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Riforma del Welfare anziani, la persona sempre più al centro della rete famigliare. Cisl: "Bene riformare, ma giudizio sospeso: valutare budget e ricadute"

La popolazione trentina vede la presenza di 113.496 anziani con più di 65 anni e 57.186 di questi hanno più di 75 anni. L'assessore Zeni: "Esiste la necessità di far evolvere l’attuale sistema dei servizi rendendo più accessibile e capace di produrre interventi sempre più flessibili e personalizzati"

Cisl - Funzione pubblica | spazio autogestito
Di Cisl Fp Trentino, spazio autogestito - 18 febbraio 2017 - 11:18

TRENTO. Il Partito democratico ha elaborato la riforma del 'welfare anziani', un tema strategico per il futuro e la sostenibilità della qualità dei servizi trentini rappresentato dalla necessità di aggiornare le politiche a sostegno della popolazione anziana e delle loro reti famigliari per garantire standard elevati di risposta alle crescenti esigenze di assistenza legate al progressivo aumento della popolazione trentina over 65 anni.

 

Attualmente nella popolazione trentina sono già presenti 113.496 anziani con più di 65 anni e 57.186 di questi hanno più di 75 anni. Le analisi mostrano come il numero di over 65 stimato tra poco più di una decina d’anni, nel 2030, sarà di circa 150.700 persone (78.400 over 75), mentre per il 2050 sarà di 193.400 persone (113.300 over 75).

 

Già oggi si stima che in Trentino circa 18.000 persone over 65 siano in condizione di non autosufficienza e che all’incirca la metà di questi si trovino in condizione di solitudine o in carico alle famiglie, fuori quindi dal circuito pubblico di assistenza. "Esiste - dice l'assessore Luca Zeni - quindi la necessità di far evolvere l’attuale sistema dei servizi rendendo più accessibile e capace di produrre interventi sempre più flessibili e personalizzati".

 

La riforma si propone di porre sempre più al centro la persona e la sua rete familiare offrendo un interlocutore unico in grado di attivare e personalizzare le migliori risorse secondo le esigenze personali e le specifiche situazioni attraverso un budget non più diviso tra aspetti sociali e sanitari: "Per fare questo è necessario migliorare la capacità di visione d’insieme - spiega l'assessore Italo Gilmozzi, segretario del Pd trentino - in modo da consentire una programmazione delle politiche e dei servizi capaci di operare in maniera equa e più efficace, rendendo flessibile l’uso delle risorse per sviluppare i servizi in base alle esigenze delle persone. In questa prospettiva il territorio ed alle sue amministrazioni assumeranno un ruolo centrale, quali luoghi deputati a leggere e interpretare i bisogni delle comunità che rappresentano".

 

Se la necessità della riforma incontra il parere positivo della Cisl Fp, il sindacato si mostra però ancora cauto nei contenuti del dispositivo: "Dopo aver acquisito la relativa documentazione - commenta Pierachille Dalledonne, segretario della Cisl Fp - abbiamo presentato le nostre richieste e precisamente relative agli aspetti finanziario del budget della riforma, ai modelli organizzativi e gestionali già presenti nelle Apsp e alle competenze in relazione ai nuovi servizi che operativamente questa Riforma intende erogare".

 

Necessario mettere sempre più al centro la persona e la sua rete familiare, semplificando e unificando le possibilità d’accesso al sistema dell’assistenza attraverso un interlocutore unico, ma al contempo supportare le Comunità nello sviluppo di politiche per gli anziani capaci di valorizzare le potenzialità di ogni territorio e di rendere flessibile l'uso delle risorse per sviluppare interventi sempre più orientati alla personalizzazione ed al supporto della domiciliarità: "Abbiamo in corso altre consultazioni - prosegue il segretario - e abbiamo chiesto che siano attentamente valutate tutte le ricadute che la Riforma in questione può avere sul personale interessato dalle Apsp, alle Comunità di Valle senza dimenticare le Apss, a tutti i livelli e per ogni professionalità".

 

La sigla sindacale evidenzia che ci sono parecchi snodi e aspetti da chiarire: "Le risposte dell'assessore - conclude Dalledonne - sono state di massima apertura e di completa condivisione, ma è necessario trovare un riscontro pratico e concreto negli aspetti legati anche alla ricaduta sui lavoratori interessati per una partecipazione massima di tutti gli attori coinvolti". 

 

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