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Rifugio Finonchio, la Sat dà la disdetta ai gestori. Giovannini: ''Noi le chiavi non le riconsegnamo. Ci hanno umiliati''

Comunicato della sede centrale: "A causa di insanabili contrasti mercoledì 2 maggio 2018 è prevista la consegna delle chiavi da parte dei gestori". Loro replicano: "Volevano raddoppiarci l'affitto senza nemmeno metterlo per iscritto. Ora tutto è in mano agli avvocati. Ma siamo pronti a coinvolgere il Cai su questa vicenda. Noi non ce ne andiamo" 

Di Luca Pianesi - 16 aprile 2018 - 13:29

FOLGARIA. "Noi non ce ne andiamo. Io non consegnerò niente e rimarremo nel rifugio. Siamo stati trattati in maniera vergognosa e ora è tutto in mano agli avvocati". Questa la risposta di Alberto Giovannini, gestore dal 2014 del Rifugio Finonchio, alla posizione presa dalla Sat centrale che con un comunicato inviato alle redazioni ha scritto che "a causa di insanabili contrasti che in questi mesi hanno caratterizzato il rapporto con i rifugisti la gestione della struttura da parte degli attuali conduttori si interromperà alla fine del mese di aprile". "Il rifugio rimane comunque aperto fino al 30 aprile - prosegue la Sat - mentre per mercoledì 2 maggio 2018 è prevista la consegna delle chiavi da parte dei gestori".

 

 

"Noi non consegneremo nessuna chiave - replica Giovannini - ci hanno trattato come peggio non si poteva e ora tutto è in mano agli avvocati. Noi al momento abbiamo una disdetta del contratto, che sarebbe scaduto il 30 aprile, assolutamente immotivata. Non abbiamo mai fatto un sospeso, non abbiamo mai contravvenuto a una qualche regola deontologica, non ci sono state furberie o delinquenze. Anzi, abbiamo trasformato questo posto che fino a poco tempo fa era poco più che un ritrovo di cacciatori, in un rifugio visitato. Abbiamo una struttura rimessa a nuovo che funziona che con fatica e impegno si è fatta un nome. E proprio per questo c'è stato chiesto un raddoppio dell'affitto. Noi non lo riteniamo giusto. Già a dicembre 2015, a solo un anno dall'inizio della nostra attività, c'era stata mandata una disdetta e c'è stato applicato un aumento del canone. Ora ci ritroviamo daccapo con un aumento ancor più importante. Se accettiamo, chi ci garantisce che tra qualche mese non ci rialzeranno ancora l'affitto?".

 

 

Il Rifugio Finonchio è situato a 1.588 metri, nel comune di Rovereto, inaugurato dalla Sat di Rovereto nel 1930, venne distrutto durante il secondo conflitto mondiale e ricostruito nel 1956. La ristrutturazione del 2014 ha reso molto più confortevoli i 13 posti letto. La struttura è facilmente raggiungibile da Guardia (metri 868 strada da Mezzomonte di Folgara) con il sentiero 104, parzialmente su strada, oppure dal Moietto (metri 924 a 12 km. da Rovereto), col sentiero 103 che passa da malga Finonchio in circa ore 2. E proprio in quanto Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna si trova su uno dei luoghi più amati da Alberto e sua moglie, Monica Guerresi, che, pur essendo originari di Mantova (dove da un ventennio dirigono un agriturismo) da molti anni frequentano Folgaria dove hanno una casa per le vacanze.

 

La rottura tra la Sat centrale e i gestori del Rifugio, però, non è di oggi ma si era avuta già qualche mese fa. "Dopo che mi è stato detto a novembre del raddoppio dell'affitto e che mi avrebbero dato la disdetta - spiega ancora Giovannini - io ho chiesto loro di mandarmi la cosa per iscritto, così da poterci riflettere sopra. Mi è stato detto che loro non fanno richieste per iscritto e che bastava quanto mi era stato comunicato a voce". Da quel momento la faccenda è finita in mano agli avvocati.

 

"E noi non ce ne andremo - aggiunge Monica moglie di Giovannini - siamo stati umiliati e trattati come se nemmeno esistessimo, forse anche perché non siamo trentini ma di Mantova. Ci hanno umiliatoo. Addirittura quando a fine gennaio c'è stata a Trento la riunione dei gestori non siamo stati avvertiti. Siamo venuti a saperlo da altri rifugisti con i quali abbiamo intessuto amicizie e rapporti di stima e ci siamo andati lo stesso. Ebbene davanti a tutti, a giornalisti, assessori, istituzioni c'è stato detto che non eravamo stati invitati e che chi intraprende procedure legali contro la Sat con la Sat non ha futuro". 

 

"Ce ne siamo dovuti andare - conclude Giovannini -. Ci siamo sentiti davvero umiliati, prima di tutto come esseri umani e poi come gestori. Il nostro affitto è già in linea con quello delle altre strutture degli Altipiani. Noi non consegneremo nessuna chiave. Vedremo cosa succederà ma non vogliamo mollare. Questo rifugio era ridotto malissimo, lo abbiamo rimesso in moto. E quanto c'è successo è capitato e capita ad altri rifugisti anche se poi le cose non vengono alla luce. Noi non vogliamo arrenderci. Sappiamo cos'è la Sat e quanto sia importante in Trentino ma crediamo che la legge sia uguale per tutti e siamo pronti a coinvolgere il Cai e ad accendere i riflettori nazionali su questa vicenda che riteniamo profondamente ingiusta".

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