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Riforma sul turismo, la rivolta delle Apt. Ledro e val di Non vogliono restare autonome come Rovereto. Dubbi anche a Folgaria: ''Meglio sospendere tutto''

L'Apt Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo la sua battaglia è riuscita a portala a casa, il Garda si è già espresso con diversi dubbi e si lavora anche per rafforzare l'Unico. Ora ci sono le lettere ufficiali di val di Non e Ledro. Incertezze anche in quel di Folgaria, Lavarone e Luserna

Di Luca Andreazza - 27 luglio 2020 - 22:03

LEDRO. Semaforo rosso alla riforma sul turismo. Almeno questo iniziano a chiedere diverse Aziende per il turismo. Quella di Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo la sua battaglia è riuscita a portala a casa (Qui articolo), il Garda si è già espresso con diversi dubbi (Qui articolo) e si lavora anche per rafforzare l'Unico (Qui articolo). Ora ci sono le lettere ufficiali di val di Non e Ledro. Incertezze anche in quel di Folgaria, Lavarone e Luserna, l'Alpe Cimbra chiede un time out. 

 

L'Azienda per il turismo di Ledro esce allo scoperto. Una lettera griffata dall'intero consiglio comunale per chiedere una pausa sulla riforma del turismo. Un documento indirizzato alla Provincia e, in particolare, all'assessore Roberto Failoni per uno stop del provvedimento: la richiesta è quella non sopprimere il neonato ente e garantire l'operatività di almeno un mandato legislativo. E qui sembra emergere un vuoto amministrativo di piazza Dante.

 

L'Apt Ledro è stata "ufficializzata" a inizio anno, mentre è stata delineata sul finire della Giunta Rossi. L'assessore non sembra essere stato in grado di gestire la situazione e "congelare" l'istituzione di un ente in attesa di programmi politici più definiti e con la riforma in arrivo che avrebbe comportato dei nuovi confini (Qui articolo).

 

Semplice il ragionamento e la richiesta espressa in una lettera inviata a Trento dai rappresentanti della Comunità ledrense a pochi giorni dall’esame in Consiglio provinciale del disegno di legge che punta a ridisegnare il comparto con l'istituzione di un nuovo maxi-ambito a coprire in questo caso l'area del Garda: si evidenzia la necessità di salvaguardare un patrimonio turistico imprenditoriale che in cento anni ha portato autonomamente Ledro tra le dieci destinazioni turistiche del Trentino e tra le top destinazioni internazionali.

 

Nella lettera firmata dal sindaco, Renato Girardi, dal vice-sindaco, Claudio Oliari, dagli assessori Maria Teresa Toniatti, Roberto Sartori, Dario Trentini e dal delegato per il turismo Ezio Tarolli, così come da tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza si ricorda come l’Apt di Ledro operi in un territorio inserito in un unico Comune, ma anche come dopo molti anni di lavori e di attività di marketing si sia riusciti ad allungare in modo considerevole la stagionalità e come la comunità abbia visto ridurre negli ultimi anni i posti di lavoro a causa del trasferimento di una importante azienda metalmeccanica.

 

Da qui la richiesta che la neonata Apt possa portare a termine operativamente almeno un mandato completo visti i sacrifici fatti per coordinare gli imprenditori turistici e portare allo stesso tavolo tutte le attività economico-produttive della valle di Ledro. Nel testo viene sottolineato come oggi il turismo sia per Ledro un volano economico per la sua capacità di generare sempre più risorse e benefici per l’intera Comunità, funziona da vero e proprio antidoto al fenomeno dello spopolamento di giovani a cui si assiste in altri territori.

 

"Il settore è in buona espansione e gli operatori in costante rinnovamento", "Valutare, vista la nostra esperienza in materia di fusioni con i successi ottenuti in campo comunale, che una eventuale fusione in futuro con altri ambiti debba venire dalla base e essere concertata tra i vari attori in modo costruttivo e nel rispetto dei valori e delle peculiarità territoriali e dei cittadini”. Alcune motivazioni contenute nella lettera. 

 

Un altro aspetto è quello che riguarda il tema dei costi e dell’operatività. Il bilancio di spesa dell’Apt di Ledro è un decimo di quello del Garda Trentino pur avendo un quarto di presenze turistiche. Nonostante il 2020 sia stato segnato dall'emergenza Covid-19 con conseguente ritardo nell’apertura della stagione turistica le richieste di vacanza a livello locale è molto alta proprio per l’ambiente prealpino immerso nella natura e caratterizzato da una doppia certificazione Unesco a patrimonio dell’umanità.

 

"Una soppressione dell’Apt comporterebbe per gli operatori una deprimente sensazione di impotenza decisionale nel proprio territorio. E questo nel momento in cui il Comune di Ledro, che di recente ha stanziato 200 mila euro proprio a sostegno dell’attività turistica locale, è impegnato in un importante progetto per cercare di creare un unico contenitore dove tutte le attività locali possano trovare visibilità grazie anche al ruolo fondamentale dell’Apt". Un ultimo accenno riguarda "Un unione forzata con il Garda che rischia di standardizzare l’offerta turistica e togliere le peculiarità di Ledro".

 

"Ci siamo sempre posti in maniera propositiva e abbiamo sondato tutte le strade possibili tra Trento, Paganella e val di Sole. Ma il territorio - commenta Lorenzo Paoli, presidente dell'Apt val di Non - parla chiaro e il nostro compito è quello di portare avanti le istanze dei nostri partner e delle amministrazioni comunali: abbiamo inviato una richiesta di deroga per restare indipendenti e autonomi". 

 

E questa volta non si tratta di una richiesta solitaria, ma di un coro unanime dei massimi rappresentanti del territorio anaune: i sindaci, il consorzio Melinda, le due Casse rurali del territorio e gli operatori del settore ricettivo. "E' troppo importante in questo momento - prosegue il numero uno della val di Non - poter continuare a lavorare sul processo di crescita del turismo. C'è un progetto chiaro di coinvolgimento della comunità con la volontà di integrazione del tessuto economico e sociale, il nostro è un ambito con delle caratteristiche e peculiarità tali da renderlo sperimentale all’interno del panorama provinciale".

 

Sembra sfumare l'ipotesi di fusione con la val di Sole. "Non abbiamo trovato un atteggiamento di dialogo per poter trovare una convergenza. Ringraziamo Failoni per aver fissato un incontro per approfondire questa possibilità e parteciperemo per senso di responsabilità ma le idee sono chiare - aggiunge Paoli - non ci sono le condizioni per un accorpamento, non escludiamo che in futuro qualcosa possa cambiare ma l'attualità ci impone riflessioni diverse. Una fusione prevede un percorso lungo che non si può ridurre in pochi mesi. Abbiamo poi le garanzie dai nostri partner privati di voler investire risorse nell'Azienda per il turismo. Il territorio ci ha manifestato la volontà salda di mantenere l’identità e l’autonomia decisionale dell’ambito".

 

C'è poi il precedente di Rovereto. "Un territorio affine al nostro per quanto riguarda i dati del turismo, questo ci conferma la possibilità di richiedere anche per la val di Non il mantenimento di un ambito indipendente e autonomo", conclude Paoli.

 

Affiorano dubbi sull'Alpe Cimbra. "L'attuale situazione è delicata e confido in un rinvio della riforma - dice Michael Rech, sindaco di Folgaria - senza dimenticare che le elezioni di settembre e quindi potrebbero cambiare i sindaci. Se da un lato si può condividere l'esigenza di migliorare il sistema, ci potrebbero essere diversi rischi nell'aggregare degli ambiti in modo pre-confezionato: si potrebbe perdere identità. Non si inventano sinergie per la semplice continuità o contiguità territoriale. Non sempre la somma è efficace e il Trentino storicamente non si è mai affidato a maxi-ambiti".

 

Una criticità è quella delle Agenzie. "Ipotizzate più per area che per affinità di prodotto. Per esempio abbiamo sempre lavorato con il Trentino occidentale per promuovere l'inverno e ora ci potremmo trovare in quel sud-orientale. E forse - evidenzia il sindaco - invece di snellire le procedure, nuovi enti intermedi potrebbero creare una sovrastruttura che rende tutto farraginoso. Anche il nodo delle risorse non mi sembra sciolto: ci sono differenze tra i territori tra strutture ricettive, morfologia e proposte. Si dovrebbero trovare altre soluzioni e sfruttare l'autonomia per puntare a un maggior coinvolgimento del privato, invece si rischia di creare una sorta di ente pubblico e questo potrebbe rallentare la macchina".

 

Ma sembrano tante le questioni da dover approfondire e da qui la richiesta per sospendere l'iter della riforma per una maggiore riflessione. "Ogni Apt ha la sua storia e identità, una declinazione, anche societaria, diversa. E' necessario un percorso diverso - prosegue - che parta dal basso. Si sarebbe potuto puntare sull'efficientare gli aspetti gestionali: rafforzare il brand con siti internet uguali nella forma ma differenziati per territorio, un po' come avviene in Alto Adige oppure trovare punti in comune per gli eventi e abbattere così i costi. La discussione è ampia. Anche le Aziende più piccole lavorano bene, un turismo comunque di qualità da valorizzare perché sono riusciti a dimostrare di avere mercato: così invece sembra che si voglia puntare esclusivamente sui marchi già forti".

 

Una riforma che non tocca praticamente Trentino Marketing, c'è solo l'istituzione di un Cda. "La società - conclude Rech - ha dato prova di capacità e competenza nel creare progetti. Ma il provvedimento prende in esame solo i territorio e questo mi preoccupa. Il coinvolgimento delle amministrazioni comunali è stato poi molto limitato. Ci sono ancora tanti aspetti da valutare. Insomma, una pausa di riflessione sarebbe una mossa molto auspicabile".

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