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Stop alla cooperazione internazionale, il coordinamento di 67 associazioni: ''Accelerate, si mettono a rischio anni di relazioni costati fatica e impegno''

Tutto è ancora fermo dopo la delibera del 21 dicembre per approfondire la materia. A circa 30 giorni dalla deadline, inizia a serpeggiare un po' di preoccupazione tra le associazioni per l'assenza di segnali. Bloccati anche alcuni piani in ormai avanzato stato di approvazione per interventi in Brasile e Africa sub-sahariana, così come in Trentino. 

Di Luca Andreazza - 28 febbraio 2019 - 13:12

TRENTO. "Siamo disponibili a dialogare, ma anche fortemente preoccupati per il futuro della sinergia pubblico-privato sociale", queste le parole di FArete Trentino, il coordinamento delle associazioni che ruotano intorno ai progetti di cooperazione internazionale bloccati dalla nuova giunta provinciale per approfondire meglio la questione. 

 

"I dubbi - aggiunge il coordinamento - non sono stati fugati dall'incontro in assessorato. Resta l’incognita rispetto agli strumenti di finanziamento, sui nuovi criteri di accesso ai fondi e sulle tempistiche necessarie per rendere operative queste novità. Iniziano anche a farsi sempre più insistenti le richieste di chiarimento di soci, volontari, partner in loco e destinatari per le attività progettuali in programmazione e per il futuro delle stesse organizzazioni".

 

Il tema della cooperazione internazionale è un settore davvero strategico per il Trentino, tanto da riservare una quota non inferiore allo 0,25% delle entrate annuali facendolo riconoscere a livello internazionale per i tanti interventi portati avanti.

 

Aiuti umanitari che nel tempo si sono trasformati in collaborazioni di sviluppo bilaterale. La cooperazione internazionale garantisce al Trentino una grande autorevolezza e credibilità internazionale, tanto che dalla nostra Provincia possono partire iniziative di politica estera.

 

Ma tutto è ancora fermo. La Provincia nella delibera del 21 dicembre scorso ha sospeso la presentazione delle domande per i progetti di cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale per individuare le nuove priorità e linee di lavoro (Qui articolo). 

 

Bloccati anche alcuni piani in ormai avanzato stato di approvazione per interventi in BrasileAfrica sub-sahariana, così come in Trentino. L'assessore ha riferito in Consiglio che per completare le procedure e gli approfondimenti ci vogliono 90 giorni (Qui articolo). E se l'intenzione della Provincia è legittima, le associazioni coinvolte hanno chiesto tempi certi e rapidi. A circa 30 giorni dalla deadline, inizia a serpeggiare un po' di preoccupazione tra le associazioni per l'assenza di segnali. 

 

Interlocutorio il primo, e per ora ultimo, incontro tra il mondo dell'associazionismo e l'assessore Achille Spinelli del 20 febbraio scorso. "La 'co-operazione' - commenta FArete - è un lavoro 'fatto insieme', membri delle organizzazioni e beneficiari, attraverso un lungo processo di esame del contesto e di raccolta dei bisogni fondamentali per programmare gli interventi. Tutto il lavoro richiede cura e attenzione: la fiducia dei destinatari va conquistata, le competenze dei volontari e degli operatori vanno sviluppate e gli interventi attivati con progressivi aggiustamenti e lenta fermezza".

 

Queste incertezze rischiano di rovinare relazioni costruite dopo tanto lavoro e fatica, energie e risorse, non solo economiche. "Occorrono - evidenzia il coordinamento - molti anni di relazioni e di operatività per ottenere un effettivo impatto e uno sviluppo sostenibile. Ecco perché l’assenza di certezze sul futuro della cooperazione trentina ha un forte peso sulle capacità degli organismi di proseguire le attività in corso e di programmare quelle nuove. Il dialogo con il governo provinciale è avviato. È ora fondamentale che l’attuale situazione di stallo si sblocchi e che l’assessore Spinelli colga la nostra disponibilità per meglio conoscere e valutare, qualitativamente e non solo quantitativamente, i successi, ma anche i problemi e i limiti delle attività, le storie delle organizzazioni e i volti dei soci e dei volontari e dei lavoratori trentini regolarmente occupati in questo settore".

 

Nel 2017 FArete ha cominciato un percorso di aggregazione e ora riunisce 67 organizzazioni trentine, tra le altre 46 Parallelo, Associazione Yaku, Associazione Trentino con i Balcani, Casa di accoglienza alla vita padre Angelo, Gtv, Acli Trentino e Tempora onlus, attive nella cooperazione internazionale, e si mette a disposizione della giunta Fugatti per approfondire la materia, esigenza indicata come la ragione principale della sospensione.

 

"Abbiamo un'esperienza pluriennale e siamo tra i soggetti titolati - dice il coordinamento - in collaborazione con il Centro per la cooperazione internazionale, a identificare dei miglioramenti, sempre possibili, specialmente per far conoscere meglio le ricadute tangibili anche in Trentino degli investimenti in cooperazione internazionale. Le nostre sono per la maggior parte piccole e medie organizzazioni di cooperazione internazionale che, oltre a costituire uno spaccato del mondo della solidarietà trentina, attivano la comunità in tutta la Provincia con attività culturali e di sensibilizzazione. Promuovono raccolte fondi, percorsi di educazione ai diritti umani e di attivazione di rete, a riprova dell’interesse delle comunità locali per la solidarietà internazionale e la giustizia sociale, per quelle storie e quel capitale umano identificati come un pilastro della sua autonomia".

 

Qualche dato, relativo solo ad una parte degli aderenti nel 2018: i progetti raggiungono e cambiano la vita a oltre 600 mila persone nel mondo, quasi 50 mila trentini hanno partecipato a eventi di sensibilizzazione e conoscenza. E non solo. Studenti e insegnanti hanno beneficiato di più di 20 mila ore di didattica su temi globali, mentre questi progetti sono resi possibili non solo dall’ente pubblico, ma anche da una miriade di donatori della società civile e del mondo profit, che garantiscono una buona parte dei fondi necessari.

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