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| 30 ott 2022 | 12:06

Imprenditoria, crescono le ditte guidate da stranieri: "Sono il 7,7% sul totale delle imprese attive in regione. Spiccano quelle nel commercio". I dati del dossier

In aumento il numero dei residenti provenienti dall'estero in Alto Adige. Le ditte guidate da cittadini nati all’estero sono passate da 8.148 nel 2020 a 8.591 nel 2021 (in crescita di 443 unità). Sono 4.654 le ditte in provincia di Bolzano che concentra la maggioranza (54,2%) di quelle in regione, a fronte delle 3.937 attive in provincia di Trento

Imprenditoria, crescono le ditte guidate da stranieri: Sono il 7,7% sul totale delle imprese attive in regione
di F.C.

BOLZANO. Cresce anche quest’anno il dinamismo imprenditoriale degli stranieri in Trentino-Alto Adige: le ditte guidate da cittadini nati all’estero sono passate da 8.148 nel 2020 a 8.591 nel 2021 (in crescita di 443 unità), registrando un’incidenza del 7,7% sul totale delle imprese attive in regione. Sono 4.654 le ditte in provincia di Bolzano che concentra la maggioranza (54,2%) delle imprese di stranieri della regione, a fronte delle 3.937 attive in provincia di Trento. Ed è in aumento il numero dei residenti provenienti dall'estero in Alto Adige.

 

Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Dossier statistico sull’immigrazione 2022, redatto ogni anno dal Centro studi e ricerche Idos su incarico dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, presentati in tutta Italia e in Alto Adige dai redattori delle pagine riguardanti al Regione Trentino-Alto Adige, Matthias Oberbacher, dell’Osservatorio per l’integrazione, e da Fernando Biague, esperto dei fenomeni migratori e, tra l’altro, cofondatore del Centro di Ricerca e Formazione sull’Intercultura a Bressanone.

 

"I dati relativi ai settori di inserimento - viene scritto nel dossier riportato dalla Provincia di Bolzano - indicano che il 59,5% di queste imprese opera nei servizi, tra cui spiccano i comparti del commercio (17,9%) e dell’alloggio-ristorazione (16,1%), il 28,6% nell’industria, tra cui il 25,1% nelle costruzioni, e il 4,3% in agricoltura".

 

Gli stranieri in Alto Adige

Secondo i dati provvisori dell’Istat, il numero dei residenti stranieri in Alto Adige continua ad aumentare anche se con ritmi più lenti, arrivando a 56.891 unità a fine 2021, con una crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente, con una percentuale che incide sulla popolazione complessiva del 10,6% e supera, come l’anno precedente, quella rilevata a livello nazionale (8,8%) e a livello regionale (9,8%).

 

La distribuzione di genere vede nuovamente la prevalenza della componente femminile (pari al 51,3% dei residenti stranieri) su quella maschile. Questo dato è sostanzialmente in linea con quello del Nord-Est (51,6%) e con quello nazionale (51,3%); tuttavia si tratta di valori medi, che variano in misura considerevole tra le nazionalità di provenienza.

 

La distribuzione per età vede il 18,4% dei residenti stranieri nella fascia 0-17 anni; il 16,3% ha un’età compresa tra 18 e 29 anni, il 31,9% tra 30 e 44 anni, il 27,5% tra 45 e 64 anni e solo il 5,9% ha un’età pari o superiore a 65 anni.  Relativamente alle aree di provenienza, il continente più rappresentato a fine 2020 è quello europeo con 36.191 residenti stranieri (ossia il 64,1% del totale), di cui 19.605 originari di Paesi comunitari, 16.167 dell’Europa centro-orientale e 419 di altri Paesi europei.

 

Al secondo posto si trova l’Asia con 10.354 residenti (18,3%), seguita dall’Africa con 7.525 (13,3%) e dal continente americano con 2.398 (4,2%). A livello di singole nazionalità, l’Albania resta al primo posto (6.207 residenti, l’11,0% del totale stranieri), mentre al secondo si colloca la Romania (4.631, 8,2%), che supera la Germania al terzo posto (4.518, 8,0%), seguita dal Pakistan (3.943, 7,0%) e dal Marocco (3.644, 6,5%).

 

Gli studenti stranieri

Secondo l’Astat, il numero degli alunni iscritti nelle scuole della provincia nell’anno scolastico 2021/2022 ammonta a 80.649 unità. Questo dato include 9.836 alunni stranieri, che incidono per il 12,2% sulla popolazione scolastica totale.

 

Le percentuali variano a seconda del grado di scuola e delle lingue d’insegnamento riconosciute dallo Statuto di autonomia: italiano, tedesco e ladino. Nell’anno scolastico 2021/2022, 15.452 bambini si sono iscritti in una delle 347 scuole d’infanzia della provincia. Tra questi, i bambini stranieri sono 2.025, 13,1% del totale: 729 frequentano una scuola d’infanzia di lingua italiana (con un’incidenza del 22,3% sul totale degli studenti), 1.254 in lingua tedesca (10,9%) e 42 in lingua ladina (6,7%).

 

Gli iscritti nelle scuole primarie sono in totale 27.873. Gli alunni stranieri sono 3.682, il 13,2%, e sono 1.505 nelle scuole in lingua italiana (incidenza 24,5%), 2.099 in quelle in lingua tedesca (10,2%) e 78 in quelle in lingua ladina (6,8%). Le scuole in lingua tedesca prevalgono per il numero di iscritti stranieri, ma non per l’incidenza degli alunni stranieri sul totale, che è più elevata nelle scuole in lingua italiana. L’incidenza degli alunni stranieri nelle scuole medie è del 13,6%, per un totale di 2.321 unità: 1.106 sono iscritti nelle scuole di lingua italiana (incidenza 26,4%), 1.178 in quella di lingua tedesca (9,7%) e 37 in quelle di lingua ladina (5,5%).

 

Nelle scuole superiori, invece, gli studenti sono 20.311, di cui 1.808 stranieri (l’8,9%). La maggior parte di essi (1.075) frequenta la scuola in lingua italiana (dove incidono per il 16,1%), 715 quella tedesca (5,4%) e 18 quelle in lingua ladina (3,7%). Nelle scuole professionali, il 10,8% degli alunni iscritti sono di origine straniera, ossia 1.106 persone.

 

Mercato del lavoro e inserimento occupazionale

Secondo i dati Rcfl-Istat, nel 2021 gli occupati in regione ammontano a 487mila unità. Tra questi le donne rappresentano il 44,8%, mentre gli stranieri il 9,1%, di cui il 41,2% di sesso femminile, un’incidenza leggermente al di sotto della media nazionale. I disoccupati sono in totale 21.848; tra questi le donne incidono per il 52,1% (47,8% a livello nazionale), mentre gli stranieri si attestano al 25,1% a fronte del 16,0% osservato in media in Italia. Le donne straniere, in particolare, mostrano maggiori difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro, visto che costituiscono il 59,4% dei disoccupati stranieri, un dato più alto di quanto si registra a livello nazionale (52,5%).

 

Il tasso di occupazione a livello regionale si colloca al 69,0%, mostrando una differenza di 8,7 punti percentuali tra italiani e stranieri (rispettivamente 69,9% e 62,2%), segnale che questi ultimi trovano più difficoltà a reperire un’occupazione. Questa evidenza è dimostrata anche dal tasso di disoccupazione che è del 3,6% per gli italiani e dell’11,1% per gli stranieri.

 

Secondo i dati dell’Osservatorio del mercato del lavoro provinciale il tessuto produttivo ha registrato nel periodo novembre 2021 - aprile 2022 un aumento significativo dei contratti di lavoro rispetto allo stesso periodo 2019/2020 (+9,5%); si tratterebbe di un valore record visto che prima della pandemia la crescita si era attestata a +3,9%. In quasi tutti i settori l’occupazione è tornata a crescere, raggiungendo i livelli pre-pandemici, anche se il tasso di occupazione, già calato a causa della pandemia, nel 2021 è risultato pari al 75,8%, non consentendo il raggiungimento dell’obiettivo definito per il 2020 (80%).

 

Il tasso di disoccupazione (3,0%) basato sui dati trimestrali di Istat/Astat del periodo ottobre 2021 - marzo 2022, è diminuito rispetto all’anno precedente quando aveva raggiunto il 5,1%, tornando su un livello più simile a quello di due anni prima (2,9%).

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