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Dal Rugby Trento alla Nazionale, Andrea Della Sala si fa largo a spallate, mischie e mete

Il trentino si cala nelle prime mischie a 9 anni e la crescita è costante. L'ammiccamento con gli azzurri arriva l'anno scorso, quando si mette in luce in alcune partite della selezione Rovigo-Badia. In quell'occasione vince un torneo internazionale a Oderzo e il giovane entra nell'orbita dell'Accademia nazionale

Di Francesca Piras (Liceo Cardarelli Tarquinia) - 21 febbraio 2018 - 20:52

TRENTO. Si fa largo a spallate nel mondo del rugby, tanto da essere già nel giro della Nazionale a 16 anni. E' Andrea Della Sala, portacolori del Rugby Trento, pronto a indossare ancora una volta la casacca dell'Italia. 

 

"Il merito - spiega il Della Sala - è anche della squadra, che è una seconda famiglia. Il campo è la nostra casa e per la buona riuscita del gioco è molto importante essere coesi e sempre in sintonia".

 

Il trentino si cala nelle prime mischie a 9 anni e la crescita è costante. L'ammiccamento con gli azzurri arriva l'anno scorso, quando si mette in luce in alcune partite della selezione Rovigo-Badia. In quell'occasione vince un torneo internazionale a Oderzo e il giovane entra nell'orbita dell'Accademia nazionale di Rugby

 

Tra scuola e paradenti, studio e divertimento, Della Sala è pronto a raggiungere Rovigo e la palla ovale potrebbe forse diventare qualcosa in più di un gioco. La strada è ancora lunga, ma il percorso è ben avviato dopo aver svolto buona parte della trafila del settore giovanile tra i gialloblu del capoluogo. 

 

"Mi piacerebbe molto - dice il giovane - continuare con il rugby. Il mio sogno è quello di giocare nel Rovigo, squadra che mi è sempre piaciuta e dalla quale ho ricevuto recentemente un’offerta per giocare full-time in campionato Elite. Questo mi darebbe anche la possibilità di frequentare la facoltà di scienze politiche a Padova una volta terminato il liceo".

 

Come nasce la passione per il rugby?
E’ sempre stata una valvola di sfogo. Un po' come diversivo quotidiano e un po' per formarmi fisicamente e mentalmente.

 

Ruolo?
Il mio ruolo è quello del pilone, cioè tra quelli che spaventa l’avversario (ride) e partecipa in prima linea alla mischia, momento nel quale le due squadre si sfidano in una piccola battaglia interna otto contro otto per guadagnarsi la palla. Spesso, però, mi piace inoltrarmi nella difesa avversaria e segnare mete. Questa stagione sono già a quota 13, mentre l'anno scorso ho segnato 19 volte.

 

Come sono stati gli inizi?
I primi anni di rugby sono stati un po’ duri perché ancora non ero pratico della tecnica specifica di questo sport. Quindi ho preso confidenza e con il passare del tempo sono migliorato fino a essere convocato alle selezioni base Verona-Trento, un progetto chiamato Valli dell’Adige. 

 

Oggi giochi anche per l'Italia.

La grande chiamata è arrivata a inizio 2017, quando sono stato convocato per allenarmi con l’Accademia Nazionale a Mogliano Veneto. Nel mese scorso, inoltre, ho giocato a Schio una partita con i Dogi, la selezione dei migliori del Triveneto, contro la Lombardia, e sono andato a segno con due mete.

 

Quante volte ti alleni?
Solitamente faccio tre allenamenti in settimana, anche se capita di fare una quarta seduta con la selezione del Veneto.

 

La famiglia ti supporta?
Sì, soprattutto mio padre. Da quando ho cominciato a giocare è sempre stato il mio fan numero uno. Si è appassionato a questo sport, tanto da diventare il presidente del Rugby Trento.

 

Riesci a conciliare sport e studio?
La mia passione per il rugby è talmente forte che purtroppo a volte mi capita di trascurare la scuola, ma cerco di tenere botta (sospira e sorride).

 

 

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