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| 23 nov 2018 | 05:01

Multato un ''piscione'', è guerra aperta contro chi urina all'aperto (specie se straniero). E Manfredi diceva: ''Ma chi so 'sti zozzoni?''

Al cittadino indiano due multe e il Daspo e intanto dal comitato di sicurezza arriva l'ordine di essere inflessibili. Fugatti chiede arresto (non si può) e pugno di ferro. E subito torna alla memoria Pane e Cioccolata dove per una pipì l'immigrato italiano è costretto ad andarsene. Nel film tutti tifavamo per lui ma la realtà italiana, quaranta anni dopo, pare essere molto cambiata 

TRENTO. ''Neghi di aver fatto pipì?''. ''Pipì? Beh quella sì, magari ogni tanto. Ma perché è proibito?''. ''In pubblico sì''. ''Lo credo bene in pubblico''. ''Però c'è chi lo fa lo stesso''. ''Si eh? Ma chi so sti zozzoni?''. ''Vedi un po' tu se lo riconosci''. E' guerra aperta ai ''piscioni'' stranieri. Martedì sera un indiano è stato pizzicato mentre urinava in via delle Orne e all'arrivo dei vigili si è visto staccare due multe da circa 100 euro l'una e il Daspo, ordine di allontanamento dal centro storico di Trento per 48 ore. L'uomo non si strapperà i capelli visto che abita ad Avio ma il messaggio è chiaro: nessuna pietà per i chi fa la pipì in pubblico.

 

Quelli italiani, che sono molti di più, basta farsi un giro in zona palazzo delle Poste o in Piazza Vittoria durante le ''serate aperitivo'' al momento pare non interessino, ma, immaginiamo, il pugno sarà durissimo anche con loro. E, sia ben chiaro, è giusto che la facciano finita perché la cosa è realmente da zozzoni. Certo stupisce un tale accanimento, con tanto d'impiego specifico delle forze dell'ordine, ma si vede che il momento è tranquillo tanto da far diventare la pipì una priorità-

 

Lo è, evidentemente, per il nuovo presidente della Provincia Fugatti (e infatti se ne è parlato anche martedì nella riunione del comitato per la sicurezza) che, da quando è scoppiato il caso del tizio fotografato mentre urinava, sabato sera, ai piedi della chiesa di Santa Maria, ha annunciato arresti (che non si possono fare in questi casi), maggiori controlli e nessuna pietà perché, ha detto, è ''un atteggiamento di maleducazione che non possiamo più sopportare''.

 

 

Ed è così che si è deciso che il Daspo sarà applicato con sempre maggiore frequenza contro chi sporca, offende, lede la cosa pubblica e minaccia la sicurezza della comunità. In particolare il Daspo sarà emesso dal sindaco (e vale per 48 ore di allontanamento da un luogo) e in caso di reiterarsi del reato (un ''piscione'' seriale per esempio) potrà emetterne un altro di 48 ore e a quel punto sarà il questore a poter intervenire con un allontanamento da sei mesi a tre anni.

 

''Abbiamo avuto rassicurazioni dalle forze dell’ordine per gli interventi relativi alla sicurezza in piazza Dante e in Piazza Santa Maria Maggiore – ha detto ieri il presidente della Provincia Maurizio Fugatti al termine del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza tenutosi proprio su questi argomenti – ottenendo una risposta positiva consapevoli dell'impegno quotidiano che questo comporta''.

 

''Va bene, va bene commissario. Pago la multa, pago tutto, me lo taglio. Che devo fare commissario, mica mi caccerete per questo?'' chiedeva Nino Manfredi in Pane e Cioccolata, al commissario della polizia svizzera dopo aver che cercava la scusa giusta per cacciarlo (lo scambio all'inizio dell'articolo è tra loro due GUARDA IL VIDEO). All'epoca l'immigrato pericoloso ed emarginato era l'italiano, andato in Svizzera per cercare fortuna e da quel momento in poi per Manfredi inizia la vita da clandestino tra pollai, solidarietà di altri irregolari come lui, capelli tinti per integrarsi meglio. ''Dovrei rientrare in Italia e chi c'ha il coraggio. Tre anni di promesse signor commissario. Che gli dico a casa, ho fatto pipì?''. Anche a Trento è ''cambiato il vento'' e il modello, adesso, pare essere la Svizzera degli anni '70.

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