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Tagli alla cooperazione internazionale, Rossi: ''Decisione da deriva culturale, mi vergogno'', Ferrari: ''Costringono anche il Trentino a essere più egoista e chiuso''

Un settore davvero strategico per il Trentino, tanto da riservare una quota non inferiore allo 0,25% delle entrate annuali facendolo riconoscere a livello internazionale per i tanti interventi portati avanti. Le opposizioni: "Ma non dicevano di volerli aiutare a casa loro? Solo slogan senza prospettiva". Dopo la proposta di disegno di legge, Futura interroga Fugatti

Di Luca Andreazza - 23 aprile 2019 - 16:11

TRENTO. "Amarezza e delusione per le intenzioni della Provincia a guida Lega e Salvini sugli aiuti internazionali", queste le parole dell'ex governatore Ugo Rossi, che aggiunge: "Prima dicono che vogliono aiutarli a casa loro e poi riducono gli aiuti alle nostre associazioni a 4 milioni. Cercano solo consenso, queste iniziative in questi tempi possono non portare voti, ma il compito della politica è quello di far riflettere e mantenere saldi quei valori in cui credo tanti trentini". 

 

E' arrivato l'indirizzo della giunta in materia cooperazione internazionale (Qui articolo). Oltre i canonici 90 giorni (Qui articolo) che l'assessorato di Achille Spinelli si era riservato per approfondire il tema della cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale nella delibera del 21 dicembre scorso per sospendere la presentazione delle domande per i progetti (Qui articolo), sono state delineate le linee di lavoro e le priorità.

 

Un settore davvero strategico per il Trentino, tanto da riservare una quota non inferiore allo 0,25% delle entrate annuali facendolo riconoscere a livello internazionale per i tanti interventi portati avanti. A questo si aggiunge che gli aiuti umanitari si sono trasformati in passato in collaborazioni di sviluppo bilaterale.

 

"Il Trentino - prosegue il consigliere provinciale del Patt - per legge destina circa 9 milioni, ma ora Fugatti vuole ridurre a 4 milioni, così come modificare la legge per abbassare ulteriormente le risorse. Questa decisione rappresenta la massima espressione di una deriva culturale prima che politica che sta investendo il nostro territorio. Mi dissocio totalmente da questi provvedimenti, anzi provo vergogna e preoccupazione".

 

La cooperazione internazionale garantisce, infatti, al Trentino una grande autorevolezza e credibilità internazionale. Al punto che dalla nostra Provincia possono partire iniziative di politica estera. E dopo i segnali d'allarme lanciati e dal cosmo di FArete del Trentino, un coordinamento che raggruppa una settantina di associazione che ruotano intorno ai progetti di cooperazione internazionale (Qui articolo), qualcosa si è mosso. Ma non mancano le preoccupazioni. 

 

"Il mio pensiero va a tutte quelle persone che lavorano e si impegnano dentro le associazioni trentine di solidarietà internazionale - dice Rossi - alle quali viene detto in sostanza che fino ad ora abbiamo speso troppo e che non meritavano il sostegno in quella dimensione da parte della Provincia, come se avessero sprecato soldi pubblici. Si può e si deve sempre fare meglio nell’indirizzare aiuti internazionali, ma si tenga presente che il sostegno provinciale serve non solo a aiutare direttamente a casa loro chi ha bisogno, ma anche a sostenere il ruolo sociale qui sul nostro territorio svolto da associazioni che aiutano gli altri e contribuiscono alla coesione sociale e alla diffusione di valori positivi".

 

Dura anche l'ex assessora Sara Ferrari. "Non è un risparmio, ma un taglio. Un fiore all’occhiello della Provincia, un patrimonio di relazioni con tutto il mondo. Scelta legittima, il nuovo governo provinciale la può fare, ma almeno si prenda la responsabilità di chiamarla un taglio di metà del sostegno agli interventi che vengono fatti in tutti i continenti per costruire ponti del Trentino con gli altri Paesi, fare la nostra parte di politica estera, per offrire ad altri occasioni di crescita e di speranza in questo presente così sbilanciato tra chi può e chi non può".

 

Tra gli obiettivi della giunta, la crescita della quota di finanziamento della parte privata pari a quello messo a disposizione dalla Provincia, una maggiore collaborazione tra i soggetti attivi nel settore, pubblici e privatiprofit e non-profit, e quindi maggiore "massa critica", con conseguente riduzione della dispersione delle risorse e un risparmio atteso per le finanze provinciali di circa 5 milioni di euro.

 

"Già oggi - commenta la consigliera provinciale del Pd - praticamente tutte le associazioni di volontariato internazionale, oltre 10 mila trentini di tutto il territorio, hanno entrate per il 50% da raccolta privata, anche se non obbligatorie. Renderle obbligatorie crea un dovere che è già nei fatti, quindi non cambia una virgola nei conti pubblici. Dunque da dove arriva il risparmio? Si tagliano aiuti per asili, scuole, ospedali, pozzi, educazione agricola e professionale, che davano occasioni a tanti bisognosi in tutto il mondo di avere strumenti per costruirsi un futuro. Così invece costringono anche il Trentino, come l’Italia, a essere più egoista, chiuso e isolato nei rapporti internazionali. Scarsa lungimiranza, scarsa prospettiva. Una politica del consenso qui e ora, e basta".

 

Critico anche Alessio Manica (Pd). "Tagliare i fondi destinati alla cooperazione internazionale - spiega - significa tagliare un pezzo di quel modello che ha consentito al Trentino di non essere piccolo e solo, ma di essere anzi un punto di riferimento per molte persone e territori in difficoltà e per le molte realtà trentine (e non) che hanno operato e operano in maniera sana e trasparente per il loro sviluppo. Attorno alla cooperazione internazionale sono nati importanti progetti in ambito formativo, scientifico e imprenditoriale e si sono valorizzate collaborazioni strategiche tra varie realtà trentine. Quello della cooperazione è anche un ambito rilevante in termini occupazionali per il nostro territorio, e questo ennesimo ed ingiustificato taglio al settore della solidarietà e del terzo settore rischia di creare un’altra grande sacca di disoccupazione, soprattutto giovanile".

 

Dopo la proposta di disegno di legge per devolvere l'indennità lorda ai progetti di solidarietà internazionale (Qui articolo), Futura vuole vederci ancora più chiaro e presenta un'interrogazione. Questi progetti cambiano la vita a oltre 600 mila persone nel mondo, mentre quasi 50 mila trentini hanno partecipato a eventi di sensibilizzazione e conoscenza. 

 

I consiglieri provinciali Paolo Ghezzi e Lucia Coppola chiedono a quale sorte vanno incontro i progetti in avanzato stato di approvazione bloccati dalla giunta provinciale, ma anche come la Provincia intende ovviare alle distorsioni causate dalla competizioni tra associazioni per trovare un sostegno economico di privati e come vuole tutelare quelle realtà più piccole e meno conosciute. 

 

Nel mirino anche l’inserimento del servizio attività internazionali nella lista delle strutture esposte a maggior rischio di corruzione. "La Provincia - concludono Ghezzi e Coppola - dovrebbe rendere noti i casi di corruzione che hanno coinvolto il settore per giustificare questo passaggio". Quindi anche gli esponenti di Futura chiedono, nero su bianco, al presidente della Provincia se la decisione di tagliare questi investimenti non vada nella direzione opposta dell'aiutiamoli a casa loro". 

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