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Trento
12 febbraio | 13:29

Accoglienza, LiberaLaParola al Comune: “Garantire subito un minimo di dignità a chi è abbandonato. Serve un servizio che non lasci nessuno all'addiaccio"

La necessità espressa dall’assessora Casonato di “preservare i volontari per non esaurirli e averli pronti nel momento dell’emergenza” è un timore, spiegano da LiberaLaParola “del tutto infondato. E la grande risposta data dal volontariato lo dimostra. Concordiamo invece con l’assessora sul fatto che occorrono professionisti e non volontari per gestire in maniera strutturale dormitori e centri di accoglienza”

Accoglienza, LiberaLaParola al Comune: “Garantire subito un minimo di dignità a chi è abbandonato

TRENTO. “Porre in essere tutte le azioni possibili per programmare fin d'ora e in maniera strutturale un sistema (anche coinvolgendo altri enti territoriali e locali) che garantisca un riparo ed il ripristino di un minimo di dignità a persone abbandonate nell'indigenza, anche a prescindere dal cinismo della Provincia”. Questo l'appello che arriva dai volontari di LiberaLaParola, scuola di italiano libera e indipendente che attraverso una nota firmata da Giulia Angeletti, Mariuccia Angelini, William Belli, Marilena Bianchi, Carmen Bombardelli, Jacopo Dalmasson, Teodros Decarli, Giulia Giovannini, Davide Leveghi, Francesco Lorini, Rosalia Manto, Massimiliano Ortler, Aurora Righes, è tornata sul tema dell'accoglienza dei migranti a Trento

 
“Il profumo dei fiori di calicantus riempie l’aria in questi primi giorni di febbraio e suona evidentemente per i nostri amministratori come un irresistibile richiamo primaverile per chiudere definitivamente il dormitorio della Clarina. Se son fiori non può essere emergenza freddo. Come se a dormire sulle roste dell’Adige con 7 gradi e i topi fosse un po’ più dignitoso se accompagnato dal profumo che illude di primavera” scrivono i volontari. 

 

LiberaLaParola, scuola d’italiano per stranieri, ha fornito il proprio aiuto per aiutare il dormitorio della Clarina aperto per senza dimora richiedenti protezione internazionale.

 

“Abbiamo dato il nostro piccolo contributo come volontari per tenere aperto il dormitorio e renderlo il più accogliente possibile. Contributo piccolo – spiegano - non perché vi fosse una scarsa disponibilità da parte dei nostri insegnanti a trascorrere una notte con chi può per una volta evitare di trascorrerla all’addiaccio, ma perché, al contrario, la lista di persone disponibili è apparsa fin dall’inizio, e si è confermata nelle successive proroghe, lunghissima: dai 'colleghi' della Penny Wirton a quelli della Scuola d’italiano S. Antonio, dai vigili del fuoco agli scout. Il tutto con il coordinamento dei volontari e delle volontarie della Croce Rossa”. 

 

La necessità espressa dall’assessora Casonato di “preservare i volontari per non esaurirli e averli pronti nel momento dell’emergenza” è un timore, spiegano da LiberaLaParola “del tutto infondato. E la grande risposta data dal volontariato lo dimostra. Concordiamo invece con l’assessora sul fatto che occorrono professionisti e non volontari per gestire in maniera strutturale dormitori e centri di accoglienza”.

 

Noi ci saremo sempre nell’emergenza” spiegano i volontari “per evitare che anche solo una persona debba passare una notte in strada, assumendo un ruolo che non ci compete, smontando così fin dall'inizio un comodo alibi ('non si trovano volontari e quindi non si aprono i dormitori'), ma rifiutando l’idea che la tutela della dignità umana possa essere una benevola concessione e non un dovere civile di tutta la comunità”.

 

Da qui la richiesta al Comune di Trento “di porre in essere tutte le azioni possibili” per garantire un riparo ed il ripristino di un minimo di dignità a persone  abbandonate nell'indigenza. 

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