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Da "Lettere dal carcere, a Marassi'' all'insospettabile storia del più grande argentino di Rosario, il tris Martinelli, Narciso e Barozzi protagonisti di un reading

L'appuntamento è per mercoledì 3 ottobre alle 21 nella splendida cornice della Vineria Baroldi di Mori. L'incontro accompagnato dalla chitarra di Paolo Bertolini Giazera

Di Luca Andreazza - 01 ottobre 2018 - 13:38

MORI. Una serie di racconti sul calcio, storie quasi dimenticate e alcune chicche tra la Coppa intercontinentale del 1982, la vicenda di Guido Tieghi, partigiano e calciatore, e Rosario in Argentina, patria di grandissimi calciatori.

 

Tutto affidato alle voci di Giancarlo Narciso, Carlo Martinelli e Maurilio Barozzi per un reading accompagnato dalla chitarra di Paolo Bertolini Giazera. Un appuntamento previsto per mercoledì 3 ottobre alle 21 nella splendida cornice della Vineria Baroldi di Mori.

 

Si parte con Giancarlo Narciso, conosciuto anche come Jack Morisco, vincitore del Premio Scerbanenco con "Incontro a Daunanda" e autore anche di "Sankhara" (Fazi, 2002), "Singapore Sling" (Premio Tedeschi, Fazi 2003), "Le zanzare di Zanzibar" (Fazi, 2004).

 

E' il 1982 quando a Tokyo, si trova a fare la cronaca di Flamengo-Liverpool 3-1 per Il Corriere dello Sport. quindi spazio al giornalista Carlo Martinelli, già autore di  “Storie di pallone e bicicletta”, “Un orso sbrana Baricco” e “Campo per destinazione. 70 storie dell’altro calcio”.

 

L'attenzione è per “In carcere, a Marassi”, un racconto che rientra nell'antologia dedicata al Grande Torino, e parla di Guido Tieghi, partigiano e calciatore, ingiustamente incarcerato per mesi e mesi. "Una vicenda - spiega - che ho ricostruito in forma di racconto dopo aver consultato i giornali dell’epoca tra il 1948 e il 1951".

 

Il giornalista ricostruisce la passione sportiva e quella civile nel binomio calcio e politica, ma anche fedeltà alle idee, vita e morte, speranza e dolore, che si incrociano e incontrano.

 

Un ritorno a scrivere sul calcio. "Il calcio - dice Martinelli - è anche poesia, letteratura, economia, politica, arte e vita quotidiana. Per dirla con una celebre citazione di Bill Shankly: chi pensa che il calcio sia questione di vita o di morte, si sbaglia. E’ molto di più".

 

Si chiude con Maurilio Barozzi, che ha pubblicato i romanzi "Spagna" (Giunti,  2003) e "Seme di Metallo" (Curcu&Genovese), mentre alcuni suoi saggi sono stati tradotti e pubblicati in Francia, Canada e Polonia.

 

"Una storia - commenta - ispirata alla vicenda di un calciatore argentino che, a Rosario e in tutta la provincia di Santa Fe, è ancora considerato il più grande giocatore argentino, nonostante Maradona. E pensare che anche Messi è di Rosario".

 

Il protagonista è insospettabile, una sorpresa. "Cerco - aggiunge - di trattare il tema dell’impossibilità di avere successo senza piegarsi alle regole. Ma, mi chiedo, è davvero il successo a rendere felice un uomo?". 

 

Una riflessione sul calcio e le sue prerogative. "Il calcio con la sua grammatica universale che raggiunge tutte le latitudini e appassiona a ogni età, parla di noi. Nella vita - conclude Barozzi - possiamo essere tattici o arrembanti, eleganti o opportunisti, poetici o pragmatici, leali o disonesti, tifosi o contemplatori. Ecco, come pensiamo il calcio – o come lo giochiamo - riflette come siamo. E, forse, s'immerge nel profondo di una parte ancora più intima di noi: come vorremmo essere".

 

Queste le coordinate del reading per una serata piacevole, ma in grado di far riflettere perché il calcio è sempre sullo sfondo delle principali vicende a scandire tempi e ritmi delle epoche.

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