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Circa 63 mila trentini vivono all'estero. A Samone l'incidenza più alta: per ogni abitante un altro risiede fuori dai confini nazionali

Sono circa 108.000 mila gli espatriati della nostra regione iscritti all'Anagrafe Italiani residenti all'estero. Le comunità più grandi in Brasile, Germania e Svizzera. Sorprendenti i dati dell'incidenza. Ai primi posti Samone, Novaledo e Ronchi Valsugana: questi comuni hanno (quasi) un egual numero di abitanti residenti all'estero. A partire sono sempre (e sempre più) i giovani e i giovani adulti

Di Arianna Viesi - 27 October 2019 - 16:37

TRENTO. Nella nostra provincia risiedono, più o meno, 538 mila persone. I trentini iscritti all'Aire (Anagrafe Italiani residenti all'estero), stando all'ultimo rapporto "Italiani nel mondo" 2019 stilato da Fondazione Migrantes (QUI REPORT), sono 63.200. Questo vuol dire, supperggiù, che ogni 8 trentini residenti in provincia, ce n'è uno che vive all'estero. Come se metà comune di Trento fosse altrove. In Alto Adige, invece, a fronte di una popolazione di circa 520 mila abitanti, gli iscritti all'Aire sono 44.987.

 

 

In totale, in regione, gli iscritti all'Aire sono 108.187 (con un incidenza del 10,1%). Di questi, 55.506 sono uomini, 52.681 donne. E sono soprattutto giovani. Le fasce d'età più rappresentate, infatti, sono quelle tra i 18 e i 34 anni (25% degli iscritti) e tra i 35 e i 49 anni (24% degli iscritti).  Nel 2018, dalla nostra regione, sono partite (e si sono iscritte all'Aire) 3.377 persone: 1.805 uomini e 1.572 donne. Il 2,6% del totale degli Italiani espatriati in quell'anno.

 

Ma dove sono, i trentini e gli altoatesini, nel mondo? Soprattutto in Europa, come si può immaginare. Sono 64.000, per la precisione, il 59,2% del totale. Segue l'America con 40.950 iscritti (il 37,9%), e poi, nell'ordine, Oceania, Africa e Asia. 

 

 

Entriamo, ora, nello specifico. Il primo paese per emigrazione è, anche (e soprattutto) per ragioni storiche, il Brasile. Vi risiedono 23.775 persone originarie della nostra regione, il 22% del totale. Segue la Germania, con 20.573 (il 19% del totale) iscritti. Sull'ultimo gradino del podio la Svizzera con 15.201 iscritti. Ai loro piedi, l'Austria (12.970 iscritti) seguita dall'Argentina (8.207 iscritti).

 

 

Si emigra (o lo si è già fatto nelle generazioni precedenti) soprattutto in Europa. Nella graduatoria dei primi 25 Paesi di emigrazione, 13 sono europei (Germania, Svizzera, Austria, Regno Unito, Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Bosnia, Irlanda, Svezia, Lussemburgo, Serba), 10 sono americani (Brasile, Argentina, Cile, Stati Uniti, Uruguay, Canada, Messico, Paraguay, Colombia, Venezuela), l'Africa è rappresentata dal solo Sud Africa e l'Oceania dall'Australia. 

 

Il comune che, a livello regionale, può vantare il maggior numero di residenti all'estero è Trento con 10.938 iscritti su 118.228 abitanti (un'incidenza, insomma, del 9,2%). Segue Bolzano con 7.788 iscritti a fronte di 107.739 abitanti. Al terzo posto Merano con 3.861 iscritti su 40.862 residenti. Al quarto posto Levico: 3.003 iscritti su 8.094 residenti. Un'incidenza altissima, quindi: il 37 %. Ogni tre residenti del comune circa, ce n'è uno che risiede all'estero. Al quinto posto Rovereto con 2.268 iscritti su 39.972 residenti. In generale, tra i primi 25 comuni per iscritti, 15 sono trentini (Trento, Levico Terme, Rovereto, Pergine Valsugana, Primiero San Martino di Castrozza, Roncegno Terme, Borgo Valsugana, Arco, Riva del Garda, Altopiana della Vigolana, Castel Ivano, Novaledo, Canal San Bovo, Ala, Predaia) e 10 altoatesini (Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Appiano, Malles Venosta, Lana, Vipiteno, Laives, Silandro).

 

 

Se ci si sofferma sull'elenco dei primi 25 comuni per incidenza, sorprendono i dati dei primi tre classificati. Al primo posto troviamo il comune di Samone. 547 residenti e 520 iscritti all'Aire. Un'incidenza del 95,1%. Esiste, letteralmente, un altro Samone in giro per il mondo. Anche i numeri di Novaledo sono notevoli. 940 iscritti all'Aire a fronte di 1.093 residenti: un'incidenza dell'86%. Al terzo posto troviamo Ronchi Valsugana con 446 residenti e 357 iscritti all'Aire (un'incidenza dell'80%).

 

 

Gli espatriati della nostra regione rappresentano il 2% degli Italiani iscritti all'Aire. Stando ai dati del rapporto, su un totale di oltre 60 milioni di abitanti nel nostro Paese, l'8,8% sono residenti all'estero. In termini assoluti, gli iscritti all'Aire - aggiornati a gennaio 2019 - sono 5.228.281.

 

Dal 2006 al 2019 la mobilità italiana verso l'estero è aumentata del 70,2% passando, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all'Aire ai quasi 5,3 milioni attuali. Quasi la metà degli iscritti proviene dal Meridione (il 48,9% del totale). Il 35,5% proviene dal Nord, con una leggera preponderanza del Nord-ovest (18%) rispetto al Nord-est (17,5%). Il resto se lo prende il Centro

 

I dati regionali sono in linea con quelli nazionali, su tutti i fronti. Anche a livello nazionale, infatti, la classe d'età più rappresentata è quella dei 35-49 (23,4% del totale) seguita da quella 18-34 (22,3%). Più della metà, il 51,5%, si è iscritto per espatrio ma continua la crescita degli iscritti per nascita che sono arrivati al 39,7%.

 

In linea anche la distribuzione geografica. Il 54,3% degli Italiani iscritti all'Aire risiede in Europa (oltre 2,8 milioni), il 40,2% in America (oltre 2,1 milioni) e le comunità più numerose si trovano in Argentina, Germania, Svizzera, Brasile, Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

 

 

L'attuale mobilità italiana continua ad interessare prevalentemente i giovani (18-34), che rappresentano il 40,6% degli espatriati del 2018, e i giovani adulti (35-49), il 24,3%. Persone, insomma, nel pieno delle loro forze e potenzialità lavorative che decidono di mettere a frutto formazione e competenze fuori dai confini nazionali. 

 

Nel 2018 a farla da padrone, tra le destinazioni, è stato il Regno Unito con oltre 20 mila iscrizioni (+11,1% rispetto all'anno precedente). Considerando i numeri contraddittori sulla presenza di Italiani al di là della Manica, si può pensare che molte di queste iscrizioni siano "regolarizzazioni" di presenze già da tempo stabili, "regolarizzazioni" sollecitate da Brexit. Al secondo posto c'è, in calo, la Germania (-8,1% rispetto al 2017). Seguono Francia, Brasile, Svizzera e Spagna. 

 

La Lombardia è la regione da cui si parte di più: 22.803. A ruota il Veneto con 13.329, la Sicilia con 12.127, il Lazio con 10.171 e il Piemonte con 9.702. Gli Italiani, insomma, partono da ogni angolo della penisola.

 

Il dato più allarmante, però, che emerge dal report di Migrantes è questo: le partenze dell'ultimo anno continuano ad interessare, e lo fanno sempre più, i giovani. Continua, insomma, quella che il rapporto definisce "dispersione del patrimonio umano giovanile italiano". Capacità e competenze disperse che vanno a favore di altri Paesi, "che, più lungimiranti del nostro, le attirano a sé, investono su di esse e le rendono fruttuose al meglio, trasformandole in protagoniste dei processi di crescita e di miglioramento. Questo clima di fiducia rende i giovani (e i giovani adulti) expat italiani sempre più affezionati alle realtà estere che, al contrario di quanto fa il loro Paese, li valorizzano e li rendono attivi sostenendo le loro idee e assecondando le loro passioni" (QUI SINTESI). 

 

Sia chiaro: la mobilità, di per sé, non è un male. Tutt'altro: è fonte di scambio, arricchimento, contaminazione. Sociale, culturale e, soprattutto, umana. La mobilità, tuttavia, come si legge nella relazione, raggiunge la sua completezza solo nel momento in cui diventa circolare "ovvero nel continuo e proficuo scambio tra realtà nazionali tutte parimenti attraenti – anche per motivazioni diverse – per i lavoratori di qualsiasi settore e di qualsiasi livello"

 

Nonostante, quindi, in valore assoluto, il numero di partenze sia di poco superiore rispetto a quello dello scorso anno, la situazione - seppur complessa - è totalmente differente. Nel 2017, infatti, si sono registrati aumenti significativi in tutte le classi d'età dai 50 anni in su. Nel 2018 - anno cui i dati del report fanno riferimento - si è registrato invece un brusco calo proporzionale all'aumento delle classi d'età. Ci sono solo tre classi che registrano segno positivo: 18-34, 10-12, >10. Questo significa che l'età di chi è partito nell'ultimo anno si è abbassata notevolmente. Partono soprattutto giovani e giovani famiglie, insomma. 

 

 

 

"L’inesorabile 'vuoto' sociale che si sta creando e che difficilmente potrà trovare soluzioni facilmente adottabili è iniziato nel lontano 1995 quando la popolazione italiana ha cominciato a decrescere, complice un tasso di natalità già in declino e che oggi viene considerato il più basso al mondo al punto tale che il nostro Paese è caduto in quella che è stata definita la trappola demografica”.

 

Un ultimo dato, implacabile nella sua matematica esattezza. Nel decennio 2008-2018 il numero di espatri dal nostro Paese è triplicato passando da oltre 39 mila del 2008 ai circa 117 mila del 2018. Un +195,3%. Questo per ricordare, e ricordarci, che migranti lo siamo stati, e lo siamo, anche noi. 

 

(Fonte tabelle: Migrantes-Rapporto Italiani nel Mondo 2019)

 

 

 

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