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Turismo, a Trento il ruolo (unico per un capoluogo) di 'polo' urbano ma tocca a Riva guidare il comparto fieristico provinciale

La città recita così un ruolo solo di secondo piano. Forse unico caso in Italia di capoluogo che non possiede un centro fieristico di primo livello. Ma la certezza è solo quella del passaggio all'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi dell'attività in capo a Trento Fiere. Tante le incertezze

Di Luca Andreazza - 16 febbraio 2018 - 20:31

TRENTO. La mozione di Walter Kaswalder, approvata all'unanimità in Provincia, non lascia dubbi. L'indicazione è netta: l'amministrazione riconosce a Riva del Garda la leadership nel settore per potenzialitàesperienza caratteristiche per stare sul mercato a livello internazionale: le risorse si concentrano quindi sul lago e la realtà rivana assume il ruolo di polo unico (Qui articolo).

 

E Trento? Il testo è altrettanto chiaro. "Va mantenuta un’attenzione su un’area e una proposta legata alle caratteristiche della città, in una dimensione urbana. Il distretto turistico andrà di conseguenza a complementare un nodo infrastrutturale di quel tipo".

 

Insomma, la città recita così un ruolo solo di secondo piano. Forse unico caso in Italia di capoluogo che non possiede un centro fieristico di primo livello. Ma d'altronde difficile in questo momento spezzare una lancia a favore del polo fieristico di Trento. La certezza è solo quella del passaggio all'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi dell'attività in capo a Trento Fiere. Stop.

 

E le incertezze sono invece ancora tante, tantissime. Manca ancora una 'casa' all'orizzonte. L'Università preme sempre di più per gli spazi di via Briamasco che aspetta, pazientemente, da quasi due anni. Nel frattempo la discussione in Comune sembra essersi arenata. L'idea è quella di portare tutto all'ex Italcementi, ma lo studio degli architetti di Campomarzio è stato praticamente riposto nel cassetto. Da allora più niente.

 

L'asse si sposta verso Riva del Garda. E potrebbe prendere forma un'ipotesi che potrebbe stravolgere il comparto turistico. Tramontato il matrimonio tra Trento e Rovereto, si prepara invece il terreno alla fusione tra Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Ingarda Trentino? Gli ingredienti ci sarebbero tutti.

 

Si parte dalla posizione geografica limitrofa e la naturale prosecuzione del territorio lungo la strada statale 45bis (prima della rivoluzione del 2008, il Consorzio Valle dei Laghi si era, infatti, proposto a Riva del Garda, quindi Comano e solo in ultima battuta a Trento), oltre alla presenza di diverse figure chiave trasversali agli enti. 

 

In particolare sono due i consiglieri, cioè Enzo Bassetti e Fulvio Rigotti, che siedono in entrambi i CdA (Apt e Riva del Garda Fierecongressi). E ancora Claudio Facchinelli, già deus ex machina di Trento Fiere, fino a pochi mesi fa seduto al tavolo di Apt, mentre ora solo all'ente fieristico rivano al terzo mandato) e Roberta Maraschin, già direttrice dell'Apt Trento e da anni nello stesso ruolo in Ingarda e in Consiglio di Fierecongressi.

 

A questo si aggiungono le due visite di emissari del Comune di Trento in quel di Riva del Garda per 'scoprire' il PalaVela. Ci sarebbe la prospettiva di creare una struttura interessante: in riva al lago le fiere e i congressi nel capoluogo, dove ci sono più spazi adeguati. Una possibilità sarebbe quella di lavorare per dipartimenti per non disperdere le competenze attuali e le responsabilità interne ai rispettivi enti.

 

Le premesse ci sarebbero e in Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi sta per partire il modello di organizzazione gestione e controllo ex dlgs 231/2001 attraverso una valutazione della propria congruità organizzativa compreso la consulenza esterna per la riorganizzazione aziendale.

 

Difficile, tra i nodi alla fusione per incorporazione di Ingarda su Trento è quello che nel capoluogo la situazione è ancora troppo caotica e l'acquisizione forse troppo fresca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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