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A 'Trova il mondo in Trentino' si parla di glifosfato, Geremia Gios spiega la situazione in Provincia

Il tema della kermesse di Gtv-Gruppo trentino di volontariato è quello delle interconnessioni economiche, ambientali, culturali e sociali. Francesca Anzi: "La globalizzazione è ormai un fenomeno in atto e anche il Trentino rientra nella sua sfera di influenza"

Di Luca Andreazza - 22 febbraio 2018 - 16:20

TRENTO. La kermesse 'Trova il mondo in Trentino' (Qui info) entra nel vivo. E' possibile prendere parte alla manifestazione a base di mostre fotografiche, concorsi e incontri con esperti targata Gtv-Gruppo trentino di volontariato al Consiglio provinciale in via Manci 27 fino a sabato 24 febbraio (lunedì-venerdì: 8.30 - 19.30, Sabato: 9.00 - 12.00 e visite guidate su prenotazione).

 

Un'iniziativa che vede anche la partnership di Consorzio Associazioni Mozambico e Associazione Trentino con BalcaniViracao & JangadaCentro per la Cooperazione Internazionale e Forum Trentino per la Pace.

 

Queste mostre, che giungono direttamente dal Festival della fotografia etica di Lodi, intendono sensibilizzare la cittadinanza e attivare il pensiero critico sul tema delle 'interconnessioni' attraverso quel linguaggio universale della fotografia. Sono due gli autori protagonisti degli eventi trentini: 'Il Costo umano dei pesticidi' di Pablo Piovano e 'From there to here' di Giulio Piscitelli.

 

E proprio il primo ciclo viene approfondito venerdì 23 febbraio alle 16 in sala Aurora di Palazzo Trentini: Geremia Gios tiene una conferenza dal titolo Commercio Internazionale, sostenibilità e utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura.

gli scatti di Piovano ci parlano dall’Argentina di glifosato, un pesticida noto anche nelle nostre valli. La mostra fotografica prende in considerazione un tema apparentemente molto distante da noi, "ma - dice Francesca Anzi, coordinatrice di Gtv del Trentino - nella realtà non è così. Le produzioni agricole ottenute con l’ausilio di prodotti chimici, gli effetti dei quali sono documentati nelle foto, arrivano sulle nostre tavole e fanno concorrenza ai produttori che utilizzano fattori produttivi a più basso impatto ambientale".

 

Nel corso dell’incontro saranno approfonditi tali temi e le possibili azioni che possono essere intraprese per arrivare a forme di agricoltura sostenibile. Si parte dal 1996, quando il governo argentino approvò in soli tre mesi una procedura amministrativa per la coltivazione di soia transgenica e l’impiego dell’erbicida glifosato su coltivazioni geneticamente modificate resistenti al diserbante.

 

Da allora l’Argentina è diventata terra di sperimentazione per le multinazionali dell’agribusiness e ha inoltre approvato l’impiego di Ogm senza condurre indagini interne e sulla base, come unica evidenza scientifica, delle ricerche pubblicate dall’azienda Monsanto.

 

Oggi gli ettari coltivati a Ogm in Argentina coprono una superficie di 28 milioni di ettari. "Studi medico-scientifici hanno fatto emergere il lato oscuro dell’uso incontrollato di pesticidi - conclude Anzi -. Un’emergenza sanitaria che colpisce 12 milioni di persone, un terzo della popolazione del paese. Scopo di questo lavoro è quello di rappresentare gli essere umani inermi davanti a questa tragedia di incredibili proporzioni: bambini e adulti soffrono di rare malformazioni dalla nascita, malattie della pelle e problemi respiratori a causa dell’indiscriminato e incontrollato uso di pesticidi".

 

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