Contenuto sponsorizzato
| 13 giu 2022 | 06:01

Carenza dei medici in Trentino, soffre anche il centro di salute mentale: ''Operativi la metà degli operatori. E la notte ad Arco coperta dai professionisti da Rovereto''

Molti i reparti in Trentino in difficoltà tra turni lunghi, scarso ricambio delle forze e un personale costantemente sotto pressione: "La sanità non può essere privatizzata ma in questo momento i servizi vengono portati avanti sulla pelle dei cittadini e del personale in prima linea. La reperibilità ad Arco coperta dai medici di Rovereto con ingaggio dimezzato rispetto all'avviso andato a vuoto"

Carenza dei medici in Trentino, soffre anche il centro di salute mentale: Operativi la metà degli operatori

TRENTO. "Se non arrivano altri professionisti nel mese di agosto, ci sarà a organico la metà degli operatori previsti". Queste le parole di un dirigente medico (che non vuole rivelare la propria identità per il timore di incorrere in sanzioni da parte di Apss). "Inoltre mancano medici per la reperibilità all'ospedale di Arco: nessuno ha risposto all'avviso con un'offerta di 200 euro per svolgere il turno e così hanno preso quelli di Rovereto, pagati con un extra di 100 euro, la metà rispetto all'offerta iniziale".

 

Il sistema sanitario trentino appare alle corde. Tanti i primariati scoperti e una carenza degli organici che si ripercuote sempre di più sull'organizzazione degli ospedali. A soffrire la medicina d'urgenza e il pronto soccorso di Trento, ma anche molti altri reparti sembrano boccheggiare tra turni lunghi, scarso ricambio delle forze e un personale costantemente sotto pressione e alle prese con i riflessi della prolungata emergenza Covid con ferie e riposi ridotti per molti mesi, più casistiche da affrontare e attività programmate sospese e da recuperare.

 

A finire in difficoltà anche il centro di salute mentale di Trento e di Rovereto; complicatissima la situazione anche all'ospedale di Arco. Solo Cles e Pergine sembrano reggere meglio con gli organici a regime. "Nella città della Quercia - dice il dirigente - sono andati via tra pensionamenti e scelte personali diversi medici; stessa situazione nel capoluogo con il primario che dirige a scavalco tra i due poli ospedalieri. La forza lavoro rischia di essere dimezzata se non viene pubblicato entro fine mese un avviso di trovare medici e specializzandi: bisogna vedere in quanti rispondono".

 

Un avviso dell'Apss di ricerca personale c'è e va in scadenza entro fine mese. Pensionamento che si avvicina intanto anche per un altro professionista. "Sarei stato disponibile a fermarmi qualche mese in più - aggiunge - ma il clima è ormai appesantito. Le scelte e le decisioni aziendali non aiutano a voler spendersi oltre il dovuto. Tanti i colleghi che sono usciti dal mercato del lavoro non appena si è presentata l'occasione. Molti anche i giovani che hanno preferito cambiare Regione per intraprendere un'altra esperienza e svolgere altrove la propria carriera".

 

Insomma, il personale di servizio più anziano non si ferma e il rischio è quello che i nuovi ingressi vengano travolti dalla mole di lavoro, come segnalato a Il Dolomiti dai medici di medicina generale. "La situazione non è semplice, bisogna vedere se qualche professionista già formato oppure qualche specializzando decide di rispondere ai bandi. Un giovane in fase di conclusione dei percorsi di studio necessita naturalmente di tempo per completare la formazione e entrare nei meccanismi: se vengono lanciati al fronte senza un accompagnamento si mette a rischio la loro passione. Il team di lavoro deve essere solido per mettere tutti nelle migliori condizioni possibili a vantaggio poi della popolazione a cui si rivolge in definitiva il servizio".

 

Se gli operatori di Trento e Rovereto sono chiamati a stringere i denti, ancora più complessa la situazione di Arco. "Non ci sono più medici di reperibilità. L'azienda - spiega il dirigente - ha pubblicato un avviso con un'offerta di 200 euro per turno. Nessuno si è messo a disposizione, allora sono stati obbligati quelli della città della Quercia e per coprire le notti vengono pagati 100 euro a turno. Un problema risolto attraverso un ordine di servizio, un'anomalia sulla contrattazione sindacale. Una deroga che svende la professionalità, crea malumore, peggiora l'ambiente lavorativo e aumenta lo stress".

 

Le soluzioni, però, non sembrano dietro l'angolo. Si può solo cercare di tamponare la carenza degli organici. "C'è stato un errore di pianificazione - evidenzia il dirigente medico - il boom di laureati in medicina aveva portato a prevedere dei numeri chiusi per accedere ai percorsi di studio e adesso con i pensionamenti si è creato un imbuto; ora i numeri vengono aumentati ma ci vogliono almeno 5 anni per uscire da questo impasse. A questo si aggiunge la sempre minor attrattività del sistema sanitario trentino: i giovani non si fermano e i medici si rivolgono anche a Bolzano per trovare un trattamento migliore, una maggiore umanizzazione e umanità della professione". 

 

Un sistema in affanno con gli operatori che lamentano il poco coinvolgimento nelle scelte strategiche, il peso della troppa burocrazia e le tante preoccupazioni per le responsabilità legali (Qui articolo). Intanto si cerca di porre rimedio con la libera professione e l'ipotesi di chiamare medici dall'Argentina (Qui articolo). 

 

"La volontà di puntare sull'ospedale policentrico è un messaggio fuorviante: servirebbe il coraggio di raccontare quale è la situazione e trovare soluzioni strutturali. La sanità non può essere privatizzata ma in questo momento i servizi vengono portati avanti sulla pelle dei cittadini e del personale in prima linea. Se non si affrontano questi nodi e si torna a investire per un sistema solido e attrattivo si mette a rischio la qualità complessiva dell'offerta", conclude il dirigente medico.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 06 agosto | 06:55
Già a partire dalle scorse ore sul posto sono al lavoro diversi escavatori per rimuovere le ingenti quantità di fango e detriti. Inoltre [...]
Cronaca
| 06 agosto | 06:00
“La determinazione personale è una qualità. Ma ai cittadini non serve sapere quanto il direttore sia disposto a resistere: serve sapere cosa [...]
Cronaca
| 06 agosto | 06:38
C'è il via libera del Governo alla riforma altoatesina: cosa cambia?
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato