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Turismo, Riva del Garda alla guida del comparto fieristico provinciale: "Pronti a collaborare con tutti"

A Trento il ruolo di polo urbano a completare l'offerta rivana, in attesa del centro di 6 mila metri quadri. Il numero uno di Fierecongressi: "Resta ancora da capire quello che si vuole fare nel capoluogo. Seimila metri quadri non rappresentano un polo fieristico, quanto piuttosto un centro multifunzionale"

Di Luca Andreazza - 17 febbraio 2018 - 21:47

RIVA DEL GARDA. "La presenza di figure trasversali in diversi Consigli di amministrazione tra Riva del Garda Fierecongressi e l'Azienda per il Turismo del capoluogo? Una casualità alla quale non ho mai pensato", queste le parole di Roberto Pellegrini, numero uno dell'ente fieristico rivano, che getta acqua sul fuoco rispetto alla prospettiva di incorporazione di Ingarda su Trento (Qui articolo). 

 

In ballo non ci sarebbe nulla, "ma - aggiunge il presidente di Riva del Garda Fierecongressi - siamo pronti a collaborare, così come possiamo mettere a disposizione il nostro know-how per creare indotto sul territorio e far crescere ulteriormente il Trentino".

 

Il tutto mentre un patrimonio come poteva essere Trento Fiere si è dissolto in appena tre anni e, tolto il 'salvataggio' in corsa operato dall'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi, l'impasse per il nuovo polo fieristico nel capoluogo da 6 mila metri quadri (tolto uffici e magazzini si aggirerebbe intorno ai 5 mila metri quadri 'netti') è ancora lì. Non decolla. E dal 2018 si è già passati a guardare alla tarda estate del 2019.

 

"Se c'è da sedersi intorno a qualche tavolo - commenta Pellegrini - sono sereno e disponibile. Magari non serve neppure fondere le società, ma si possono prevedere altre forme di collaborazione. Certo, resta ancora da capire quello che si vuole fare a Trento. Seimila metri quadri non rappresentano un polo fieristico, quanto piuttosto un centro multifunzionale. A questo è necessario aggiungere anche gli obiettivi e le strategie: noi cerchiamo principalmente di creare indotto e ricadute per il territorio, altri pensano a fare business e incassi per i fornitori".

 

E una prospettiva fiere a Riva del Garda e congressi a Trento per un unico polo specializzato? "Noi - prosegue il presidente - siamo già legati all'Università di Trento e siamo sempre stati disponibili a spostarci in tutto il Trentino. Questa non è certamente una novità: si tratterebbe di intensificare rapporti e relazioni per migliorare tutti".

 

Il terreno sarebbe ferite e sembra quasi un 'se non ora quando?' come avvenuto per il polo natatorio. Ma la prospettiva è difficile, come insegna il recente passato quando si era paventato la fusione tra le Apt di Trento e Rovereto. Pubblicamente appoggiata, ma nel 'dietro le quinte', anche a livelli istituzionali, si sono verificati fuochi incrociati per evitare questa possibilità.  

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