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| 11 apr 2019 | 06:01

''Non sappiamo nulla. A rischio relazioni e affidabilità del Trentino'', dopo 90 giorni le associazioni di cooperazione internazionale non hanno novità dalla giunta

Sono ormai scaduti i canonici 90 giorni che l'assessorato di Achille Spinelli si era riservato per approfondire il tema della cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale per individuare le nuove priorità e linee di lavoro, una delibera del 21 dicembre scorso aveva sospeso la presentazione delle domande per i progetti. Anzi: "Siamo i primi a voler migliorare il sistema tra criteri, moduli e dettagli, ma ancora siamo all'oscuro di tutto" 

TRENTO. "Non sappiamo nulla e siamo estremamente preoccupati, i progetti sono in fase conclusiva e in questo momento non possiamo pianificare le azioni future", così Francesca Anzicoordinatrice di Gtv-Gruppo trentino di volontariato e nel cosmo di FArete del Trentino (Qui articolo), un coordinamento che raggruppa una settantina di associazione che ruotano intorno ai progetti di cooperazione internazionale.

 

Sono ormai scaduti i canonici 90 giorni (Qui articolo) che l'assessorato di Achille Spinelli si era riservato per approfondire il tema della cooperazione internazionale e educazione alla cittadinanza globale per individuare le nuove priorità e linee di lavoro, una delibera del 21 dicembre scorso aveva sospeso la presentazione delle domande per i progetti (Qui articolo). 

 

Tra gli altri bloccati anche alcuni piani in ormai avanzato stato di approvazione per interventi in Brasile e Africa sub-sahariana, ma anche in Trentino. E se l'intenzione della Provincia è legittima, le associazioni coinvolte iniziano a essere preoccupate per l'assenza di segnali e indicazioni.

 

"Non veniamo coinvolti - evidenzia Anzi - siamo i primi a voler migliorare il sistema tra criteri, moduli e dettagli, ma ancora siamo all'oscuro di tutto. Oltretutto i criteri di finanziamento sono stati rivisti e deliberati due anni fa, quindi sono abbastanza recenti e non si lavora sulle esigenze del decennio scorso. Ora non conosciamo le regole e non vengono aperti i bandi: impossibile pianificare il futuro. Si rischia di perdere ulteriore tempo prezioso e diverse occasioni. Sembra che tutto sia pronto, ma non abbiamo notizie di imminenti passaggi in giunta provinciale per il via libera finale".

 

Un settore davvero strategico per il Trentino, tanto da riservare una quota non inferiore allo 0,25 per cento delle entrate annuali facendolo riconoscere a livello internazionale per i tanti interventi portati avanti. A questo si aggiunge che gli aiuti umanitari si sono trasformati in passato in collaborazioni di sviluppo bilaterale. La cooperazione internazionale garantisce, infatti, al Trentino una grande autorevolezza e credibilità internazionale. Al punto che dalla nostra Provincia possono partire iniziative di politica estera. Ora però è tutto fermo e si rischia anche un danno di immagine in termini di relazioni e affidabilità.

 

"Tutto si è bloccato improvvisamente - dice la coordinatrice di Gtv - quindi i partner locali iniziano a chiedere spiegazioni e chiarimenti: i pozzi per l'acqua, scuole e ospedali potrebbero non vedere la luce a causa di questo stop. Il Trentino rischia di rimetterci: si deteriorano rapporti fiduciari costruiti nel tempo e con fatica, senza dimenticare possiamo essere visti come interlocutori poco responsabili".

 

L'ultima novità è quella che le domande di cooperazione internazionale dovrebbero passare attraverso l'anti-mafia. "Questo allunga ulteriormente le procedure. Ma la nostra richiesta - prosegue la coordinatrice - è quella di aprire una finestra di dialogo. Siamo a disposizione per trovare le migliori soluzioni per il settore. Sono tante le incognite rispetto agli strumenti di finanziamento, accesso ai fondi e  tempistiche necessarie per renderle operative". 

 

Interlocutorio il primo, e per ora ultimo, incontro tra il mondo dell'associazionismo e l'assessore del 20 febbraio, quindi un ulteriore summit nei giorni scorsi, ma alla presenza del capo di gabinetto di Spinelli. Si aggiunge poi il cambio al vertice del servizio, che quindi deve prendere in mano la materia quasi da zero.

 

"Speriamo - conclude Anzi - che l'assessorato e gli uffici provinciali stiano definendo tutto, ma siamo all'oscuro e quindi preoccupati. E' per noi necessario riuscire a relazionarci con assessore e servizio: siamo a favore di efficientamento e riduzione dei costi, siamo i primi a voler migliorare e aggiornare il settore ai cambiamenti della società, ma non veniamo presi in considerazione nonostante l'esperienza diretta e le competenze".

 

Intanto le associazioni aggregate in FArete si mobilitano per una campagna di sensibilizzazione e nelle prossime ore intendono "sincronizzare" tutti i profili Facebook e social per muovere le acque e riuscire a raggiungere la politica. Qualche dato, relativo solo ad una parte degli aderenti nel 2018: i progetti raggiungono e cambiano la vita a oltre 600 mila persone nel mondo, quasi 50 mila trentini hanno partecipato a eventi di sensibilizzazione e conoscenza.

 

E non solo. Studenti e insegnanti hanno beneficiato di più di 20 mila ore di didattica su temi globali, mentre questi progetti sono resi possibili non solo dall’ente pubblico, ma anche da una miriade di donatori della società civile e del mondo profit, che garantiscono una buona parte dei fondi necessari.

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