Richiedenti asilo, l'allarme: ''Senza assistenza psicologica rischio di gravi ricadute che potranno coinvolgere il contesto sociale prossimale''
A comunicarlo l'Osservatorio sul Campo di Marco e il Comitato per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto. ''Sconcertati per la decisione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che ha stabilito, in base alle disposizioni del Ministero dell’Interno, il taglio o la riduzione, entro poche settimane, dei servizi che in questi anni hanno indubbiamente ottenuto eccellenti risultati''

TRENTO. ''Verranno esacerbate le loro condizioni psicofisiche provocando gravi ricadute che potranno coinvolgere il contesto sociale prossimale''. I cittadini e le associazioni del Comitato per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto e dell’Osservatorio sul Campo di Marco non hanno dubbi. Il cosiddetto decreto sicurezza avrà conseguenze pessime sia dal punto di vista umanitario che della sicurezza stessa e le conseguenze si cominceranno ad avvertire anche in Trentino vista la circolare inviata agli operatori del settore dell'accoglienza, martedì sera (e del quale vi abbiamo dato notizia QUI ARTICOLO).
''Le nuove disposizioni ministeriali - scriveva il dirigente generale Fedrigotti - escludono la possibilità di realizzare servizi quali i corsi di lingua italiana e cultura italiana, l'orientamento al lavoro, la relazione di comunità e anche il sostegno psicologico" facendo passare le risorse per l'accoglienza da 35 euro a persona a 25 (di fatto restringendo solo al vitto e all'alloggio). E chi si occupa di questi temi e conosce bene la materia, come l'Osservatorio sul Campo Marco e il Comitato per la pace e i diritti umani, esprime sconcerto ''per la decisione del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti - spiegano - che ha stabilito, in base alle disposizioni del Ministero dell’Interno, il taglio o la riduzione, entro poche settimane, dei servizi che in questi anni hanno indubbiamente ottenuto eccellenti risultati nell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale''.
E si soffermano su quella che è una delle voci meno scontate e considerate: quella dell'assistenza psicologica. ''Proprio su questo sostegno psicologico noi vorremmo soffermarci - comunicano -. Le persone riconosciute vulnerabili perché mostrano i segni e i disturbi provocati dai gravi traumi subiti quali sfruttamento, violenze e aggressioni di varia natura compresa quella sessuale, malnutrizione, impossibilità di essere curati, umiliazioni psicofisiche, detenzione e respingimenti, richiedono indiscutibilmente interventi di assistenza, riabilitazione e cure adeguate. E’ bene considerare che molte persone, per motivi di carattere umanitario, hanno legittimamente ottenuto il diritto a soggiornare nel nostro paese. Tali motivi corrispondono ad obblighi di protezione determinati dalle nostre norme costituzionali, da convenzioni internazionali e dai trattati per il riconoscimento dei diritti umani''.
''Evidenziamo che studi di psico-traumatologia hanno dimostrato come le percentuali più elevate e le forme acute di disturbo da stress post-traumatico si riscontrino là dove le persone vulnerabili, nel paese ospitante, non trovino forme adeguate e rassicuranti di accoglienza - spiegano ancora - o arrivino a subire una forma di ritraumatizzazione per trattamenti inumani e degradanti, nonché per la detenzione in centri di espulsione. Il decreto Sicurezza annullerà anche ogni forma di tutela per queste persone, esacerbando le loro condizioni psicofisiche e provocando gravi ricadute che potranno coinvolgere il contesto sociale prossimale. Si rischia così di annullare ogni sforzo affrontato insieme a loro per avviarsi verso una nuova necessaria speranza di vita''.
''La cancellazione di forme di cura e tutela per offrire nuova speranza di vita è un forte sconcerto anche per coloro che, con impegno e dedizione, hanno operato, ottenendo esiti positivi, sia come incaricati dalle istituzioni provinciali che come volontari, e ora dovrebbero adeguarsi a tali disposizioni. Ad ogni modo - concludono - le conseguenze di queste decisioni sarebbero molteplici, non ultime le possibilità di occupazione da parte di centinaia di operatori del settore finora espletate. L’unica certezza è che così non sarà possibile nessuna protezione e nessuna sicurezza per i cittadini e ancor meno per i richiedenti asilo''.
E proprio per studiare e capire i contenuti della nuova legge Salvini i due gruppi si sono dati appuntamento martedì 18 dicembre nella Sala Conferenze Fondazione Caritro di Piazza Rosmini – dalle 18 alle 20 – per un momento di informazione e confronto, con l’aiuto della relazione dell'avvocato Paolo Cognini e con il commento del magistrato Pietro Chiaro. Un appuntamento inserito nella celebrazione della Giornata internazionale dei migranti promossa dall'ONU.














