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Tagli alla solidarietà, arriva in Consiglio regionale il ddl per devolvere l'indennità lorda. Ghezzi: '' Non aumenterebbero di un solo euro i costi per la Regione''

Il ddl di Futura sarà depositato nei prossimi giorni. Prevede che, nel caso di rinuncia volontaria di un consigliere a parte dell'indennità, le somme vadano a un fondo che le destini a scopi di solidarietà sociale

Di Giuseppe Fin - 23 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. Dopo i tagli che la Provincia di Trento ha deciso di fare ai servizi per i richiedenti protezione, a partire da quelli dei corsi di italiano, la Giunta provinciale di Trento ha annunciato nei giorni scorsi anche una rimodulazione dei finanziamenti riservati ai progetti di cooperazione internazionale.

 

Fino ad oggi il Trentino per legge ha destinato lo 0,25% del bilancio, circa 9 milioni, per aiuti che tramite diverse associazioni riescono a raggiungere diverse zone del mondo e a cambiare la vita a tantissime persone. Nei giorni scorsi la Provincia ha lanciato una riforma che punta ad una crescita del finanziamento privato con una conseguente riduzione delle finanze locali.(QUI L'ARTICOLO COMPLETO)

 

Tutto il contrario dell''Aiutiamoli a casa loro' di cui si riempiono la bocca Salvini e i suoi imitatori locali” è il commento arrivato da Futura Partecipazione e Solidarietà che attraverso il capogruppo in consiglio provinciale Paolo Ghezzi, ha deciso di depositare nei prossimi giorni un disegno di legge per consentire la destinazione volontaria a scopi di solidarietà sociale di parte dell'indennità consiliare lorda.

 

Già lo scorso mese (Qui l'articolo) Ghezzi aveva richiesto di destinare un quarto dell'indennità lorda e questo motivato dal maggiore importo che così si genera a favore dell'ente no profit di solidarietà sociale onlus a cui si decide di devolvere. Stiamo parlando di 2.450 euro anziché 1.386 euro, che deriverebbero dalla destinazione di un quarto dell'indennità netta

 

La richiesta ha però avuto le risposte negative del presidente e del segretario generale del Consiglio.

Da qui è arrivata la decisione di presentare un disegno di legge la cui idea è già stata illustrata ad alcune colleghe e alcuni colleghi di altri partiti durante l'ultima seduta del consiglio regionale.

 

“Il mio intento è molto semplice – ha spiegato il capogruppo di Futura - visto che il consigliere regionale può rinunciare a tutta o parte della sua indennità lorda, propongo che possa farlo destinandola a iniziative di solidarietà sociale, anziché ridarla alla Regione. Certo che, come mi ha risposto il segretario generale della Regione, posso destinare a fini sociali una parte della mia indennità netta: ma così, volendo destinare la stessa percentuale, si dà in realtà molto meno, per via delle ritenute fiscali”.

 

 

Dal gennaio del 2019, viene spiegato in una nota di Futura, ha cominciato a destinare a una onlus di solidarietà, il Centro Astalli, il 25% del suo netto, pari a 1.386 euro al mese. Se invece a scopi di solidarietà potesse destinare il 25% del lordo, la onlus riceverebbe 2.450 euro, oltre mille euro di più al mese. In una legislatura di 5 anni, sarebbero 63.840 euro in più destinati a scopi sociali, senza aumentare di un solo euro i costi per la Regione.

 

“Il ddl regionale non obbliga ovviamente nessuno a rinunciare a nulla – precisa Ghezzi – ma prevede solo che, nel caso di rinuncia volontaria di un consigliere a parte dell'indennità, le somme vadano a un fondo che le destini a scopi di solidarietà sociale. Un’idea bipartisan, non ideologica, a cui spero che consiglieri di ogni forza politica possano dare il loro appoggio".

 

Qui la relazione che accompagnerà il ddl

 

 

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