A Casa Sebastiano si insegna la pet therapy: partono a ottobre i corsi di formazione
Gli interventi assistiti con gli animali trovano ampia applicazione in svariati settori socio-assistenziali, tra i quali case di riposo, ospedali, centri socio-educativi e riabilitativi, comunità, carceri, scuole e ludoteche

COREDO. Dal 5 ottobre partono i corsi di formazione per figure professionali necessarie agli Interventi assistiti con gli animali che si svolgono a Casa Sebastiano a Coredo (Qui info).
Gli interventi assistiti con gli animali trovano ampia applicazione in svariati settori socio-assistenziali, tra i quali case di riposo, ospedali, centri socio-educativi e riabilitativi, comunità, carceri, scuole e ludoteche.
Bambini, adolescenti o anziani, il contatto con un animale fa bene e fa stare meglio, un aspetto che riguarda anche le persone affette da disagio o disabilità fisiche e psichiche.
È quanto emerso da anni di studi e ricerche sul campo, tanto che ora il Ministero della salute riconosce la valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa della Pet Therapy.
La terapia si affianca alle cure tradizionali e si integra con le normali attività terapeutiche. La pet therapy facilita inoltre l’approccio delle figure medico-sanitarie e riabilitative, soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostri collaborazione spontanea.
Casa Sebastiano è il centro specialistico per l’autismo a Coredo, ospita ora una dozzina di ragazze e ragazzi e sta completando la procedura di autorizzazione della Provincia per l’erogazione delle terapie assistite con gli animali.
"Lavoriamo per tenerci sempre aggiornati - dice Giovanni Coletti, presidente della Fondazione trentina per l'autismo - anzi direi all’avanguardia, per recepire il meglio che la scienza offre. Naturalmente solo pratiche evidence based in collaborazione con partner accreditati e le istituzioni, che sono al nostro fianco".
Come pubblicato dal Ministero della salute la pet therapy può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Anche ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: studi scientifici dimostrano che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.
L’intervento con gli animali è mirato a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e cognitive: stimolare l’attenzione, stabilire un contatto visivo e tattile e un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, favorire il rilassamento e controllare ansia e eccitazione, esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, favorire la mobilitazione degli arti superiori o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale.
Cani, gatti, conigli, cavalli e asini, addestrati e sapientemente guidati, diventano “partner di relazione”, interlocutori e facilitatori in specifiche attività di relazione, che variano a seconda degli obiettivi che il medico curante o la figura di riferimento hanno predisposto per il proprio paziente.
Gli effetti possono essere calmanti, stimolanti, decentranti o capaci di aumentare l’autostima, possono coadiuvare l’acquisizione di competenze o aiutare le persone nelle attività di auto-narrazione, migliorare la socializzazione o la cura di sé e dell’altro, migliorare la mobilità.













