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| 14 apr 2024 | 13:22

Sgombero dei senzatetto alle Albere, 'LiberaLaParola' scrive al sindaco: "Come può rendere Trento una città migliore?"

La lettera è firmata da LiberaLaParola Trento dopo lo sgombero avvenuto l'11 di aprile scorso alle Albere: "Apprezziamo gli sforzi fatti dal Comune in questi anni e concordiamo sulle responsabilità della Provincia, ma siamo arrabbiati e sfiniti dall’annoso procrastinare di soluzioni che assumono sempre e solo il carattere emergenziale"

Sgombero dei senzatetto alle Albere, 'LiberaLaParola' scrive al sindaco: "Come può rendere Trento una città migliore?"
di Redazione

TRENTO. “Non capiamo come un ulteriore atto di prepotenza verso chi è già in difficoltà possa contribuire a renderci una città migliore. Siamo convinti che il degrado non stia nella presenza di baracche e ripari di fortuna ma nelle ragioni della loro inevitabilità”. Queste le parole che sono contenute nella lettera che “LiberaLaParola” ha deciso di scrivere al sindaco di Trento Franco Ianeselli

 

A LiberaLaParola Trento da cinque anni, con costanza, viene spiegato, "due volte a settimana, persone migranti e persone italiane si ritrovano in uno spazio aperto e accogliente, in un clima sereno di scambio reciproco, presso il Centro Sociale Bruno. Le conversazioni e le lezioni di italiano sono condivisione di idee e intenti per la costruzione di una società aperta e antirazzista".

 

Parole che nascono dallo sgombero che è avvenuto l'11 aprile nella zona delle Albere (QUI L'ARTICOLO). Un intervento legato anche alle indagini portate avanti su episodi di illegalità avvenuti nelle scorse settimane. Se da un lato è giusto l'intervento delle forze dell'ordine per chi ha commesso dei reati, dall'altro sotto quel ponte è passata un’umanità composta da richiedenti protezione internazionale, lavoratori e regolari costretti ai margini della società e senza alcun legame con la criminalità. 

 

La presenza di migranti e senza fissa dimora nell'area era nota alle amministrazioni comunale e provinciale. Situazioni andate avanti per diverso tempo senza aver trovato una soluzione. “Apprezziamo gli sforzi fatti dal Comune in questi anni e concordiamo sulle responsabilità della Provincia, ma siamo arrabbiati e sfiniti dall’annoso procrastinare di soluzioni che assumono sempre e solo il carattere emergenziale nel fornire il riparo, a pochi e per qualche giorno, ai rigori dell’inverno”. 

 

Ecco la lettera completa

Signor Sindaco,

abbiamo letto sui giornali del blitz delle forze dell’ordine alle Albere, ma soprattutto ce ne hanno parlato i ragazzi che frequentano le scuole di italiano gestite da noi volontari in città. Ragazzi che sorpresi nel sonno e cacciati dal posto in cui avevano trovato riparo, privati di abiti, coperte e zaini che sono stati “rimossi e smaltiti”, ora “potranno chiedere un posto letto nei dormitori provinciali”. Come se non l’avessero già fatto da mesi senza ottenere risposta o non ne fossero stati estromessi dopo i pochi giorni concessi.

Non capiamo come un ulteriore atto di prepotenza verso chi è già in difficoltà possa contribuire a renderci una città migliore. Siamo convinti che il degrado non stia nella presenza di baracche e ripari di fortuna ma nelle ragioni della loro inevitabilità. Ci vergogniamo di essere cittadini di una città che non sa accogliere le persone migranti preservando la loro dignità di esseri umani. Non sono questi ragazzi ad essere irregolari, lo siamo noi che, mentre li sfianchiamo con iter burocratici lunghi, complicati e dall’esito incerto, non permettiamo loro di lavorare in maniera regolare e li sfruttiamo invece sistematicamente attraverso il lavoro nero, senza fornirgli alternative concrete al vivere in strada. Lo chiarisce l’esito del blitz in cui sono state coinvolte tutte le forze di sicurezza, comprese le forze speciali di Padova: è riuscito a stanare soltanto una persona non munita di regolare permesso di soggiorno.

Apprezziamo gli sforzi fatti dal Comune in questi anni e concordiamo sulle responsabilità della Provincia, ma siamo arrabbiati e sfiniti dall’annoso procrastinare di soluzioni che assumono sempre e solo il carattere emergenziale nel fornire il riparo, a pochi e per qualche giorno, ai rigori dell’inverno.  Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a un atto che ci sembra di crudeltà gratuita e alla discutibile diffusione che ne è stata data a mezzo stampa. Restiamo invece a disposizione per qualsiasi forma di dialogo e collaborazione che possa portare a soluzioni stabili e rispettose della dignità delle persone.

LiberaLaParola Trento

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