"Milioni nel Cpr ma droga e alcol devastano Trento”, l’affondo dell’Associazione Famiglie Tossicodipendenti: “Basta repressione, servono coraggio, umanità e verità"
L'intervento dopo le parole del vescovo di Trento pronunciate nei giorni scorsi. Stefano Cioffi, Paola Meina, Antonello Panetta, l'equipe, i volontari attraverso una lettera chiedono un cambio di passo

TRENTO. Dalle ultime parole del vescovo sui migranti e sul Cpr al problema sempre più grave della droga e dell'alcol, alla necessità di cambiare passo. E' un intervento a 360 gradi quello che arriva dall'associazione Famiglie Tossicodipendenti di Trento a firma di Stefano Cioffi, Paola Meina, Antonello Panetta, l'equipe, i volontari.
Un'associazione fondamentale in città e non solo, da anni impegnata in strada, impegnata a portare avanti un drop in sociale che va dall'accoglienza diurna e all'accompagnamento ai servizi nonostante i tanti problemi che è costretta ad affrontare.
“Non è con la repressione che si contrastano la tossicodipendenza e l'alcolismo. Queste piaghe del nostro mondo sono l'esito di politiche globali che scelgono la guerra, la discriminazione, la violenza, l'ingiustizia anziché l'essere umano” viene spiegato nella lettera dell'Aft commentano le parole del vescovo Lauro sui Cpr definiti una “tragedia”. “Non serve a nulla chiudere 4 disperati e spendere milionate di euro” viene spiegato ancora .
Per l'associazione Famiglie Tossicodipendenti di Trento quei soldi devono essere usati per “una vera riduzione del danno”. “Togliete burocrazia, aumentate responsabilità civile. Potenziate i finanziamenti a noi che offriamo il drop in sociale (accoglienza diurna e accompagnamento ai servizi) da anni in condizioni precarie. Grazie al Vescovo che dice che gli immigrati sono la nostra salvezza. Fanno i lavori più umili, spesso pagati da noi ...pochissimo. Sono scappati dalla guerra, dalla violenza, da politiche tremende”.
QUI RIPORTIAMO IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA DI AFT
Era Giovedì Santo del 2025. Gli uomini e le donne che frequentano l'Aft: tossicodipendenti, alcolisti, molti che vivevano in strada sedevano sugli scalini dell'altare del Duomo di Trento con i loro piedi nudi pronti per il rito della Lavanda dei piedi.
Il Vescovo Lauro Tisi, gli amici Sacerdoti ( e voglio ricordare il grande ex parroco Andrea Decarli) hanno donato agli “ultimi” la possibilità di conoscere la “tenerezza di Dio”. Il giorno dopo nessun quotidiano riportava immagini o racconti di questo. Gli anni precedenti c'erano pagine intere dedicate al rito della Lavanda dei Piedi. Per noi non è stato un problema, siamo abituati. E' raro e preziosissimo quando si parla di noi per la gioia di parlarne, per far conoscere l'umanità e la professionalità che mettiamo in gioco. Desideriamo oggi, mentre facciamo a tutti gli auguri di una Pasqua vera, intervenire in merito alle polemiche relative alle parole del nostro Vescovo su immigrati e CPR .
Non è con la repressione che si contrastano la tossicodipendenza e l'alcolismo. Queste piaghe del nostro mondo sono l'esito di politiche globali che scelgono la guerra, la discriminazione, la violenza, l'ingiustizia anziché l'essere umano.
Gli immigrati, quando gli diamo la possibilità di lavorare, lavorano. Se devono aspettare mesi prima di poterlo fare sono preda dello spaccio e dell'uso di porcherie. E noi “tutti” questo sappiamo essere così. Quando usano o sono in astinenza...delinquono. Ma abbiamo la ragionevole certezza che siano italiani quelli che comprano per quattro spiccioli ciò che loro rubano nei supermercati. O no? Il Dio di tutti i popoli della terra oggi piange. Il Dio di tutti i popoli si ribella a pedofili, guerrafondai, criminali.
I nostri immigrati, i nostri figli e figlie caduti nelle dipendenze sono l'esito del nostro perbenismo, delle nostre paure meschine di non avere mai abbastanza. Se abbiamo conosciuto amore, rispetto, li abbiamo conosciuti soprattutto proprio dai “disperati”. Quelli che incontrate per strada e dai quali scappate. Chi vende loro alcol, o crack, o psicofarmaci e che li trasforma in delinquenti pericolosi siamo noi tutti. Grazie al Vescovo che ha avuto il coraggio di dire che il CPR sarebbe una tragedia. Non serve a nulla chiudere 4 disperati, spendere milionate di euro.
Il problema è ben altro. Sostenete con quei soldi una vera riduzione del danno. Togliete burocrazia, aumentate responsabilità civile. Potenziate i finanziamenti a noi che offriamo il drop in sociale (accoglienza diurna e accompagnamento ai servizi) da anni in condizioni precarie. Grazie al Vescovo che dice che gli immigrati sono la nostra salvezza. Fanno i lavori più umili, spesso pagati da noi ...pochissimo. Sono scappati dalla guerra, dalla violenza, da politiche tremende.
Credono in noi. Ci svegliano. Ci raccontano di mondi altri. Sono i nostri fratelli e le nostre sorelle. Recintare parchi? Non si risolvono i problemi spostandoli in altre zone della città. La vita ci insegna che se rimandi un problema e non lo vuoi risolvere ma reprimere...lui diventerà sempre più grande. Purtroppo è nostra quotidiana esperienza quella che si riconosce il problema solo quando capita l'immensa disgrazia, che non auguriamo a nessuno, proprio a nessuno, di scoprire che è il proprio figlio/a ad essere diventato/a un “tossico/a”. Il nostro metodo si chiama “la guarigione è una questione d'Amore”. L'amore, quello vero è azione concreta, Quando si ama ci si sporca le mani. Ci si assume la responsabilità e si agisce per portare salute, pace, accoglienza. E' con le azioni che si cambia il mondo...le parole non bastano.
Buona Pasqua
Stefano Cioffi, Paola Meina, Antonello Panetta, l'equipe, i volontari, e chi ha bisogno di noi dell'AFT c.e.d.












