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Riforma sul turismo, la Valsugana invia una lettera e si fa avanti con Trento per essere più forti verso la politica turistica trentina

Stop alle velleità di San Lorenzo Dorsino di virare sulla Paganella e niente passaggio della val Algone alla Rendena, budget dedicato e rassicurazioni, l'Apt Comano Terme verso il Garda

Di Luca Andreazza - 02 agosto 2020 - 23:59

TRENTO. Sono iniziate le manovre tra Trento e la Valsugana. Da Levico è arrivata nel capoluogo una lettera per farsi avanti, quella che viene definita "una soluzione fuori dagli schemi". Un obiettivo è quello di trovare una sinergia per diventare più forti e rappresentativi nei confronti della politica turistica trentina. Se da una parte si è usciti allo scoperto, dall'altra il Consiglio di amministrazione del capoluogo ha speso un time out: non si è deciso. Si può approfondire, ma ancora presto per il via libera a entrare nei dettagli.

 

Scenario definitivamente aperto dalla volontà manifestata da Pinè di non voler convergere sul capoluogo: punta la val di Fiemme. In questo caso c'è certamente però il caso Civezzano: il Comune non è interessato alla soluzione verso Cavalese e potrebbe transitare a Trento, soluzione più plausibile, oppure Valsugana (Qui articolo).

 

Intanto qualcosa si muove sull'asse Levico-Trento. Si ipotizza un progetto in grado di rafforzare il mercato italiano e sviluppare ulteriormente quello internazionale. La Valsugana è l'unica realtà che è riuscita a ottenere la certificazione Gstc come destinazione per il turismo sostenibile e questo si potrebbe unire alla capacità del capoluogo di insediarsi in modo costante ai primi posti della classifica nazionale per qualità della vita.

 

Sembra più una bozza di un matrimonio di interessi e le ragioni della fusione si spiegano nella possibilità di rientrare tra le prime 4 realtà del Trentino per presenze (anche in termini di posti letto) e quindi pesare maggiormente nelle scelte di comunicazione di Trentino Marketing. Un'opportunità per incidere anche nei confronti delle Agenzie di territorio. Trovare un'intesa di massima ma tutto sarebbe poi condizionato dalla delibera nelle rispettive assemblee dei soci, così come da un parere positivo della Provincia a procedere. 

 

Una partita comunque non semplice da sciogliere: le Apt presentano formule societarie molto diverse, così come l'equilibrio tra risorse pubbliche e private, ci sono poi governance da costruire. A questo si aggiungono questioni quali la capacità di trovare il modo di promuovere Panarotta e Bondone, senza marginalizzare la valle dei Laghi e la val dei Mocheni, quest'ultima che dovrebbe rientrare nel progetto. E ci sono nel mezzo anche le elezioni chiamate a rinnovare i consigli comunali. Il percorso è impostato ma potrebbe essere lungo.

 

"Si chiede alla politica un occhio di riguardo alla salvaguardia del rapporto stretto con il territorio, pur nel contesto dell’aggregazione con la realtà del Garda". Questa invece la posizione dell'Apt Terme di Comano. Una fusione che viene vista come un’opportunità di crescita, in un’ottica di complementarietà. Questo mentre Ledro vorrebbe chiamarsi fuori (Qui articolo).

 

"Certi - prosegue la nota dell'Azienda per il turismo - di poter portare nella nuova realtà motivazioni e esperienze diverse, anche integrative rispetto a quelle già presenti nell’ambito del Garda. L’auspicio è quello di veder riconosciute e valorizzate le proprie peculiarità dentro una visione strategica di ambito, ma con una gestione localizzata, più vicina al territorio e ai suoi operatori. Il riferimento è alle Terme di Comano, alla proposta slow legata ai borghi e al paesaggio rurale, ai riconoscimenti Unesco della Riserva di Biosfera, delle palafitte di Fiavè, del Geopark Adamello Brenta, delle Dolomiti di Brenta, ma anche al patrimonio outdoor che esprime un naturale ampliamento dell’offerta del lago".

 

Stop alle velleità di San Lorenzo Dorsino. Il Consiglio d'amministrazione si è espresso in modo contrario alla richiesta del Comune di essere spostato all'Apt Dolomiti Paganella. "Così come ci si oppone con forza al previsto riposizionamento della val Algone nell’ambito della Rendena. Questa è parte integrante di Comano, non solo dal punto di vista turistico ma anche storico-identitario e deve pertanto rimanere aggregata al suo territorio".

 

Sembrano comunque diversi i paletti in materia fusione e si aggiungono anche quelli operativi. "Il Cda rivendica - conclude il documento presentato dall'Azienda per il turismo Terme di Comano - una garanzia di adeguata rappresentanza negli organi amministrativi della nuova Apt e nell’Agenzia territoriale; chiede il mantenimento di un presidio locale dotato di adeguata struttura operativa e una giusta valorizzazione, nel nuovo ambito ampliato, di competenze e professionalità delle persone che hanno fin qui svolto il loro lavoro con passione e entusiasmo. Fondamentale sarà anche la possibilità di vedersi assegnato un budget dedicato, per il quale si chiede alla Provincia di impegnarsi a mantenere almeno il livello di finanziamento finora garantito all’Apt". Tutto molto facile, ma non facilissimo.

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