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Tagli da 5 milioni alla cooperazione internazionale, le associazioni: ''Speriamo di avere un confronto. Propongono meccanismi mai visti in Europa e in Italia''

Se le opposizioni politiche sono subito intervenute per manifestare un grande sconcerto per il taglio da 5 milioni di euro, le associazioni sono uscite frastornate nel leggere il provvedimento. "Non vogliamo fare polemica - dice Anzi - ma la richiesta è quella di confrontarsi con l'assessore e il servizio perché la delibera lascia ancora molti aspetti da chiarire

Di Luca Andreazza - 25 aprile 2019 - 19:42

TRENTO. "Siamo molto preoccupati perché in questo modo mettono in difficoltà l'intero settore senza efficientare nei fatti nulla", queste le parole di Francesca Anzicoordinatrice di Gtv-Gruppo trentino di volontariato e nel cosmo di FArete del Trentino (Qui articolo), un coordinamento che raggruppa una settantina di associazione che ruotano intorno ai progetti di cooperazione internazionale dopo la delibera della giunta provinciale. 

 

E' arrivato l'indirizzo della giunta in materia cooperazione internazionale (Qui articolo). Oltre i canonici 90 giorni (Qui articolo) che l'assessorato di Achille Spinelli si era riservato per approfondire il tema della cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale nella delibera del 21 dicembre scorso per sospendere la presentazione delle domande per i progetti (Qui articolo), sono state delineate le linee di lavoro e le priorità.

 

E se le opposizioni politiche sono subito intervenute per manifestare un grande sconcerto per il taglio da 5 milioni di euro (Qui articolo), le associazioni sono uscite frastornate nel leggere il provvedimento. "Non vogliamo fare polemica - dice Anzi - ma la richiesta è quella di confrontarsi con l'assessore e il servizio perché la delibera lascia ancora molti aspetti da chiarire".

 

Nel mirino il dover aumentare la quota di finanziamento della parte privata pari a quello messo a disposizione da piazza Dante e il taglio da circa 5 milioni di euro. "Non è chiaro come valutino le risorse - prosegue la coordinatrice - mentre anche la quota a carico dei privati è difficile da recuperare in tempi brevi sulla singola progettualità: si potrebbe valutare l'ammontare delle risorse private a livello di bilancio annuale dell'associazione, ma pensare che sul singolo progetto possa esserci compartecipazione 50% sul singolo progetto del privato è irreale, specialmente se si pensa al contesto Trentino".

 

La riforma del sistema di sostegno pubblico al settore che la giunta intende promuovere prevede l’associazione non può avere attivi più di due progetti in contemporanea nella stessa annualità e non può ottenere, in qualità di capofila, finanziamenti della Regione Trentino Alto Adige a valere sullo stesso progetto o sulle stesse tipologie di attività progettuali.

 

"I progetti - aggiunge Anzi - spesso sono lunghi e questo criterio non permette di sviluppare iniziative ad ampio respiro che prevede anche step graduali. La Provincia dice che si è ispirata a linee guida europee e nazionali, ma sinceramente sono meccanismi che non abbiamo mai visto applicati in nessuna realtà del settore". 

 

I fari si accendono anche sull’inserimento del servizio attività internazionali nella lista delle strutture esposte a maggior rischio di corruzione. "Si tagliano i contributi - commenta la coordinatrice - ma ci chiedono di aumentare i costi di gestione tra burocrazia, fidejussioni e altri aspetti. La sensazione è quella che l'intenzione è quella di mettere in difficoltà il settore".

 

Un settore davvero strategico per il Trentino, quello della cooperazione internazionale, tanto da riservare una quota non inferiore allo 0,25% delle entrate annuali facendolo riconoscere a livello internazionale per i tanti interventi portati avanti. A questo si aggiunge che gli aiuti umanitari si sono trasformati in passato in collaborazioni di sviluppo bilaterale.

 

E se la decisione della Provincia è legittima, le associazioni coinvolte si sono mostrate preoccupate a più riprese per l'assenza più che altro di segnali, indicazioni e un confronto (Qui articolo). La cooperazione internazionale garantisce, infatti, al Trentino una grande autorevolezza e credibilità internazionale. Al punto che dalla nostra Provincia possono partire iniziative di politica estera. Tra gli altri si sono bloccati intanto anche alcuni piani in ormai avanzato stato di approvazione per interventi in Brasile e Africa sub-sahariana, ma anche in Trentino.

 

"E' davvero un peccato poi aver praticamente cancellato i progetti di cittadinanza globale. La raccolta differenziata nelle scuole per esempio - conclude Anzi - è stata sviluppata anche per l'intervento e le iniziative delle associazioni del settore nelle scuole con campagne di sensibilizzazione e percorsi ad hoc. Un comparto che agisce sul doppio binario, quello internazionale, ma anche quello locale, come vuole l'Agenda di sviluppo sostenibile 2030 dell'Onu".

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