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Immigrazione, i numeri che in campagna elettorale nessuno ha il coraggio di dire

Quella degli stranieri in Italia è un'invasione o no? Sono i migranti il problema del nostro Paese o sono il perfetto capro espiatorio delle nostre colpe? Con Limes e l'Istat proviamo a dare i numeri

Migranti che cercavano di scappare in Francia sopra Bardonecchia
Di Luca Pianesi - 19 febbraio 2018 - 06:01

TRENTO. Tanti o pochi? E' un'invasione o un fenomeno strutturale? Sono l'origine dei nostri mali o sono la scusa dietro la quale nasconderci? Ok, lo ammettiamo. Il titolo è volutamente fuorviante: strizza l'occhio a misteriosi complotti internazionali, a segreti mai detti, a scoperte sensazionali. Ma lo abbiamo fatto proprio nella speranza di essere condivisi anche da chi, amante delle fake news sul tema, si fermerà al solo titolo e diventerà, suo malgrado, veicolo di informazione.

 

Quello dei migranti è uno dei temi chiave attorno al quale ruota gran parte di questa campagna elettorale, con i partiti di opposizione che non esitano a parlare di "invasione", che mettono in correlazione le difficoltà che si trovano a vivere alcuni italiani con l'arrivo di queste persone e quelli di maggioranza spaventati dalle conseguenze elettorali che potrebbe avere una narrazione più realistica di quanto sta accadendo. Ebbene, grazie all'ultimo numero della rivista Limes, è possibile fare chiarezza partendo dai numeri senza possibilità di errore o strumentalizzazione.

 

Ebbene i migranti in Trentino Alto Adige (dati 2017) sono 3.370 per una popolazione di oltre 1 milione di abitanti il che rappresenta una delle percentuali più basse di distribuzione d'Italia: siamo al 2% di distribuzione (rispetto al totale complessivo di migranti presenti sul territorio nazionale) il livello più basso del Paese dopo la Valle d'Aosta (che ha lo 0,2%) e la Basilicata (con l'1%), a pari merito con Abruzzo, Molise e Umbria (tutte e tre al 2%). Per intenderci la Lombardia viaggia sul 14%, il Lazio sul 9% e il vicino Veneto sul 7%. 

 

Il totale complessivo di migranti arrivati nel 2017 (tutte queste sono fonti Ministero dell'Interno) è di 183.681 su 60 milioni 494 mila residenti. Per intenderci in Germania nel solo 2015 erano arrivati oltre 1 milione di profughi per una popolazione di 82 milioni di persone. Solo nel mese di novembre di quell'anno i profughi arrivati in Germania erano 206 mila, dunque di più di tutti quelli che sono arrivati in Italia quest'anno e che da alcune parti vengono definiti un'invasione. E sfatiamo uno dei classici miti (che, però, ancora gira): quello che i profughi vivono con 33 euro al giorno a testa, provenienti dallo Stato. I profughi non ricevono questa somma, ma un pocket money di 2,50 euro al giorno per le piccole spese personali (circa 75 euro al mese). Ammonta invece a 33 euro la spesa massima giornaliera che lo Stato riconosce alla Provincia autonoma di Trento per l'accoglienza di ogni profugo, risorse che vengono, quindi, spese in Trentino per garantire loro vitto e alloggio decorosi e alcune attività. 

 

Si parla, poi, tanto dei musulmani. Ebbene lo studio di Limes non prende nemmeno in considerazione il Trentino Alto Adige occupandosi solo delle prime dieci regioni per diffusione. Il nostro territorio, in questo senso, è poco rappresentativo. Quel che è certo, invece (qui Limes usa come fonte "Spring 2016 Global Attitudes Survey") è che il nostro Paese è tra quelli che ha meno musulmani d'Europa (a fine 2016 erano circa il 4,8% della popolazione contro il 6,9% dell'Austria, l'8,8% della Francia, il 6,1 di Germania e Svizzera, il 6,3% del Regno Unito) ma risulta essere quello che ha l'opinione più sfavorevole (il 69% della popolazione, secondi solo all'Ungheria che ha il 72% dei cittadini che li vede sfavorevolmente) nei loro confronti del Continente. Il tutto pur essendo uno dei pochissimi Paesi che non ha avuto attentati sul proprio territorio. Insomma semplice paura di ciò che non si conosce o se preferite, razzismo.

 

Altro mito è quello dell'invasione strutturale: in Trentino, in realtà, i cittadini stranieri residenti stanno diminuendo. Alla fine del 2016 erano 46.456 (dati Istat) con un'incidenza sul totale della popolazione dell’8,6%. Rispetto all’anno precedente, si è, quindi, registrata una diminuzione del 4,1% dovuta agli oltre 3.400 stranieri diventati cittadini italiani nel 2016 ma anche a quelli che hanno deciso di andarsene. E, altro dato per molti inaspettato, le donne sono di più degli uomini, attestandosi al 53,9%. Insomma i dati mostrano una realtà ben diversa da quella percepita.

 

E' bene fermarsi a riflettere su questi numeri. Il fenomeno delle migrazioni sarà certamente uno di quelli più importanti da affrontare negli anni a venire se si pensa che in Africa l'età media della popolazione, oggi, si aggira intorno ai 18 anni (in Italia è quasi 45 anni) e si calcola che nel 2050 i suoi cittadini saranno più che raddoppiati arrivando ad essere oltre 2,5 miliardi. Si calcola che nel mondo un lavoratore su quattro sarà africano.

 

La sfida, quindi, non è a chi riuscirà a chiudersi meglio in se stesso ma a chi riuscirà a governare il fenomeno e volgerlo a suo favore senza paura ma con capacità e visione. Noi italiani possiamo farlo forti anche di un passato da migranti poveri e non amati. Queste vignette lo dimostrano e ci ricordano che "dall'altra parte del mare", poche generazioni fa, c'eravamo noi. 

 

Quando eravamo noi ad attraversare il mare

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