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Una provincia plurilingue: un bambino su tre in Alto Adige parla 4 lingue

La ricerca compiuta da Eurac research su 170 alunni delle scuole medie della provincia di Bolzano ha mostrato come quasi un terzo dei giovani alunni sappiano parlare oltre a italiano, tedesco e inglese, anche un'altra lingua. Le potenzialità dell'Alto Adige sotto questo aspetto sono notevoli, ma permangono ostacoli e incomprensioni

Di Lucia Brunello - 27 novembre 2019 - 19:29

BOLZANOIl 30% dei bambini e delle bambine della provincia trilingue sanno scrivere e parlare anche una quarta lingua. Questo è uno degli interessanti dati emersi in seguito agli studi condotti dai ricercatori dell’Istituto di linguistica applicata di Eurac Research che, per tre anni, hanno seguito 170 alunni di scuole medie altoatesine attraverso il loro percorso di apprendimento linguistico in tedesco, italiano e inglese. Sono 8 le classi osservate dal 2015 al 2018, di cui 4 in scuole secondarie di primo grado in lingua italiana e 4 in lingua tedesca.

 

Lo studio fa parte del più ampio progetto “A lezione con più lingue”, realizzato da Eurac Research in collaborazione con la Pädagogische Abteilung der Deutsche Bildugsdirektion, la Direzione Istruzione e Formazione italiana e la Direzione Istruzione e Formazione ladina.

 

Il dato più interessante che emerge rivela che, nonostante il già presente trilinguismo, nelle classi delle scuole secondarie di primo grado dell’Alto Adige è parlato un alto numero di lingue. Lo studio conferma che un alunno altoatesino su quattro sia in grado di parlare, oltre a italiano, tedesco e inglese, almeno un’altra lingua. In questo sondaggio, non sono solo gli studenti ad essersi dimostrati plurilingui, ma anche insegnanti e dirigenti scolastici. Le scuole altoatesine potrebbero celare un potenziale linguistico molto più grande di quello che le cifre ufficiali mostrano. Nonostante questo, l’opinione pubblica sembra dimostrare una solida indifferenza nei confronti delle lingue delle nuove minoranze, non ancora pienamente accettate come parte integrante del modello generale di multi e plurilinguismo.

 

Tutti gli studi sono stati condotti attraverso la somministrazione ad ogni alunno e alunna del C-test, un test scritto con lo scopo di misurare il livello linguistico generale in una determinata lingua. Un confronto dei risultati del primo anno con quelli del terzo mostra che gli alunni che hanno già ottenuto ottimi risultati nel test del primo sono anche tra coloro che conseguono i migliori risultati nel terzo. Gli alunni che invece ottengono risultati peggiori mostrano risultati significativamente più alti con il trascorrere dei tre anni, anche se non riescono a raggiungere la fascia di range dei loro compagni.

 

Il gruppo di studenti con i migliori risultati dei test in tedesco e italiano comprende per lo più quelli che parlano la rispettiva lingua come lingua madre. Alunni ed alunne con altre prime lingue risultano quindi in svantaggio, trovandosi in un contesto istituzionale in cui le norme per la valutazione delle competenze linguistiche si basano sulla conoscenza della prima lingua.  Nonostante questo, nelle otto classi campione si nota che, se presa in considerazione la crescita dell’apprendimento, gli alunni con le prime lingue diverse dal tedesco e dall’italiano sono tra quelli di maggior successo.

 

Si è inoltre notato che, gli alunni con il più alto incremento di apprendimento tendono a ricevere aiuto dai genitori più spesso di coloro con il più basso incremento di apprendimento e, inoltre, questi tendono a scrivere e leggere più frequentemente e trascorrono meno tempo online. Strettamente legato a questo è anche quando emerge dalla correlazione tra utilizzo di mezzi audiovisivi e risultati scolastici: quelli con la crescita di apprendimento più alta tendono, infatti, a trascorrere meno tempo sui social media rispetto ai loro compagni. 

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