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Centoquaranta uova per sessanta persone. La #carbogang a Trento onora il Carbonara Day ''rigorosamente con guanciale''

Quattro diciannovenni trentini hanno creato una profilo Instagram che in pochi mesi ha già raggiunto gli 8.000 follower. Postano solo immagini di carbonara "per onorare questo piatto e farlo conoscere nel mondo". Ecco allora la vera ricetta e il mondo che c'è dietro

Di Luca Pianesi - 06 aprile 2018 - 17:26

TRENTO. Sono come i quattro moschettieri solo che al posto delle spade intrecciano le forchette. Oggi hanno radunato una sessantina di amici nel giardino di una casa privata in via Carlo Esterle e, forti di 140 uova, hanno onorato il "Carbonara Day" come meglio non si poteva "rigorosamente col guanciale". Si chiamano Alessio Tomarelli, Alex Valle, Sebastiano Dalsasso ed Emanuele Riccardo Costella e sono quattro diciannovenni trentini, studenti universitari, che da due mesi hanno trasformato la loro passione in un profilo Instagram dal nome #carbogang che da inizio anno a questa parte ha già collezionato la bellezza di circa 8.000 follower

 

"E' nato tutto un po' per scherzo questa estate - spiega uno di loro, Emanuele -. Siamo tutti e quattro dei grandi appassionati della carbonara però quando abbiamo visto l'attenzione che c'era dietro a questo piatto tipico della tradizione italiana abbiamo deciso di dedicarvi più tempo e di fare le cose per bene. Infatti dietro la carbonara c'è un mondo, anzi tanti mondi. Ci sono discussioni infinite se vada messo o meno un ingrediente, piuttosto che un altro, se vada servita con la pasta corta o lunga, ci sono gli stranieri che tentano, per esempio, di metterci la panna e vengono, giustamente, massacrati dai cultori del piatto".

 

Ed effettivamente ci sono varie scuole di pensiero su come vada cucinata una buona pasta alla carbonara. "Per noi la ricetta è quella romana - prosegue Emanuele - con il guanciale, assolutamente non con la pancetta, con i tuorli d'uovo e non gli albumi, il pecorino romano e non il parmigiano e poi il pepe. D'altronde il pepe è quello che dà il colore alla pasta e da quel colore deriverebbe il nome". E anche sull'origine di questo piatto ci sono teorie e narrazioni differenti. C'è quella dei quattro di #carbogang ma poi c'è quella che vuole che fosse il piatto dei congiurati iscritti alla carboneria, c'è quella che vuole fosse stata inventata da un cuoco di Carbonia, quella che fosse il pranzo dei carbonai dell'Appennino.

 

C'è chi la ricollega alla "pasta Cace 'e ova" e chi vuole che sia stata rielaborata negli anni '40 con l'arrivo dei soldati americani che in dotazione avevano nella "Razione K" uova in polvere e bacon. Insomma, come raccontano i quattro di #carbogang ci sono davvero tanti mondi dietro questo grande piatto della tradizione italiana. "Ora stiamo pensando di depositare il marchio - spiega ancora Emanuele Riccardo Costella - perché vediamo che il successo del profilo è davvero grande, seguiamo e siamo seguiti da grandi aziende legate al cibo e abbiamo follower anche dall'estero. Il tutto con l'obiettivo di onorare la ricetta originale e portarla in tutto il mondo".

 

Insomma, verrebbe da dire tutti per uno e uno per tutti ma forse, in questo caso, meglio fermarsi a buon appetito

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