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Il Natale dei nostri soldati in Iraq passato con il personale che lavora alla diga di Mosul tra panettoni e dj-set improvvisati

A Erbil, nel Kurdistan iracheno, è presente anche una compagnia del 2° reggimento trasmissioni alpino di Bolzano. L'operazione "Prima Parthica" serve ad addestrare le forze di sicurezza del posto, a garantire la stabilità della zona e di chi lavora alla grande diga sul Tigri (i cui cantieri sono gestiti dall'italiana Trevi). Ecco come hanno passato il Natale

Di L.P. - 26 dicembre 2018 - 13:26

ERBIL (IRAQ). Cenone natalizio alla Vigilia, messa con cappellano ungherese assieme alle truppe magiare e poi la tradizionale veglia religiosa di Natale con riuniti il personale della Task Force ''Praesidium'', il personale militare e civile degli ingegneri statunitensi e le maestranze italiane della ditta Trevi che lavorano alla diga di Mosul. Sono stati giorni di festa anche in Iraq questi appena trascorsi. Ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, alcune centinaia di unità dell'esercito italiano, infatti, si trovano a svolgere l'Operazione "Prima Parthica" e tra loro è presente anche una compagnia del 2° reggimento trasmissioni alpino di Bolzano.

 

A seguito dell'espansione dell'autoproclamatosi Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL, già ISIS), in Iraq e Siria, infatti, gli Stati Uniti hanno dato vita ad u​na Coalition of Willing (COW) finalizzata a fornire alle Forze di Sicurezza Irachene (ISF) il necessario supporto operativo per sconfiggere l'organizzazione terroristica, rendere sicuri i confini, ristabilire la sovranità dello Stato, formare forze armate e di polizia in grado di garantire la sicurezza della nazione. E in questo senso l'Italia con l'operazione "Prima Parthica" fornisce personale di staff ai comandi multinazionali posizionati in Kuwait, e Iraq (Baghdad ed Erbil) nonché assetti e capacità di Training ed Assisting per le forze armate e di polizia irachene. 

 


In particolare proprio ad Erbil, sono in corso cicli di training a favore dei Peshmerga e a Baghdad attività di advising per le unità delle Forze S​​peciali.​​ Ma non è tutto: c'è da stabilizzare e proteggere la diga di Mosul. Dal 2016, infatti, nella zona erano stati mandati circa 450 militari a protezione dei cantieri e della struttura controllata dalle forze curdo-irachene che si trovava a soli 30 chilometri dalle aeree in mano all'Isis. Una grande diga sul Tigri alta 113 metri, invasa da 11 miliardi di metri cubi d'acqua che produce energia idroelettrica. Una struttura fondamentale: nel 2011 l'Us Corps of Engineers aveva tracciato uno scenario estremo. In caso di crollo si sarebbe un'onda di sommersione di 20 metri avrebbe travolto Mosul (e i suoi quasi 2 milioni di abitanti) e di 4 metri e mezzo Bagdad (con i suoi 7 milioni di abitanti).  

 

I lavori di stabilizzazione della diga di Mosul sono stati affidati alla ditta italiana Trevi attraverso lavori di perforazione e iniezione. Negli anni Trevi ha schierato circa 700 lavoratori provenienti da una dozzina di Paesi diversi raggiungendo il risultato di 5 milioni di ore lavorative senza incidenti per una diga oggi sicura ed efficiente. E a festeggiare il Natale nel Kurdistan Iracheno con il contingente italiano c'erano tutti: reparti di altre nazioni, gli ingegneri statunitensi e le maestranze della Trevi.

 

Ad Erbil, a Camp Singara, alla Vigilia è stato organizzato un cenone natalizio con tanto di dj-set gestito da alcuni militari appassionati di musica; poi è arrivata la messa, celebrata dal cappellano militare ungherese, cui ha partecipato sia il personale del contingente magiaro con quello italiano. Il giorno di Natale il personale che non ha potuto prendere parte alle celebrazioni religiose si è unito a quella tenuta nella vicina base americana. Il Generale di brigata Nicola Terzano, Comandante del Contingente italiano e Direttore dell’addestramento della Coalizione, si è recato nelle diverse basi al fine di condividere il momento delle feste con tutto il personale, partecipando, nel contempo, ai voti augurali e al ringraziamento della leadership militare per il servizio prestato anche nel giorno di Natale.

 

L’alto ufficiale, dopo aver preso parte alle cerimonie di Erbil, è andato al Centro addestrativo di Atrush dove un team nazionale conduce l’addestramento delle forze di sicurezza locali. Successivamente, ha raggiunto gli uomini e le donne della Task Force Praesidium che sono schierati a Mosul per garantire la protezione e la sicurezza del personale militare e civile, nazionale ed internazionale, interessato ai lavori di consolidamento e manutenzione della diga, infrastruttura d’importanza strategica per l’Iraq.

 


 

Nella base operativa della Task Force Praesidium si è svolta la tradizionale veglia religiosa in occasione del S. Natale. Al rito, officiato dal cappellano militare, ha preso parte sia il personale appartenente alla Task Force “Praesidium” sia il personale militare e civile del Corpo Ingegneri statunitense e le maestranze italiane della ditta Trevi impegnate nei lavori.

 

A Baghdad, il personale della Police Task Force Iraq, su base Arma dei Carabinieri, ha condiviso con i militari della coalizione la Messa di Natale celebrata dal cappellano militare americano cattolico. I Carabinieri hanno consumato con gli altri militari delle Forze Armate italiane presenti nella capitale irachena un cena con l’immancabile panettone della tradizione natalizia. A Santo Stefano l’Ambasciatore d’Italia in Iraq, Bruno Antonio Pasquino, ha voluto incontrare i militari italiani nella sede di Erbil per porgere gli auguri e far sentire la vicinanza delle istituzioni nazionali all’intero Contingente durante le Festività.

 

Al Contingente nazionale sono giunti anche gli auguri dell’Ordinario Militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, che ha inviato il video-testo del suo intervento augurale in occasione delle festività natalizie rivolto a tutti i cappellani militari ed a tutti i militari. Fondamentalmente si è tratto per i soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri presenti in Iraq di un Natale all’insegna del servizio e della tradizione nel rispetto delle tradizioni religiose e culturali irachene.

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