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Riforma sul turismo, il Garda preoccupato: ''Circa 3 milioni così rimangono a Trento''. Quasi fatta per la piena autonomia dell'Apt Rovereto e Vallagarina

Il Garda è stato protagonista nella seconda commissione presieduta da Luca Guglielmi per parlare dell'imminente riforma del settore. Resta da capire se Comano, Pinè/Cembra, Ledro e val di Non in sofferenza per l'imminente fusione avranno qualcosa da ridire sulle carte da giocare e che fino a questo momento sono un po' rimaste a guardare. Marco Benedetti: "Più che un'evoluzione, sembra un'involuzione"

Di Luca Andreazza - 08 luglio 2020 - 06:01

TRENTO. Quasi conclusi i lavori in Seconda commissione della Provincia per discutere la riforma sul turismo. C'è stato un tentativo di blitz per far approvare il ddl in un'ora e senza così la possibilità di discutere emendamenti e documenti ma le velleità di Luca Guglielmi sono state bloccate da Piero De Godenz. Tutto rimandato alla sera di mercoledì 7 luglio. Intanto il Garda è preoccupato: si troverebbe a lasciare 3 milioni alla Provincia che ringrazia quella che assomiglia alla classica gallina dalle uova d'oro.

 

I conti della Garda non sarebbero in equilibrio perché, con la nuova legge, il contributo pubblico della nuova Apt, nella quale rientrerebbero anche la valle di Ledro e Comano, passerebbe dai 4 milioni e 246 mila euro di oggi a circa un milione. Sembra l'esatto contrario ai tentativi di ridurre il centralismo del capoluogo impostato nella scorsa legislatura con l'introduzione della tassa di soggiorno.

 

Intanto c'è la netta sensazione che l'Azienda per il turismo Rovereto e Vallagarina è prossima a vincere la propria coraggiosa battaglia per restare autonoma: in questo senso è pronto un emendamento di Mara Dalzocchio e quindi salvo improvvisi chiari di luna in piazza Dante dovrebbero essere 11 le Apt (Qui articolo).

 

"Apprendo che, finalmente scegliendo di imboccare la giusta strada, anche Dalzocchio, pur con qualche settimana di ritardo, ha accettato come poco consona la scelta della Giunta di depositare una legge di riordino del comparto turistico provinciale senza definire l'ambito che comprende Rovereto e altri 16 comuni. Meglio tardi che mai. Come ben sa la consigliera - commenta l'ex vice presidente Alessandro Olivi - un emendamento è già stato depositato a mia firma e sarà dunque sufficiente votarlo per ottenere il risultato che auspica". 

 

Interviene anche l'ex governatore. "Un pensiero di solidarietà al povero assessore Failoni - dice Ugo Rossi - non voleva la legge sulle chiusure domenicali e ha dovuto non solo votarla, ma anche firmarla. Voleva dieci Apt e ora invece ne dovrà digerire undici, come del resto giustamente chiedeva Rovereto e la Vallagarina".

 

Insomma, la Lega si è dovuta piegare davanti alla compattezza dell'ambito. Un dato: nel 2019 la città della Quercia si è attestata a 626.506 pernottamenti tra esercizi alberghieri, extralberghieri, alloggi privati e seconde case. Un'area particolarmente dura nella precedente commissione (Qui articolo).

 

A questo punto nei fatti il criterio del milione di presenze finisce in soffitta. Resta da capire se in particolare Comano (699.700 presenze), Pinè/Cembra (735.559 presenze e prossime alla scorporazione), Ledro (900 mila euro) e val di Non (1.393.293 presenze) in sofferenza per l'imminente fusione avranno qualcosa da ridire sulle carte da giocare e che fino a questo momento sono un po' rimaste a guardare. Le frizioni non sono mancate nei mesi scorsi ma queste Apt non sembrano essere riuscite a portare le istanze fino in fondo, anche se la richiesta è quella di mantenere bilanci separati e operatività praticamente distinte post-accorpamento.

 

Un altro concetto "chiave" del ddl che cade un po' nel vuoto. Come "tutto il Trentino ha valenza turistica", slogan tanto bello per poi licenziare un ddl commercio che smentisce nero su bianco i proposti della riforma e fissa invece le aree turistiche, il provvedimento che esclude Trento, Rovereto e Pergine dalle aperture di negozi e supermercati la domenica e i festivi (Qui articolo).    

 

A questo si aggiunge che le Agenzie di territorio, contraddizioni a parte (si vuole superare i confini e poi ci si trova un'Ata "Dolomiti" e un'altra "Dolomiti di Brenta") nella migliore delle ipotesi non sono state comprese e comunque sono diverse le spinte per virarle sulla possibilità di ragionare in termini di prodotto e Failoni sembra propenso a convincersi a compiere questo passo. Più che un ddl di riforma, inizia ad assumere l'aspetto di un ddl groviera

 

Intanto è stato il giorno del Garda Trentino, che si è deciso a intervenire direttamente in quanto nella puntata precedente non si è sentito rappresentato dai colleghi presenti in teleconferenza, cioè Fassa, Campiglio, Pinzolo, val Rendena e val di Sole. E il presidente Marco Benedetti ha presentato diversi aspetti critici: le Agenzie territoriale d'area mancano di un equilibrio di potere e quindi la richiesta è quella di progettare meglio queste strutture con un modello organizzativo in grado di assicurare la coesistenza tra Ata e Apt con una progettazione comune dei prodotti turistici.

 

In alternativa, si potrebbe istituire un Fondo provinciale: il 10% delle risorse destinate alle Ata per progetti inter-ambito. Insomma, il numero uno del Garda Trentino è preoccupato per l’allungamento della catena di comando e un’architrave istituzionale che si allontana della periferia e si centralizza in Trentino Marketing, che resta un presidio importante ma si rischia di perdere il patrimonio di esperienza delle Aziende per il turismo: l'idea che emerge nella riforma è che le Apt siano subordinate e venga depotenziato il ruolo delle categorie economiche e dei privati. In pratica si andrebbe nel senso contrario a quanto si è sempre puntato e che paradossalmente si vorrebbe addirittura rafforzare. In pratica, secondo Benedetti, l'evoluzione diventa un'involuzione.

 

Necessario poi un ragionamento sul pubblico e sul privato, soprattutto per quanto riguarda l’obbligo delle nuove Apt di accollarsi tutto il personale delle attuali Aziende e dei consorzi Pro loco, una decisione politica che contrasta con l’economicità. Capitolo finanziamento.

 

Quattro ipotesi sul tavolo proposte da Benedetti, forse difficilmente praticabili in questo momento: trasformare l’imposta di soggiorno in un contributo obbligatorio alle Apt dell’operatore che poi potrà rivalersi sull’ospite; parificare il sistema turistico a quello della formazione professionale che è considerata di interesse generale ed è gestita da privati finanziati in toto dalla Pat; seguire la normativa europea sui Sieg che prevede l’assegnazione a soggetti privati selezionati di risorse pubbliche o risolvere il problema della suddivisione del finanziamento 51% dai privati 49% dal pubblico trasformando le Apt in organismi di diritto pubblico gestiti in una logica imprenditoriali.

 

Ok poi che Trentino Marketing punti soprattutto alla promozione, una scelta condivisa dal Garda ma la dotazione che la spa provinciale si porterebbe dai territori va contro le tendenze nazionali e internazionali. Le "Strade" chiedono invece di rafforzare la sinergia tra produttori e Apt e se i territori vengono divisi in base ai prodotti si potrebbe pensare ad un'Agenzia per i produttori (Qui articolo). Pollice tendenzialmente verso per le Agenzie territoriali ("Potrebbero creare problemi") dai rifugisti. Da notare che Guglielmi abbia acconsentito di concedere qualche giorno di tempo agli agriturismi per inviare le riflessioni, quando nel frattempo si è tentato un blitz e mercoledì 8 luglio si vota per l'approdo del ddl in Consiglio provinciale.

 

 

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