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''Progetto sbagliato, siamo preoccupati: il Comune batta un colpo'', il ''No'' di TrentoinBici alla ciclabile Trento Nord-Valsugana

La querelle riguarda la nuova ciclabile di collegamento verso Ponte Alto e la Valsugana. Un progetto depositato dalla Provincia che lascia fino al 15 novembre per le eventuali osservazioni, poi si passa a espropri e cantiere. Pegoretti: "Abbiamo un piano B per partire dal centro storico: troppi errori di metodo"

Di Luca Andreazza - 08 novembre 2018 - 12:53

TRENTO. La Provincia suggerisce, il Comune tentenna e allora l'amministrazione provinciale decide, giustamente, si impone davanti al ritardo di Palazzo Thun, colto di sorpresa davanti allo stato di avanzamento della progettazione della Pat. 

 

La querelle riguarda la nuova ciclabile di collegamento verso Ponte Alto e la Valsugana. Un progetto depositato dalla Provincia che lascia fino al 15 novembre per le eventuali osservazioni. Un piano che però mette in allarme diverse associazioni, TrentoinBici e Fiab in testa, ovviamente da sempre sensibili riguardo il tema della mobilità sostenibile e le ciclovie.

 

L’obiettivo del progetto è collegare Trento a Caldonazzo e quindi la zona laghi. La scelta è quella di utilizzare la ex statale 47 delle Laste per una lunghezza di 3,64 chilometri con via dalla località Centochiavi in direzione Martignano, rotatoria San Donà e galleria Ponte Alto fino a Caldonazzo. Il costo previsto è di 1,65 milioni di euro.

 

"E' evidente il problema di metodo - commenta Massimo Pegoretti, portavoce di TrentoinBici - un progetto calato dall'alto, mai visto da nessuno prima del deposito. Ora la Provincia vorrebbe procedere con gli espropri e cantierare tutto, ma siamo preoccupati per una nuova ciclabile che rischia di essere poco attrattiva e fruibile in quanto si prefigge di collegare la Valsugana dai Solteri, quando sembra ovvio che dovrebbe partire dal centro storico per interessare tutti".

 

Un'amministrazione comunale che si è arenata e corre il rischio di scivolare davanti a una materia nelle corde della maggioranza, soprattutto tra le fila del Partito democratico, dove la mobilità è spesso portata come bandiera.

 

Ci aveva pensato Michele Brugnara, consigliere in quota Pd-Psi, a provare a fare chiarezza con Paolo Biasioli, all'epoca vice sindaco, non appena arrivato a conoscenza del progetto della Provincia per chiedere uno studio di fattibilità per potenziare la mobilità ciclistica con un percorso con forte attrazione storico-culturale, ambientale e turistica. 

 

Un documento sottoscritto a larghissima maggioranza, da Cantiere Insieme Trento, da Gruppo misto a centrodestra e Movimento 5 stelle. Discussa e approvata quasi all'unanimità l'11 settembre scorso, la mozione però non è ancora stata attuata e la deadline della Provincia si avvicina. 

 

"Chiediamo di redigere questo studio di fattibilità - prosegue il portavoce - per un percorso alternativo che possa valorizzare veramente l'utilizzo delle bici nel quotidiano, anche per raggiungere il posto di lavoro".

 

Come anticipato, il percorso proposto dalla Provincia vuole raggiungere la Valsugana dai Solteri, ma sono tante le criticità messe in luce dalle associazioni. "I turisti che arrivano da Nord - dice Pegoretti - non prenderanno in considerazione questo percorso. Ma ci sono anche problemi sostanziali, quali  il transito adiacente le strade destinati ai mezzi infiammabili, ai quali è vietato l’attraversamento delle gallerie di Martignano e l’inquinamento lungo la salita, oltre alla scarsa sicurezza in galleria".

 

Non solo. "La partenza della ciclabile - aggiunge il portavoce - è lontana dalla stazione e mancherebbe un collegamento con la rete ciclabile cittadina. La pendenza nel primo tratto è del 12%. Il progetto inoltre si innesta sul percorso del Ring tramvia elettrica circolare: andare avanti vorrebbe dire posare una pietra tombale sul Ring. Resta inoltre una soluzione di difficile attuazione".

 

Ma le associazioni quali TrentoinBici e Fiab avrebbero un'altra visione, per così dire un piano B. "Si deve partire dal centro e risalire verso via Grazioli. La ciclabile di corso III Novembre - spiega l'associazioneper raggiungere l'ospedale è ormai satura. Questo percorso sarebbe fruibile da cittadini e turisti, ma anche diventare una valvola di sfogo per arrivare al Santa Chiara".

 

L'idea è insomma quella di una ciclabile che raggiunga Ponte Alto e sia comoda anche per gli spostamenti quotidiani dei cittadini da e per la collina. 

 

"Tra le ipotesi - prosegue TrentoinBici - quella di realizzare anche un parcheggio di assestamento al ponte Lodovico che possa servire l'Orrido, dove attualmente ci sono pochissimi stalli. Non è vero che si deve agire anche per sbalzi come per la ciclabile sul Garda a Limone e le pendenza sono simili a quelle del progetto della Provincia. Non dobbiamo dimenticare che ormai le bici elettriche sono una realtà e i dislivelli non sono più così impossibili da superare".

 

Il rischio è poi quello di vedere un progetto che si sdoppia. "Prima l'amministrazione comunale dice che non ci sono soldi a bilancio e poi prendono in considerazione la possibilità di realizzare entrambi i tracciati - conclude Pegoretti - ma basta quello che parte da Trento. E' fondamentale fare sintesi. Anche la circoscrizione Argentario appoggia la nostra proposta. Speriamo di poter incontrare a breve il neo assessore Alberto Salizzoni per fare il punto e riuscire a sbloccare l'impasse, prima di dover intraprendere altre azioni come la raccolta firme".

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