioni.

 

Le associazioni rimarcano anche alcuni concetti fondamentali: "L’enoturismo non ruota unicamente intorno alle cantine. Il turismo del vino cresce grazie all’intelligenza di un mondo variegato che ruota ovviamente intorno alle cantine - spiegano i presidenti - ma che non si esaurisce in esse. Molti investimenti di questi ultimi anni sono stati possibili grazie a politiche pubbliche che hanno sostenuto l’iniziativa e lo sforzo del privato. Il fattore competitivo del comparto sarà sempre di più rappresentato dal livello complessivo di offerta del territorio e che non si persegue un obiettivo di crescita smantellando le esperienze virtuose già presenti in molte aree del paese. Oggi si possono affrontare le sfide del mercato non solo con professionalità e metodo ma con azioni e target condivisi tra più soggetti".

 

Un percorso che le Strade hanno in questi anni faticosamente maturato, attraverso importanti esperienze professionali e umane, ma anche basandosi su una conoscenza capillare del territorio.

 

Anche per questo le Strade ritengono indispensabile rafforzare e rendere maggiormente operative tutte le realtà che offrono servizi di qualità per il turista. La sfida per il futuro è quella di non slegare il 'prodotto turistico' dai servizi, facendo leva sulle migliaia di aziende agricole del settore piccole e piccolissime che rendono unica e non standardizzabile l’esperienza turistica legata al prodotto enogastronomico e che mantengono vivo e attrattivo il tessuto sociale e produttivo.

 

"Le posizioni di forte rottura, espresse recentemente sulla stampa dal Presidente Nazionale del 'Movimento Turismo del VinoCarlo Pietrasanta, non danno certamente un contributo costruttivo alla crescita complessiva del comparto ma anzi, intaccano rapporti di collaborazione consolidati e virtuosi presenti in molte regioni, disconoscendo anche percorsi di crescita comune fatti in questi anni".

 

Ci sono territori più dinamici, Comuni più sensibili, associazioni più attive, "ma questo - dicono i presidenti - non significa che tutto quello che è stato fatto in questi anni vada disconosciuto e demolito. E’ evidente che dietro una legittima attività di lobbying si nasconda invece un tentativo di delegittimare tante  realtà presenti e operative in tutta Italia. Siamo i primi a riconoscere una situazione a macchia di leopardo nel panorama nazionale, ma ciò vale per tutti i settori e ovviamente anche per le Strade".

 

"E’ indubitabile - concludono le Strade - che il comparto abbia bisogno di stimoli nuovi, a partire da una incisiva strategia nazionale del settore nei mercati turistici stranieri e ad una aggregazione di una offerta turistica che tenga insieme (per distretti, per aree, per vocazioni) vino, olio, benessere, tempo recuperato, esperienze, genius loci. Speriamo vivamente che questa riflessione sia di stimolo e di contributo costruttivo, ribadendo fin da ora la disponibilità a concretizzare luoghi di confronto per il bene di tutto il settore".

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