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Vino trentino, che fare? E intanto si apre la prima bottiglia di Pinot Grigio Doc Venezie

Le realtà trentine cercano di diversificare il mercato e hanno ottenuto grande riscontro e consensi alle fiere di settore di Milano e Piacenza 

Di Nereo Pederzolli - 27 novembre 2017 - 20:29

TRENTO. Vino trentino, che fare? Mai come in questo ultimo settimana a questa domanda ci sono state concrete risposte. Tra eventi di stampo nazionale e alcune chicche locali. Diverse e diversificate. A partire dalla più eclatante, quella alla Fiera di Piacenza, promossa dalla FIVI-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti – rassegna che vede i Vignaioli del Trentino tra i fondatori della rassegna piacentina e assoluti protagonisti tra le 501 aziende presenti nei padiglioni.

 

Ancora vino trentino sugli scudi nella nuovissima Vi.Vite, salone del vino cooperativo, allestito dai colossi enoici a Milano. Poi – rimanendo ‘vicino casa’ – Isera e Nomi, due giornate nel recente week end, tra degustazioni e gioiose convivialità.

 

Piacenza però non è stato solo il modo scelto dai vignerons per distinguersi. Hanno voluto differenziare la proposta, mettendo pure in vendita i loro vini. Mostra mercato, una formula ‘copiata’ proprio dai vignaioli d’Oltralpe – in Francia gli ‘indipendenti’ sono oltre 3 mila, il triplo dei loro colleghi italiani – che ha letteralmente superato ogni più rosea previsione. Più di 20 mila i visitatori, tutti alle prese con i carrelli per la spesa stracarichi di bottiglie.

 

Girovagare per la fiera piacentina era come compiere un viaggio nel cuore enoico di un’Italia decisamente affascinante. Merito di quanti operano spesso in sordina, che fanno vino per scelta di vita, poco propensi all’apparire, pronti a stappare una bottiglia, a confrontarsi senza se o senza ma. Assolutamente soddisfatti i trentini reduci - 18 le aziende - da Piacenza.

 

"Abbiamo raddoppiato le vendite, rispetto lo scorso anno, ma soprattutto creato momenti di confronto e gettato le basi per fare ancora meglio - ribadiscono al Consorzio Vignaioli. Il prossimo anno bisognerà occupare altri spazi, aumentare di un giorno l’apertura".

 

Sette anni fa, alla prima edizione, i pionieri erano appena una settantina…Vignaioli a Piacenza, vino cooperativo a Milano. Una contrapposizione? Non voluta, nonostante la coincidenza. Perché da anni le cantine sociali miravano a diversificare le proposte enologiche. Per avere vini decisamente ‘pop’. E farlo sfruttando la forza di ben 498 cantine cooperative. Con il Trentino assolutamente protagonista.

 

Non a caso Cavit, Mezzacorona e Lavis sono state le aziende forse più ammirate, quelle che grazie a successi in concorsi enologici – dai mitici Tre Bicchieri del Gambero Rosso a tutta una serie di ‘palmares’ guidaioli, Doctorwine Daniele Cernilli, in primis – riescono a offrire al grande pubblico vini di qualità in altrettanta quantità.

 

Vi.Vite, questo il nome del Salone, in scena al Museo della Scienza e Tecnica di Milano, appuntamento volutamente diverso e forte con un’identità coraggiosamente fuori dagli schemi, per raggiungere e conquistare quel pubblico che fino ad ora ha sempre amato il vino 'da lontano' e al quale il mondo delle cantine cooperative che producono il 60% del vino italiano ha voluto per la prima volta mostrarsi attraverso le proprie storie e il sistema valoriale prima ancora che con le proprie numerose etichette di qualità.

 

Tutto esaurito per le degustazioni dei Trentodoc di Cavit – Altemasi Graal – e di Mezzacorona – Rotari Flavio – nonché del Ritratto Rosso di Lavis, tre vini con altrettanti Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Degustazioni che hanno attirato non solo il pubblico dei ‘meno esperti’, ma pure un nutrito parterre di politici – Luigi Di Maio, alle prese con la stappatura della prima bottiglia di Pinot Grigio DOC Venezie 2017.

 

Torniamo alla risposta iniziale: vino trentino che fare? Coniugarlo col cibo. Legame saldo e attuato ad Isera, alla Casa del Vino, con 30 produttori lagarini che hanno ‘stappato’ 120 diversi vini, accompagnandoli con tutta una serie di formaggi, piatti a base di verdure della val di Gresta, panettoni artigianali, pasticceria nostrana e coinvolgendo i ragazzi della Scuola alberghiera di Rovereto. Che hanno curato non solo il servizio ristorazione, ma si sono cimentati pure con le modalità legate a forme di ospitalità.

 

Wine &More’ il tema della serata, oltre 300 partecipanti, coinvolti in un percorso sensoriale decisamente raffinato, con stimoli musicali, piacevolezze gastronomiche ricercate. A chiusura di questo fine settimana, la grande festa popolare alla Cantina Grigoletti, a Nomi, il paese della Destra Adige letteralmente invaso da quanti hanno partecipato alla decina edizione del ‘Matrimonio dei Sapori’ cioè produzioni agroalimentari in sintonia con i vini di Casa Grigoletti. Subito in evidenza il curioso e innovativo Speck affinato nelle vinacce di Gonzalier, il vino stile bordeaux di Bruno e Carmelo Grigoletti, speck curato dalle sapienti mani del macellaio Gilberto Belli, aiutato da tutta la sua nutrita famiglia, specialmente dal giovane figlio Francesco, neo laureato in scienze alimentari. Vino poi con pani da grani antichi – sfornati dal Panificio Moderno – dalla pasticceria Exquisita di Rovereto, tra profumi di formaggi del Caseificio di Sabbionara e il Caffè Bontadi di Rovereto. Quattro singolari eventi, diversi, volutamente diversificati. Ma che hanno dato significative risposte alla domanda in questione; vino trentino, che fare?

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