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Lettera dei vigili italiani in solidarietà di quelli trentini: "A Trento aggressioni e insulti. Sindaco e comandante aiutateci"

Il gruppo social "Il Fuori Coro", composto da agenti della polizia locale di tutta italia, ha scritto a ilDolomiti dopo l'ennesima aggressione a un agente in Piazza Dante. "Il nostro ruolo è molto cambiato e ovunque siamo oggetto di attacchi. Servono nuove regole e nuove tutele"

Pubblicato il - 30 dicembre 2017 - 15:54

TRENTO. Ordine, rispetto per le cose e le persone. Per il gruppo social "Il Fuori Coro" composto da agenti e ufficiali della polizia locale di tutta Italia, proprio a Trento questi principi si starebbero smarrendo. "Trento, bella ed antica città di guarnigione asburgica e porta dell'Europa - scrivono gli agenti - ha visto nei suoi giardini prospicienti la stazione ferroviaria, consumarsi episodi che rimarcano quanto nel prologo introduttivo sopracitato. Un gruppo di migranti, o richiedenti asilo che dir si voglia, nella zona di piazza Dante appunto, ha dapprima sputato all'indirizzo di una vettura di servizio della Polizia Locale trentina che stava transitando, per poi accerchiare e aggredire gli Agenti che volevano identificarli. Ad epilogo di tanta edificante manifestazione di inciviltà, un 27enne nigeriano è stato denunciato per aggressione e resistenza mentre un nostro collega è stato costretto alle cure del locale nosocomio. Tensione palpabile nella città di Trento, visto che anche negli ultimi mesi si sono avuti disordini con altri giovani nordafricani, disordini dettati e scatenati da questi ultimi in totale disprezzo di chi li ospita e delle leggi che devono regolare la vita comunitaria". 

 

Ed è per questo che il gruppo nazionale di agenti e ufficiali della polizia locale ha scelto di spedire una lunga lettera, sottoscritta da centinaia di loro, al sindaco di Trento, al presidente della Provincia e della Regione e alla polizia locale di Trento. Una lettera di solidarietà ai loro colleghi trentini che, a detta degli agenti del resto del Paese, starebbero vivendo una situazione di particolare tensione e stress. Gli agenti de "Il Fuori Coro" ricollegano tutto alle aggressioni fisiche e verbali che ogni giorno devono sopportare i loro colleghi trentini in Piazza Dante eppure ci sono stati anche due altri episodi, gravissimi, che devono essere ricordati e che mostrano come i vigili siano davvero sotto attacco: l'attentato incendiario non andato, fortunatamente, a buon termine con tanto di ordigni esplosivi posizionati sotto le auto degli agenti e le scritte con bomboletta su una delle loro macchine, completamente imbrattata su una fiancata.

 

Cosa sta succedendo? Gli agenti di "Il Fuori Coro" si rispondono così: "Sta succedendo che il nostro ordinamento giuridico viene fatto a pezzi da questi sfaccendati giovinastri e non solo da loro, che lo invocano solo a reclamare diritti per poi disconoscere i doveri che ne fanno da contraltare. Succede inoltre che le forze di polizia vengono dileggiate, aggredite e fatte oggetto di disprezzo in nome di quel distorto senso di onnipotenza del quale ormai tutti si sentono investiti. Ma la misura è ormai colma e sarebbe giusto rimettere le cose al proprio posto, rivedere queste filosofie e questi stili di vita totalmente arbitrari ed inventati perché altrimenti la società che già sta precipitando, subirà un irreparabile tracollo nelle sue fondamenta; fondamenta erette con il lavoro ed il sacrificio dei tanti che vedono vanificato il loro impegno perché non si vuole ristabilire un ordine per un caos che confonde civiltà con arbitrarietà e legge del più forte, equivoca rigore comportamentale e rispetto con vessazione e razzismo, tentenna sul concetto che ospitalità non significa abuso della stessa e che Polizia Locale non funge da valvola di sfogo all'idiosincrasia di individui che si nascondono dietro un presunto disagio sociale per bivaccare nelle città e farne terra di nessuno".

 

"Trento - proseguono - è un'immagine speculare di molte città italiane ed a pagare il conto più salato sono sempre i colleghi della Polizia Locale. Quanto tempo ancora dovremo contare i giorni di referto che fanno da epilogo a sputi insulti ed aggressioni fisiche? Questo quesito ha poco di filosofico ed ancor meno di astratto; ha solamente il carattere dell'urgenza. Lungi da far del razzismo, che non ci appartiene, come personale che fa parte della Polizia Locale ci chiediamo quale tributo dovremo ancora versare per poter lavorare tutelati ed in condizioni di sicurezza, visti i tempi  i modi ed i figuri che, è il caso di dirlo, attraversano il Paese.  Nessun filosofema ermetico o praticar il dubbio da parte della Locale, soltanto voglia di qualche certezza e di qualche segnale che ci induca almeno, a sperare". 
 

Gli agenti spiegano, quindi, come il loro stesso lavoro nel tempo sia cambiato. Il vigile non è più solo "colui che fa le multe" ma ricopre funzioni di polizia stradale, edilizia, amministrativa, di tutela dell'ambiente, controllo e repressione e, in tutto questo "gli atti di violenza che subiscono gli appartenenti alla Polizia Locale, reiterati quotidianamente, non si contano più - spiegano ancora i vigili -: agenti aggrediti, minacciati personalmente o fatti oggetto di atti vandalici ai propri beni (vedi auto incendiata ad una collega), feriti o addirittura uccisi (Niccolò Savarino, Michele Liguori, Maria Ilardo, Francesco Bruner, Vincenzo Cinque, Sara Gambaro, Luigi Ancora solo per citare alcuni…)  un vero e proprio bollettino di guerra destinato a riportare sempre più cattive notizie. Una guerra ignorata dal mondo giornalistico a livello nazionale, capace solo di rappresentare la figura del Poliziotto Locale come il daziale degli anni 50 del secolo scorso, capace solo di far le multe e omettere di descrivere ciò che di positivo viene fatto e di riportare nelle cronache che i famigliari di tante Giacche Blu sono diventate vedove, vedovi, orfani. Dimenticati non solo dai giornali ma purtroppo anche dalle Istituzioni. Con i fatti, non con le chiacchiere, le Donne e gli Uomini della Polizia Locale Italiana, dimostrano di essere il primo, vero, baluardo della legalità e di essere la vera Polizia di Prossimità, vicina al cittadino". 

"Per tutto questo - scrivono ancora gli agenti de Il Fuori Coro rivolgendosi al sindaco di Trento e al comandante delle locale - dott. Andreatta, dott. Giacomoni, vogliate farvi carico, di far pervenire un’istanza, presso le opportune sedi istituzionali, che rappresenti il grido oramai disperato dei 60.000 agenti e ufficiali, che indossano ogni giorno con alto senso del dovere l’uniforme di poliziotto locale e che chiedono riforma e tutele per la categoria. Con la presente, il Fuori Coro vuole infine rappresentare ed esprimere la più totale vicinanza al Comando della Polizia Locale di Trento ed al collega aggredito. Sig. Sindaco, Sig. Comandante, la nostra solidarietà a tutti voi". 

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