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Salorno comunità multietnica, il 50% dei bambini all'asilo è ''straniero''. Il futuro passa dalle lingue

Mentre in Trentino Alto Adige la popolazione di origine non italiana è il 9% nel comune del sud dell'Alto Adige arriva al 21%. Cruciali i percorsi di formazione e di inclusione società

Pubblicato il - 19 aprile 2018 - 13:16

TRENTO. Salorno paese a misura di stranieri. Saranno ben 41 i bimbi di origine non italiana che frequenteranno l'asilo il prossimo anno su 83 che si sono iscritti. Un dato record che si avvicina al 50% degli alunni e che dimostra come il paese posto più a sud dell'Alto Adige sia diventato territorio molto appetibile per gli stranieri. Perché? Affitti e prezzi degli immobili sono tra i più bassi delle due province, la posizione è a metà tra Trento e Bolzano e per i pendolari i servizi sono tanti e ben strutturati. Inoltre molti sono quelli che lavorano in Trentino ma vivendo in Alto Adige hanno diritto a contributi sociali più allettanti.

 

Ed è così che se gli stranieri in Trentino Alto Adige sono circa il 9% della popolazione mentre a Salorno arrivano ad essere il 21%. Se si pensa, poi, che secondo i dati elaborati dà "Chiron – Formazione & Ricerca" nell'ambito del progetto "Salurn macht’s vor – Salorno, un passo avanti!", a inizio anno (dati riferiti all'anno precedente) veniva certificato che a Salorno i bambini con un'età tra i 6 e i 10 anni erano il 28% mentre quelli tra 0 e 5 anni erano il 41% oggi sono il 50%, dunque il cambiamento è sempre più rapido e di impatto. Salorno società multiculturale dove i contrasti tra madrelingua italiani e madrelingua tedeschi sanno sempre più di stantio. E per una politica che ancora vive di questo dualismo c'è una società che sfreccia a destra piena di occasioni e possibilità e anche, inutile nasconderlo, qualche nuovo problema.

 

Secondo l'ultimo studio "Salurn macht’s vor – Salorno, un passo avanti!" tra gli alunni delle elementari italiane e tedesche, già quasi nella metà dei casi non parlano in famiglia le due lingue del territorio, ma macedone, albanese o urdu. Gli "stranieri" salornesi infatti provengono da 35 Paesi diversi. La maggioranza vengono dal Marocco (il 23,22%), poi c'è il Pakistan (con il 16,88%) e la Macedonia (con il 16,5%) e se l'integrazione passa dalla lingua (o dalle lingue nel caso dell'Alto Adige) l'amministrazione, guidata dal sindaco Svp Roland Lazzeri, sta promuovendo molti percorsi di inclusione e formazione.

 

Si parte dai corsi rivolti alle donne e ai bambini alle ipotesi di gemellaggio tra famiglie di "nuovi cittadini" e di "vecchi cittadini". C'è l'ormai storica iniziativa del ''Caffé delle Lingue'' (promosso dalla biblioteca e che prevede ci si ritrovi al bar per parlare in lingue diverse aiutandosi l'uno con l'altro) e la sempre più diffusa ''abitudine'' di pubblicare le informazioni relative agli ambiti pubblici più importanti (dalla scuola alla sanitàin diverse lingue. E poi le manifestazioni interculturali, le cene etniche, i tavoli di incontro con diverse etnie e il tentativo di coinvolgere tutti nella vita del paese.

 

Perché quello che a qualcuno può apparire solo un problema è, in realtà, se ben gestito, sicuramente una grande occasione di rinascita per un paese come Salorno. Un'occasione che va colta guardando al futuro, alla faccia di chi vive di paure e pensa solo a chiudersi in sé stesso.

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