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''I medici di famiglia effettuano ogni mese 245 mila visite ambulatoriali'', il comparto soffre: ''Ma in arrivo nuove e innovative soluzioni pianificate con Apss e Pat''

Il segretario della Cisl medici, Nicola Paoli: "La curva pensionistica dei nostri medici per gli anni 2020/2027 prevedeva già dieci anni fa il calo demografico dei professionisti nell'intera Italia e, seppur da noi stimolati, la parte pubblica non si è mossa. Ora in arrivo soluzioni concertate con Azienda sanitaria e Provincia"

Di Luca Andreazza - 02 luglio 2022 - 21:39

TRENTO. "I medici di famiglia in Trentino effettuano in media ogni mese 245 mila visite ambulatoriali e c'è un enorme lavoro a carico delle guardie mediche". Queste il commento di Nicola Paoli, segretario della Cisl medici. E' un momento che appare complicato per il comparto sanità del territorio. Una carenza di professionisti in tantissimi reparti e diversi reparti in sofferenza. Si cerca di parare il colpo ma i bandi vanno spesso deserti e così si ricorre alla libera professione oppure si ipotizza il ricorso alle cooperative. 

 

A questo si aggiungono ritardi nell’erogazione delle prestazioni, a partire da quelle con codici Rao urgenti ("Servono fino a 56 giorni - ha spiegato l'assessora Stefania Segnana - impennata di richieste per forzare le liste di attesa"). Un servizio in difficoltà è quello del pronto soccorso: il personale è ridotto e messo ulteriormente sotto pressione dall'elevato numero di accesso, spesso per necessità catalogate come non urgenti: il 57% circa degli ingressi nelle sette strutture provinciali hanno codice bianco o codice verde: 48.597 su 86.361 accessi (dati 1 gennaio-31 maggio). La percentuale più alta di accessi in codice rosso viene registrata a Trento (3,1%), mentre quella più bassa si attesta al pronto soccorso di Arco (0,6%).

 

"Le ipersollecitazioni di internet alla popolazione e il periodo di chiusura per Covid, ha generato, fuori da ogni nostra normativa - aggiunge Paoli - la percezione che bastasse ordinare visite specialistiche certificati di malattia, così come la possibilità di svolgere esami inviando sms, mail e whatsapp, ricorrendo poi direttamente ai pronto soccorso per ricevere soprattutto gli accertamenti strumentali che i Rao non permettono più in tempi rapidi".

 

Quella dei medici di base è un'attività che rappresenta il primo presidio sanitario, operatori in prima linea anche nel corso delle varie fasi dell'epidemia Covid. Ma questi professionisti sono sempre meno e con un'età media sempre più alta. I bisogni sono cambiati e il quadro presenta più criticità rispetto al passato, spesso aspetti legati all'aumento dell'età media della popolazione e dell'aspettativa di vita che rende le cure e i quadri clinici ancora più complessi e delicati. Ma alcune zone scoperte o chiedono maggiore attenzione, come nelle scorse ore il Comune di Avio (Qui articolo). Preoccupazione anche a Mori per la prospettiva di un pensionamento di 4 medici e l'assenza ancora di sostituti. 

 

"La curva pensionistica dei nostri medici per gli anni 2020/2027 - evidenzia Paoli - prevedeva già dieci anni fa il calo demografico dei professionisti nell'intera Italia e seppur da noi stimolati, la parte pubblica non si è mossa. Per quanto riguarda poi il modello sviluppato da questa Provincia per la copertura della medicina generale, evidenziamo che le difficoltà in cui si stava dibattendo la medicina generale sono state prese in considerazione immediatamente già due anni fa a Roma, ai tavoli di contrattazione nazionale laddove si sono trovate le soluzioni strutturali che si potranno vedere nei prossimi anni, dato che il nuovo decreto sugli standard della medicina territoriale è stato pubblicato negli scorsi giorni".

 

L'attesa per l'entrata in vigore del provvedimento è per il prossimo 7 luglio con l'ok di tutte le Regioni (compreso il Trentino) con l'esclusione della Campania. Entro gennaio 2023 la Pat è chiamata così ad adeguare l'organizzazione territoriale, in considerazione del proprio Statuto e delle proprie risorse economiche. "Si è partiti già da sei mesi per sviluppare questo modello nuovo e innovativo, che si aggancia al Pnrr per la messa in sicurezza economica e burocratica dei medici di medicina generale. Il progetto prevede la presenza di un medico nei gruppi integrati e nelle reti locali territoriali, ma anche di personale di studio indennizzato completamente da Apss, cosi come per il nostro personale infermieristico e le infermiere generiche eventuali per le patologie croniche".

 

Il presidente dell'Ordine dei medici, Marco Ioppi, a Il Dolomiti ha parlato di una criticità "dettata dal fatto che un cittadino fatica magari a trovare una risposta nel medico di famiglia: una categoria oberata e poco sostenuta, senza considerare le tante zone scoperte. Servono operatori che facciano continuità assistenziale reale, ma i professionisti si trovano solo se diventi competitivo" (Qui articolo). 

 

E queste decisioni, partite con le trattative a Roma, dovrebbero essere un modo per cercare di risolvere i problemi legati all'accesso nei pronto soccorso, ospedale Santa Chiara in primis, e la criticità degli "accessi impropri" (cioè non urgenti che dovrebbero essere gestiti in modo più aderente al territorio). E qualcosa sembra muoversi, sostiene la Cisl medici. 

 

"Queste azioni - spiega Paoli - hanno già reso possibile per i medici di famiglia l'accettazione di spostarsi nelle valli, così come di avere ambulatori tutti gratis. Inoltre si procede a collegare gli hub agli spoke di prossimità dal punto di vista digitale con i macchinari strumentali. E' stato definito poi l'utilizzo del teleconsulto e si procede all'attuazione della telemedicina come inserito nel contratto provinciale di due anni fa: questo consente di andare incontro ai liberi professionisti, pochi e mal pagati, e di avere un ulteriore filtro dei codici bianchi e verdi nei pronto soccorso".

 

Si vedrà se la riorganizzazione della sanità sarà in grado di invertire il trend. "C'è una grande collaborazione tra il sindacato e i vertici di Apss e Provincia, rispettivamente con Antonio Ferro e l'assessora Stefania Segnana. Quanto alla dirigenza medica, ci risulta che il personale aumenta di anno in anno. Ci sono difficoltà ma le risposte dalle istituzioni sono rapide, serie e puntuali. Inoltre Apran proprio in questi giorni dovrebbe aprire alla contrattazione del triennio economico per recepire quanto già disposto a Roma", conclude Paoli.

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