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I pannelli degli studenti sfondati in una notte, ora l'annuncio: ''Li ricostruiremo. Crediamo nella forza dell'arte''

Realizzati dagli studenti della 4tA dell'Istituto Tambosi con l'aiuto di altri dell'Artigianelli e dell'Enaip sono stati distrutti la notte bianca. Alla riapertura delle scuole, gli studenti si rimetteranno all'opera

Pubblicato il - 19 luglio 2018 - 17:09

TRENTO. Erano stati realizzati dagli studenti della 4tA dell'Istituto Tambosi, in un anno di attività. Sono stati distrutti in una notte di bagordi da qualche stupido che in pochi minuti ha vanificato l'impegno e l'attività di tante persone. Ma i giovani, dopo qualche giorno di ragionamenti, hanno deciso che li sistemeranno.

 

"Alla riapertura delle scuole - si legge sulla pagina del Comune di Trento dei Beni Comuni - gli studenti si rimetteranno all'opera e insieme all'amministrazione comunale cercheranno di ricostruire i pannelli e, assieme a questi,  il valore profondo di questa iniziativa e il senso di appartenenza ad una comunità che contro il degrado dei luoghi e dei comportamenti deve ritrovare unità". 

 

Di cosa stiamo parlando? Dei pannelli realizzati, durante il progetto di alternanza scuola lavoro, dagli studenti del Tambosi che avevano, così, avviato "una riflessione sulla cittadinanza attiva - si legge sulla pagina dei Beni Comuni - sull'intrinseco valore dei beni comuni, sulla necessità di un maggior impegno e senso di responsabilità per porre un argine alla deriva sociale e culturale che spesso si riflette nei luoghi abbandonati, devastati dall'incuria, dall'indifferenza e dal vandalismo dilagante ed impunito, o per mettere maggiormente in risalto la bellezza della nostra città e dei suoi dintorni". 

 

Gli studenti, allora, hanno selezionato la zona della città dove posizionarli e hanno scelto il lungo Adige e il parco delle Albere. "Hanno letto, cercato, discusso e selezionato i  brani di letteratura - prosegue il testo - le immagini, i versi di poesie sul tema dell'acqua con lo scopo costringere i passanti a fermarsi, a sostare davanti alle parole e alle immagini, a spostare lo sguardo dalla montagna al fiume, per ricostruire un rapporto indebolito nel tempo, ma pur sempre importante. Questo lo scopo dei pannelli, con l'apporto di altri studenti degli istituti Artigianelli ed Enaip".

 

Purtroppo, però, non c'è stato il tempo per valutare il risultato di questa esperienza, per verificarne l'impatto sulla comunità, per capire se c'è spazio per un dialogo più maturo e costruttivo tra il mondo della scuola e la città, per incidere più concretamente in un tessuto sociale disgregato, richiamando valori positivi e pratiche virtuose che fanno parte ormai di un patrimonio dimenticato. Durante la notte bianca, infatti, qualcuno ha pensato bene di distruggere tutto, di scardinare i pannelli e di vanificare il lavoro di un anno con un gesto senza senso.

"Noi però quei pannelli li sistemeremo - si conclude sul sito del Comune - per ribadire che crediamo nel potere della creazione artistica e della parola, perché confidiamo nell'impegno collettivo che mira a includere ed integrare, a dare  spazio a proposte e  idee nuove e perché pensiamo che in questo modo anche gli autori di questo atto vandalico potranno interrogarsi sul senso del loro agire e rendersi conto dell'irrazionalità e dell'inutilità del loro gesto, perché infine vogliamo offrire loro la possibilità di conoscere nuove opportunità, di ricercare nuovi approcci e nuove forme di espressione e di partecipazione alla gestione, al recupero, alla cura e alla rigenerazione dei beni comuni. Alla riapertura delle scuole, gli studenti si rimetteranno all'opera ed insieme all'amministrazione comunale cercheranno di ricostruire i pannelli e, assieme a questi,  il valore profondo di questa iniziativa ed il senso di appartenenza ad una comunità che contro il degrado dei luoghi e dei comportamenti deve ritrovare unità".

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