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Riqualificazione Piazza Mostra, c'è chi dice ''no'' ma i grandi dell'architettura (e non solo) non ci stanno: ''Si ridarà dignità alla piazza''

Italia Nostra e Fai si erano opposte a tutto (dal progetto vincitore, a chi ha deciso e anche al procedimento di scelta) e avevano raccolto una cinquantina di firme per bloccare tutto. Ora ne arrivano oltre 120 di presidenti di fondazioni (Alto Adige, Torino, Belluno Dolomiti), docenti universitari di tutto il mondo, figure della cultura, storici, architetti e anche Renato Bocchi che chiedono di andare avanti

Di Luca Pianesi - 03 agosto 2018 - 13:31

TRENTO. I big dell'architettura e della cultura, non solo del Trentino, scendono in campo per dare un futuro a Piazza Mostra, a Trento e per chiedere al Comune di non cedere a chi dice sempre ''no''. Sono oltre 120 le firme raccolte e tantissime altre ne stanno arrivando in queste ore per dire all'amministrazione comunale di Trento ''andate avanti, non affossate il concorso di progettazione" della piazza posta davanti al Castello del Buonconsiglio, come invece vorrebbero fare Italia Nostra e Fai e i 54 firmatari di un documento con il quale, una settimana fa, hanno chiesto all'amministrazione comunale proprio di sospendere tutto.

 

"Troppo cemento - spiegavano Italia Nostra e Fai - il progetto vincitore ignora completamente la storia di Piazza Mostra'' e poi la critica a chi lo aveva selezionato: "La giuria che ha scelto questo progetto è composta in buona parte da personale di provenienza amministrativa, senza competenze specifiche. Inoltre, i punteggi assegnati dai cinque giurati al progetto sono esattamente uguali, ad indicare un possibile influenzarsi reciproco, forse per non scontentare nessuno". Insomma una critica a chi ha vinto (che per la cronaca è stato Michele Andreatta), a chi ha fatto la scelta e, questa la paura più grande, anche allo strumento utilizzato, quello del concorso di progettazione (ritenuto "l’unico ed il solo strumento - scrive la carica dei 120 - a disposizione dell’Amministrazione Pubblica che consente di affidare incarichi di progettazione secondo criteri di qualità")

 

Per chiedere, invece, all'amministrazione di non cedere ma di proseguire per la sua strada sono scese in campo davvero delle figure di primissimo piano: per primo citiamo Renato Bocchi, professore di composizione architettonica e urbana della Iuav (Università di architettura di Venezia) e storico, ma soprattutto autore di un libro "Analisi dell'evoluzione della struttura urbana di Trento fino al secolo XVI" che è considerato il vero punto di riferimento di tutti gli architetti e gli studiosi che guardano al passato, al presente e al futuro dell'urbanistica cittadina. Insomma uno che se davvero il progetto finisse per snaturare la piazza sarebbe tra i più titolati a dirlo.

 

Poi ci sono Carlo Calderan (Presidente Fondazione Architettura Alto Adige), Alessandro Cimenti (Presidente Fondazione Architettura Torino), Angelo Da Frè (Presidente Fondazione Architettura Belluno Dolomiti), Daniela Turazza (Segretaria Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti di Firenze), Alberto Winterle (già presidente dell'ordine degli architetti trentini e Presidente Associazione Architetti Arco Alpino) e Simone Sfriso, TAM Associati (Curatore Padiglione Italia Biennale Venezia 2016). Ci sono docenti che insegnano in prestigiose università internazionali (dalla University of London al Politecnico di Milano, dalla Iulm di Venezia alla Sapienza di Roma e poi Boston e Princton passando per Ferrara e Innsbruck) e figure del territorio (giornalisti, artisti, c'è il regista Andrea Pallaoro, c'è Claudia Marchesoni Responsabile Cultura Istituto Mocheno, Giulia Pietroletti Presidente Consulta Genitori Scuole Sanzio, Carla Esperanza Tommasini, Direttrice artistica Pergine Spettacolo Aperto).

 

E poi ci sono gli architetti: giovani, meno giovani, affermati e che si affermeranno. Tra loro spiccano Giovanni Leo Salvotti De Bindis e Giovanni Marzari che molto hanno lavorato anche sul tema del contemporaneo/moderno e che conoscono bene Trento. Marzari, per esempio, ha restaurato le Scuole Elementari Sanzio mentre Salvotti è ritenuto un "maestro del moderno".

 

"Difendiamo e sosteniamo un’iniziativa che, dopo decenni di stallo, riconferirà dignità e qualità a Piazza della Mostra - scrivono i firmatari in un passaggio del documento - e restituirà finalmente uno spazio pubblico dimenticato alla comunità cittadina. Siamo convinti che il risultato del concorso vada difeso, a prescindere dal giudizio individuale. Le città cambiano ed è naturale che tale metamorfosi sia soggetta ad un processo di critica, consenso o nostalgia. E’ necessario però superare le singolarità e le parzialità, abbandonando il gioco dialettico tipicamente italiano che conduce ad un continuo fare e disfare e che finisce inevitabilmente col produrre il nulla. Azioni come quelle intraprese dall’associazione Italia Nostra non aiutano a far crescere culturalmente una comunità e non stimolano la città e i suoi amministratori a perseguire quegli interventi necessari per migliorare lo spazio urbano". Noi lo dicevamo già due mesi fa: chi critica dovrebbe farlo con progetti alternativi alla mano. Dire ''no'' e basta non serve.

 

 

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