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Alberi schiantati, l'ombra della speculazione anche in Trentino. Ad Asiago l'asta va deserta e l'Alto Adige si allea con la Germania

Gli speculatori già si muovono per abbassare ulteriormente i prezzi. Stefano Cattoi della Magnifica Comunità: "Situazione difficile, ma si deve tenere duro, avere pazienza e coraggio. Se svalutiamo troppo diventiamo autolesionisti, sarebbe una scelta poco lungimirante"

Di Luca Andreazza - 10 dicembre 2018 - 05:01

TRENTO. "C'è un po' di preoccupazione, esiste un atteggiamento speculativo nel legno, che però non solo è irrazionale e poco lungimirante, ma soprattutto è autolesionista. Il prezzo è già calato del 30% e scendere ulteriormente sarebbe pericoloso. Si rischia di impoverire tutto il settore, compreso l'indotto che lavora intorno al comparto. La situazione è straordinaria ma serve una regia per calmierare il mercato", queste le parole di Stefano Cattoi, responsabile dell'Ufficio forestale e segheria della Magnifica comunità Val di Fiemme, che lancia un appello a restare compatti e pazienti.

 

Nei giorni scorsi, in quel di Asiago, si è tenuta la prima asta del legname proveniente dagli alberi schiantati nella terribile ondata di maltempo. Due i lotti da 20 mila metri cubi messi in vendita dal Comune, ma rimasti invenduti. Nonostante un ribasso a 22 euro, quando il prezzo pre-alluvione si aggira intorno ai 60 euro, l’asta è andata praticamente deserta. È arrivata solo un’offerta: 15 euro, ma a quel punto è arrivato lo stop del sindaco Valentino Frigo.

 

"Un bel segnale - evidenzia il responsabile - perché significa che non si presta a giochi senza senso, il primo cittadino ha avuto a cuore il proprio territorio e non si è lasciato incantare dalla possibilità di avere risorse subito. Il legname a terra si conserva benissimo fino a maggio, discorso che vale anche per quello lavorato, se opportunamente trattato".

 

Insomma, gli speculatori già si muovono per ottenere il prezzo più basso possibile. In Alto Adige avrebbero stretto un'alleanza con un colosso tedesco, una realtà della Germania leader a livello europeo, mentre alcune ditte trentine tergiverserebbero oppure importerebbero materiale dalla Slovenia in attesa che il costo del legno locale si abbassi ulteriormente.

 

"Nonostante la carenza di materia prima e la crisi tra il 2011 e il 2017 - prosegue Cattoi - il mercato si è stabilizzato intorno a prezzi interessanti, un equilibrio tra domanda e offerta. E' vero che l'ondata di maltempo ha messo a terra una massa stratosferica di legname, la situazione è complicata, ma il comparto è in salute. Bisogna mantenere la calma e avere pazienza: dobbiamo trovare unità, saper gestire e analizzare il momento altrimenti si rischia di farsi male".

 

Una soluzione? "Si possono prendere come esempio - dice il responsabile - le esperienze di gestione in Austria, Germania e Svezia. Si deve stockare il legname, lavorare di qualità e dilazionare le vendite. Nessuno può avere la palla di cristallo, ma questo è il momento di avere coraggio".

 

All'indomani del maltempo, la Magnifica si è subito attrezzata per correre ai ripari e la situazione è migliore rispetto a tante altre zone. La stima degli alberi schiantati nel corso del maltempo è di circa 200 mila metri cubi e il territorio è in piena attività per raccogliere e lavorare quanto più legname possibile per bilanciare l'abbassamento, in parte già in atto, dei prezzi sul mercato. 

 

"Abbiamo già raccolto circa 7 mila metri cubi e si continua a operare tra  ripristino strade e raccolta alberi. La nostra segheria lavora una volta e mezzo il materiale. Inoltre - conclude Cattoi - abbiamo stretto accordi con i clienti principali per vendere quantità superiori di pezzi. Si dovrebbe stringere anche un protocollo d'intesa tra Trentino e Alto Adige per impegnarsi a comprare il legname. Si deve andare avanti sulla stessa lunghezza d'onda e tenere duro per non avere dolorosi contraccolpi in futuro".

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