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Per far passare una strada a rischio un edificio del XV secolo? Italia Nostra non ci sta: "Non risolve il problema e si 'cancella' un affresco"

Un provvedimento dell'amministrazione per risolvere i problemi di viabilità. Un affresco a rischio e l'associazione per la tutela del patrimonio insorge: "Il progetto non va bene. Chiediamo al governo provinciale un tavolo di confronto per trovare altre soluzioni"

Di Luca Andreazza - 08 febbraio 2018 - 17:00

ROMENO. Il Comune di Romeno ha incassato il via libera provinciale per risolvere la criticità relativa alla strettoia in centro paese. Un progetto che prevede l'abbattimento di un edificio sul lato nord di piazza Romana e affianca la strada statale 43 dir Dermulo-Fondo.

 

Dopo aver ricevuto l'approvazione della variante al Prg (Qui tutta la documentazione), l'amministrazione si è mossa rapida: prima ha acquistato per 348 mila euro l'edificio destinato all'abbattimento.

 

"Un piano - si legge nella delibera - per dare risoluzione alle gravi problematiche di interesse pubblico alla viabilità nel tratto di centro storico per le quali si propone la parziale demolizione e la conseguente ricostruzione arretrata del volume con la previsione di un parcheggio, anche eventualmente interrato, secondo i più attuali principi della ristrutturazione urbanistica".

 

Un'area, questa, che costituisce il punto più critico dell'attraversamento viabilistico di Romeno per la particolare conformità a semicurva della strada che impedisce o rende più insicura la viabilità per le persone che provengono da sud. L'intenzione è quella di procedere attraverso un concorso di idee per trovare le soluzioni più idonee

 

Questo intervento nel centro storico di Romeno preoccupa però Italia Nostra per il valore storico, architettonico e identiario dell'immobile. "Questo edificio - spiega Beppo Toffolon, presidente dell'associazione nazionale che tutela il patrimonio italiano -  sorge nel cuore dell'abitato, lungo l'antica via di collegamento dell'Alta Anaunia, nei pressi della casa natale del famoso pittore Giovanni Battista Lampi, ritrattista di Caterina II di Russia". 

 

Un valore certificato dai due affreschi a soggetto sacro presenti sul fronte principale, al primo piano, dell'edificio che esiste già dal XV secolo. L'immobile in età rinascimentale è stato poi sopraelevato e abbellito con portali archivoltati e finestre con cornici di pietra, mentre in età barocca è comparso un affresco votivo raffigurante San Nicolò e San Giovanni Battista in adorazione della Madonna dell'Aiuto, eseguito da Matthias Lamp nel 1747.

 

"Un edificio - evidenzia il presidente di Italia Nostra - che ha subito inopportune alterazioni novecentesche e si trova ora in stato di abbandono e degrado. Il noto linguista e etnografo svizzero Paul Scheuermeier documentò la casa di Romeno, su lastra fotografica, nel giugno del 1921, definendola casa tipica con la porta d'ingresso con rampa, pónt, sormontata da un balcone e un solaio (Scheuermeier, Il Trentino dei contadini 1921‐ 1931, a cura di Giovanni Kezich, 1995)".

 

L'edificio in questione è quindi tra le più antiche abitazioni dell'intera Anaunia, e presenta tutte quelle 'peculiari qualità dell'architettura minore montana' individuate da Mario Cereghini oltre  mezzo secolo fa (Architetture tipiche del Trentino, 1966, p. 214). 

 

Il Comune cerca invece di accelerare quale "ultimo tentativo - si legge nella delibera - di sostituirsi all'inerzia dei proprietari che da circa un decennio non hanno ritenuto dar corso alle iniziative di riqualificazione già operative sul piano programmatico". L'amministrazione intende parzialmente demolire l'edificio per una ricostruzione arretrata di volume, mentre l'affresco sarà staccato per il restauro e quindi ricollocato. 
 

Una scelta questa non piace all'associazione. "Anziché provvedere al restauro - prosegue Toffolon - il Comune intende demolirlo per allargare la carreggiata: intervento inefficace sul piano viabilistico per la presenza, pocp più avanti, di analoghe strettoie. Una soluzione sarebbe la limitazione del traffico e la sua deviazione all'esterno del nucleo storico. Sarà però necessaria l'autorizzazione della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento, in quanto il bene è assoggettato alle specifiche disposizioni di tutela".  

 

Limitatezza del provvedimento per la particolarità della strada evidenziate anche da altri privati, ma in seduta di delibera questa nota è stata cassata. "E' un bene da salvare - dice il presidente - in quanto l'immobile, seppur modificato nel tempo, costituisce un esempio significativo dell'architettura 'rustico‐signorile' delle Valli del Noce, degno di essere catalogato tra le 'invarianti' previste dal Pup come paesaggio rappresentativo. Il bene va dunque dichiarato di interesse storico‐artistico, demo‐antropologico, conservato e restaurato".

 

Un piano che secondo Italia Nostra rappresenta l'ennesima 'cancellazione' della storia e della memoria, così come "di alterazione - conclude Toffolon - degli insediamenti storici del Trentino. La nostra richiesta al governo provinciale è quella di una costituzione urgente di un Tavolo permanente di confronto sulle trasformazioni dei centri storici tra Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio, Soprintendenza per i beni culturali e Osservatorio del Paesaggio trentino e d'inserire tra gli esperti delle Commissioni per la Pianificazione Territoriale e il Paesaggio delle Comunità di Valle un funzionario della Soprintendenza per i beni culturali".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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